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Vite Spiate – Ci scappa la tetta

Abbiamo accennato al reality-esperimento su internet, Vite Spiate. Il progetto è partito, il cast per ora è composto da 7 concorrenti (4 donne, 3 uomini), dichiaratamente non appartenenti alla gente qualunque ma – almeno alcuni – con ambizioni nel mondo dello spettacolo. Del resto, il premio finale è un contratto con LM Management (Lele Mora,

Abbiamo accennato al reality-esperimento su internet, Vite Spiate.
Il progetto è partito, il cast per ora è composto da 7 concorrenti (4 donne, 3 uomini), dichiaratamente non appartenenti alla gente qualunque ma – almeno alcuni – con ambizioni nel mondo dello spettacolo. Del resto, il premio finale è un contratto con LM Management (Lele Mora, come faceva notare un lettore). Mi sono permesso di allegare l’immagine che ritrae le mie due concorrenti preferite – tratta dalle loro rispettive schede -, ma sono certo che anche il resto del pubblico troverà pane per i suoi denti. Non entro ancora nel merito del contenuto, anche se posso rilevare per iniziare un difetto: la sensazione è che non succeda nulla, o meglio quel che succede succede (ovvio) diluito nell’arco della giornata, e mancano (ovvio al quadrato) i riassunti quotidiani tipici del reality. Ma nella presentazione del progetto si legge che saranno messi a disposizione degli utenti paganti.
Per ora possiamo anticiparvi che per tutta la settimana l’accesso al sito sarà gratuito, mentre dalla prossima si dovrà pagare un gettone di presenza.
Gli accessi mi sembrano ancora pochini, ma sono certo che aumenteranno, soprattutto se si sparge la voce che a volte ci scappa la tetta.

Il progetto mi pare interessante se non altro per il tipo di tecnologia messa in piedi e per la velocità e la buona qualità dello streaming. Dodici telecamere per altrettanti punti di vista. Le più gettonate, facile immaginarlo: docce, solarium e camere da letto.
Qualche appunto tecnico: oltre all’assenza dei riassunti, si patisce la mancanza di una regia: ci vorrebbe, a mio avviso, la possibilità di accedere a un program (così si chiama in gergo) in cui qualcuno (un regista, appunto) faccia un minimo di selezione delle cose che accadono in modo da non dover continuamente cliccare sulle varie camere e cambiare vista sperando di trovare qualcosa di interessante.
Capisco la pubblicità – la grande quantità di sponsor è l’unica cosa che permette di mandare avanti questo interessante progetto – ma gli effettini audio sono insopportabili e spesso vanno a scapito della comprensione di quel che si vede e sente.
Per il resto, c’era veramente bisogno di un altro reality? I fatti parleranno.