Gli Orologi del Diavolo, Giuseppe Fiorello protagonista della sua prima serie tv lunga

Giuseppe Fiorello sarà protagonista de Gli Orologi del Diavolo, la sua prima serie tv lunga, tratta da una storia vera ed in cui interpreterà un uomo diventato quasi per caso un infiltrato dei narcos

Giuseppe Fiorello compie 50 anni e si regala una serie lunga. Il re delle miniserie targate Rai, nato il 12 marzo, è reduce dal successo del suo ultimo film-tv, Il mondo sulle spalle, visto da 5,8 milioni di telespettatori. Anche in quel caso, la storia realmente accaduta di un uomo comune che diventa eroe.

"Dietro ogni uomo si nasconde una storia che vale la pena raccontare", ha spiegato Fiorello. "Ho interpretato nel corso della mia carriera tantissimi personaggi, eroi e persone comuni, ma anche commedie, mettendoci sempre il sentimento".

Alla carriera televisiva, Beppe ha affiancato anche numerosi lavori cinematografici, ma il suo nome è diventato ormai una garanzia per Raiuno, che gli affida, a cadenza quasi annuale, film-tv o miniserie seguitissime: oltre a quelle già andate in onda si deve aggiungere Tutto il mondo è paese, dedicata all'ex sindaco di Riace ed in attesa di messa in onda. Ora, però, Fiorello ha deciso di debuttare nella lunga serialità, preparandosi a girare, da maggio, Gli Orologi del Diavolo, nuova serie tv diretta da Alessandro Angelini.

Cambia il formato ma non l'intento di Fiorello di portare in tv personaggi testimoni di coraggio e di impegno civile. La serie tv, infatti, è tratta dall'omonimo libro di Gianfranco Franciosi (che sarà interpretato da Fiorello) che, con il giornalista Federico Ruffo, ha raccontato la sua esperienza di infiltrato quasi per caso nei narcos per quattro anni e che, a missione conclusa, si è ritrovato con una taglia sulla testa ed abbandonato dallo Stato.

"E' la prima lunga serie della mia vita", ha rivelato l'attore, "una bomba, è in fase di scrittura, una coproduzione Italia-Spagna, di grande impatto emotivo e adrenalinico". Un impegno da non sottovalutare, che vedrà Fiorello scendere nell'arena delle serie tv e confrontarsi con numerosi altri prodotti simili. Una sfida non da poco, ma sicuramente meno gravosa di una possibile conduzione di Sanremo 2020, che lui ha prontamente smentito, ammettendo di "essere pronto a tutto, meno che al Festival".

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