Il Salone delle Meraviglie, l’oro di Federico Fashion Style sono le clienti

Federico Fashion Style apre le porte del suo Salone delle Meraviglie ad Anzio: siete proprio sicuri di sapere cosa vi aspetta?

Il momento è arrivato: dopo la presentazione ‘formale’ a Il Castello delle Cerimonie, Federico Fashion Style apre le porte de Il Salone delle Meraviglie questa sera, martedì 8 gennaio, alle 22.40 su Real Time (DTT, 31) per la prima delle sue 20 puntate da mezz’ora l’una realizzate da Pesci Combattenti per Discovery Italia.

Tra palloncini ‘fly to sky‘ per una colorazione doppia i metà tempo, la tinta alla Nutella (ideata in tempi non sospetti e del tutto politic-free) e phon dorati, i veri protagonisti non sono Federico Lauri o le sue tecniche – la cosa di fatto più interessante del programma -, ma i suoi clienti. O meglio le sue clienti. Fatto rapidamente l’occhio ai lampadari di cristallo e impiegato qualche minuto in più per digerire le postazioni dorate con consolle e grande specchio incorniciato (che farebbero la gioia di buona parte delle spose del Castello delle Cerimonie), superato anche il contrasto tra l’esterno anonimo e l’interno in bianco matelassé, cerco di farmi conquistare da questo salone di parrucco che è, ne convengo, un teatro a scena aperta.

A dare una rapida occhiata alla prima puntata, ambientata nel salone di Anzio – il primo, l’originale , quello da cui Federico Lauri ha spiccato il volo con i suoi palloncini -,  direi che la scrittura è quasi ‘di troppo’: si potrebbe disseminare il posto di telecamere nascoste per godersi al massimo i clienti e gli zigomi di Federico (ma le camicie del Boss delle Cerimonie non si battono, nonostante l’impegno). E invece si sceneggia una giornata tipo, cadenzata non tanto dal susseguirsi frenetico di appuntamenti e disdette, di trattamenti e pettegolezzi, quanto dall’ingresso di personaggi di felliniano candore. Sono loro a ispirare e muovere la scrittura, pure troppo, con un effetto ‘scolpito’ che toglie un po’ di selvaggio al risultato finale: un po’ meno lacca e un po’ più liscio spettinato ci starebbe bene, insomma.

Ma ecco le protagoniste della prima puntata. Da Napoli arriva Susy:  accompagnata dal fidanzato – che però non le porta neanche il trolley – è pronta a una due giorni ad Anzio per raggiungere l’hair stylist che segue su Instagram. Susy vuol fare il “trattamento di Giulia De Lellis”, vorrebbe essere Giulia De Lellis (“almeno per un giorno”), si entusiasma a parlare di Giulia De Lellis, ha come sogno incontrare Giulia De Lellis e si commuove quando Federico le fa giudicare colore e acconciatura à la Giulia De Lellis proprio da Giulia De Lellis.

In questo debutto, però, più della DeLellisAddicted e più della gestualità, del ciuffo e della cadenza del padrone di casa poterono le gemelle Alessandra e Valentina Giudicessa, dette clienti abituali evidentemente invitate a dar sfoggio della loro ‘abitudinaria’ condotta nel Salone delle Meraviglie. Non so se siano davvero clienti – un certo distacco avvertito nella receptionist mi farebbe pensare al contrario – ma tengono banco e non tanto per l’insistito e continuo battibecco e l’incessante ricorso al cibo e al ‘too much’ (come se già non bastasse quel che c’è intorno a loro, angolo scarpe e abiti incluso) quanto per l’eterna cantilena che caratterizza il loro modo di parlare (“Ci piacerebbe faa’ le attricii”, “Ma questaa m’entraa?”, “Ma mica semo a dieetaa” “Federico ci piace taantoo anche per come si comporta con noi in senso umanitaarioo“, etc etc). Ipnotiche. Meriterebbero una pillola di 5 minuti in access prime time: io le vedrei bene anche nel cast di Senso Comune, per intenderci. Autoironiche di certo, ma chissà quanto domate dal format: certo, uscire con i palloncini in testa (senza borsa) per tornare con panino, senza neanche un sacchetto per trasportarlo, non mi sembra proprio un’iniziativa spontanea.

Poi arrivano anche Giulia Latini “quella di Uomini e Donne” che ora viene presentata anche come ‘influencer’, la Contessa Tatiana, la mamma Angela, la fidanzata Letizia dal rossetto impossibile (lo stesso della receptionist Cristina), mentre Alessia, sempre accompagnata dal marito, è sia nella prima che nella seconda puntata (occhio, il confessionale della prima è fatto con la maglietta della ‘seconda’… sembra di seguire il prequel della prima. E non manca il momento ‘cliente eccentrica’, Paola in rosa confetto, che vuole essere una geisha per il marito che torna dal Giappone e dare una botta di pepe al rapporto (e riceve un trattamento ‘total makeover’).

In tutto questo Federico – incredibile a dirsi, lo so – resta un po’ in ombra nonostante tutto l’oro che lo circonda, ‘soffocato’ da clienti ingombranti e uno schema che non mette in evidenza la sua routine, ma quella di chi lo sceglie.  Del resto il cuore è, come da titolo, il Salone, ma la meraviglia non passa tanto dalle sue mani quanto dalle storie (vere e/o lucidate) di chi si siede alle sue postazioni. E la presenza nei titoli di coda del curatore dei casting prima ancora degli autori stimola, giocoforza, una domanda sul ‘peso’ che ha avuto la selezione dei clienti nella costruzione del programma e del racconto del Federico Fashion Style. Per il padrone di casa, però, c’è una linea orizzontare dedicata alla sua ‘seconda vita’, quella notturna del red carpet, che trasforma il docureality in una serie serializzata (col tocco di Pesci Combattenti).

Catalizzano, però, i ‘plot episodici’.Tra chi vorrebbe essere Valeria Marini e chi Ilary Blasi, tra chi adora la De Lellis e sogna il red carpet, il Salone delle Meraviglie si svela un paradiso per i wannabe, per chi sogna di somigliare a chi è ‘dall’altra parte’ dello specchio magico o meglio dall’altra parte dello schermo di un cellulare o di una tv e in ogni caso in un mondo che non è quello reale. Ma l’unica ‘Alice’ riuscita ad attraversare lo specchio e a godersi il suo Paese delle Meraviglie è proprio Federico (e chissà che il ‘nuovo’ titolo non nasca proprio da questo gioco di specchi): è riuscito a raggiungere ‘l’altra parte’ grazie al suo impegno e alla sua creatività,  ma non può portare  le proprie clienti con sé ‘through the Looking Glass’. La sensazione quindi è che questo Salone sia una sorta di ‘anticamera’ del sogno per chi vorrebbe essere una star. Per il pubblico, però, è una finestra concreta, in fondo poco fatata, su una realtà neanche tanto esotica. Anzi, il Salone delle Meraviglie ribadisce al mondo che tatuaggi, animalier, outfit discutibili e scarpe improbabili non sono un’esclusiva del napoletano, ma hanno fortuna anche oltre il Garigliano.

Ora aspettiamo un docureality su un’estetista dal Nord e potremmo riunire l’Italia nel racconto di un quotidiano lontano dai soliti punti di vista, che permette di guardarci allo specchio. Perché in fondo nessuno di noi può dirsi tanto diverso dai clienti di Federico, che peraltro spesso sembrano giocare e lasciarsi andare al divertimento del ‘diverso per un giorno’. Nel Salone delle Meraviglie ci siamo anche noi e il programma ce lo ricorda, al di là del leopardato e dei luccichii.