La Vita Promessa, l’attualità in costume

Luisa Ranieri è Carmela, una donna coraggiosa che cerca una nuova vita negli USA e lascia l’Italia in crisi degli anni ’20.

La Vita Promessa è una storia contemporanea confezionata secondo i dettami di una fiction di altri tempi. Scritta anni fa dalla compianta Laura Toscano, scomparsa nel 2009, acquista oggi un valore probabilmente diverso da quello che l’autrice aveva immaginato: una madre che fugge dai prevaricatori e si affida al mare per dare ai propri figli un futuro migliore sarebbe stata archiviata fino a pochi anni fa solo come un trito stereotipo femminile; oggi diventa memoria e rivendicazione di un passato che si tende a cancellare, negando alle madri che attraversano il Mediterraneo persino la pietas per chi abbandona tutto per proteggere i figli.

La scrittura della Toscano si riconosce nella semplicità della storia e nella linearità degli archi narrativi dei protagonisti. La sceneggiatura aiuta, appoggiandosi su una sintassi e su una lingua che non suona artificiosa, anche se si sentono gli innesti più attenti all’attualità di chi è intervenuto sulla versione originale: quel cenno a chi parte con navi meno care trovando spesso la morte in mare, ad esempio, mi sembra troppo contestualizzato per essere nella versione originale. Serve evidentemente a rafforzare la chiave socio-politica che la vicenda di Carmela Carrizzo può ricoprire nel 2018.

A uno sguardo superficiale, ci sono tutti gli ingredienti per rientrare nei canoni dei melodrammi Ares:  la vedova di ‘mafia’, l’onore da difendere, la ricerca di un futuro migliore, la violenza e anche Francesco Arca. Ma come insegnano gli chef, è la qualità degli ingredienti, e la loro lavorazione, che fa la differenza. Fin dalla prima inquadratura, la fotografia testimonia la volontà di realizzare un prodotto di qualità; lo testimoniano anche i nomi e i volti scelti per interpretare il cast ‘napoletano’, da Lina Sastri a Giacomo Rizzo. Al centro ovviamente Luisa Ranieri, convincente e coinvolgente anche con un solo sopracciglio. E’ lei che sostiene la famiglia, e non solo perché interpreta la protagonista: sul fronte attoriale è lei a reggere buona parte dell’interpretazione. Circondata da giovani, con Arca sostanzialmente piatto e tutta un’altra parte del cast da scoprire, è lei a dare il tono al racconto di questa prima puntata; solo Thomas Trabacchi (Amedeo Ferri) riesce a creare una vera dinamica con lei (ma a proposito, altri cognomi nella fiction italiana no, eh?).

La regia, però, tende a ‘sporcare’ la linearità della scrittura: quell’insistito flashback sul ‘peccato originale’ di Carmela durante la festa popolare che si insinua a intervalli regolari, con l’aggiunta di un pezzettino a ogni riproposizione, è un artificio che appesantisce l’intreccio. Un po’ come estranea appare la voice over sul ritrovamento di Rocco nel fienile. La lettera di Carmela ad Assunta letta in voice over dalla Ranieri, invece, mi evoca l’Addio monti de I Promessi Sposi.  E sarà perché il romanzo manzoniano resta di fatto un ottimo modello di letteratura popolare seriale, ma non è difficile trovare qualche ‘citazione’ ne La Vita Promessa. La miniserie ‘ruba’ l’intenzione politica della narrazione storica. Manzoni si immerge nella Lombardia del ‘600 per raccontare quella dell’800, tra signorotti prepotenti, politici corrotti, frati coraggiosi, lotte popolari, amori contrastati; qui scrittura e regia propongono un Don Rodrigo ossessionato dall’oggetto del suo desiderio, un Frate Cristoforo nelle figure dei due preti che aiutano Carmela, la scintilla della ribellione popolare negli aneliti sindacalisti del bolscevico di Calvi Risorta (bonus per la scelta della località) e c’è il richiamo continuo al contesto socio-politico contemporaneo. La miniserie chiede di fatto al pubblico di (ri)immedesimarsi nelle vicende di una donna che fa di tutto per i propri figli e che cerca una nuova vita oltremare: di questi tempi un’operazione controcorrente.

Ecco perché “l’attualità in costume”. Il sapore d’antan lo danno, come detto, la scrittura e la regia, i contenuti, il tono, lo sviluppo: un insieme che si ricollega direttamente alla miniseralità classica made in Rai. Anche per qualche concessione di troppo agli stereotipi che facilitano la lettura di testo e personaggi: la spagnola balla il flamenco, la terza classe balla la tarantella, il siciliano che spara con la lupara… insomma, un catalogo sì appartenente al melodramma che però non ci si preoccupa di ‘neutralizzare’.

La firma della ditta Tognazzi-Izzo si riconosce anche nella scelta del tema musicale: Amapola, brano spagnolo del 1920 qui cantato da Rossana Casale, è tra i più amati di Simona Izzo, che lo canticchiava con trasporto anche nella sua esperienza al Grande Fratello Vip. “Una versione dal retrogusto swing, un omaggio alle atmosfere ‘morriconiane’ di C’era una volta in America” si legge nelle note di regia, ma anche una scelta di gusto personale. Del resto la mano della regia si riconosce, anche in questi dettagli.

Domani si continua. La Vita Promessa per ora si caratterizza per una sua misurata eleganza nel racconto: nulla di sconvolgente sul piano narrativo, per carità. Diciamo la garanzia di un prodotto Rai ‘vecchia maniera’, senza accenti, ma con un retrogusto che si apprezza nel contesto.

La Vita Promessa, diretta prima puntata

La vita promessa, anticipazioni prima puntata | 16 settembre 2018

L’Autunno fictional della Rai ritrova le miniserie come formato di ‘lusso’ e riparte da Luisa Ranieri per La Vita Promessa, quattro puntate in onda oggi, domenica 16 settembre, e per i prossimi tre lunedì.

Prodotta da Rai Fiction – Picomedia per la regia di Ricky Tognazzi, La vita promessa ruota intorno a un protagonismo femminile di stampo tradizionale, quello della madre ‘coraggio’ che lotta con tutte le proprie forze per strappare i propri figli a un futuro incerto e pericoloso in patria e costruirne uno diverso, non con minori preoccupazioni, oltremare. Una traversata fatta di speranze e paure e una vita da reinventare tra pregiudizi e ostacoli. Una storia sempre contemporanea, che diventa quasi un manifesto politico in tempi di migrazioni e di respingimenti alle frontiere.

La Vita Promessa, la trama

Sicilia, anni ’20: Carmela Carrizzo (Luisa Ranieri) e una donna bella e risoluta, moglie di Salvatore (Marco Foschi) e madre madre protettiva. La sua presenza si nota in paese e attira le brame di Vincenzo Spanò (Francesco Arca), il Don Rodrigo di questo melodramma, che fa di tutto per averla, arrivando a ucciderle il marito. Spanò è un uomo potente e Carmela sa di non potergli sfuggire a lungo e così decide di lasciare la sua terra per proteggere se stessa e i figli.  Si imbarca così per l’America, dove diventa Carmela Rizzo e ricomincia una nuova vita. Sono gli USA del proibizionismo, prossima alla Grande Crisi del ’29, terra di immigrazione e di sacrifici: non sarà facile per Carmela ripartire da zero né lasciarsi alle spalle il passato visto che Spanò si mette sulle sue tracce.

La Vita Promessa, la produzione

Come anticipato, La vita promessa è una produzione Rai Fiction-Picomedia, prodotto da Roberto Sessa con Max Gusberti per la regia di Ricky Tognazzi. Soggetto e sceneggiatura di Laura Toscano e Franco Marotta, con la revisione di Simona Izzo.

Nel cast anche Miriam Dalmazio, Cristiano Caccamo, Emilio Fallarino, Giuseppe Spata, Vittorio Magazzù, Francesca Di Maggio, Primo Reggiani e con Lina Sastri.

 

La Vita Promessa, come seguirla in tv e in streaming

La Vita Promessa va in onda su Rai 1 e Rai 1 HD (DTT, 501) domenica 16 settembre, quindi lunedì 17, lunedì 24 e lunedì 1 ottobre. Inoltre è possibile vederla in live streaming sul sito ufficiale della Rai.

Non dirlo al mio capo 2, second screen

L’hashtag è #LaVitaPromessa.