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I Bastardi di Pizzofalcone, Maurizio Lupi contro la storyline lesbo: “Raiuno è una rete per famiglie”

Maurizio Lupi ha contestato la decisione di Raiuno di mandare in onda all’interno de I Bastardi di Pizzofalcone una storyline con al centro l’amore tra due donne

Alessandro Gassmann, intervistato da Blogo prima della partenza de I Bastardi di Pizzofalcone, sperava che la fiction di cui è protagonista potesse suscitare reazioni simili a quelle provocate a Maurizio Gasparri da Rocco Schiavone. Se l’effetto non è stato lo stesso, però, poco ci manca: questa volta, a suscitare lo sdegno di una parte della politica italiana verso la Rai, non è stata la visione di uno spinello in prima serata, ma una scena lesbo su Raiuno.

Ebbene sì: siamo di nuovo di fronte all’ennesima polemica per una scena omosessuale in onda in prima serata. A dare il via alle lamentele, sarebbe stata una lettera pubblicata nei giorni scorsi da Avvenire, in cui una lettrice esprimeva la propria preoccupazione di fronte ad una scena andata in onda nella quarta puntata del 23 gennaio scorso, in cui la Di Nardo (Simona Tabasco) e la Martone (Serena Iansiti) davano finalmente sfogo alle loro passioni. Una storia, questa, che viene raccontata anche nel quinto episodio, evidenziando le preoccupazioni dell’agente di fronte ad un padre (Mariano Rigillo) molto conservatore.

La palla è stata presa al balzo da Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area Popolare, che ha contestato l’utilizzo di una storyline lesbo in prima serata su Raiuno: “È troppo se chiediamo alla Rai di Campo dall’Orto di tenere la propaganda della sessualità libera, sia essa etero o omo, fuori dalla prima serata?” si è chiesto. “A quell’ora i bambini davanti alla televisione sono tanti. (…) Non si tratta di essere bacchettoni, ho difeso con forza la fiction sul commissario Rocco Schiavone da strumentali attacchi moralisti perché aveva una sua ragion d’essere e una sua coerenza narrativa che in questo caso sono assolutamente irrintracciabili. Raiuno ha una sua immagine e una sua tradizione, a torto o a ragione è ancora considerata una rete per famiglie”.

Motivazioni sufficienti, per Lupi, per chiedere un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai e per inviare una lettera al presidente della Vigilanza Roberto Fico per far convocare il direttore di Raiuno, Andrea Fabiano, per un’audizione.

Ad appoggiare la sua decisione il collega di Ap Gianni Sammarco: “Assurda e senza senso la decisione della Rai di autorizzare la messa in onda, in prima serata, della serie I bastardi di Pizzofalcone, dove sono presenti scene non appropriate per un orario durante il quale davanti alla tv ci sono ancora tanti bambini”, afferma. “Rispettiamo gli orientamenti sessuali di tutti, ma calcare la mano su un tema delicato e complesso, come è quello dell’omosessualità, è da irresponsabili. Ci sono temi che vanno trattati con cura e responsabilità, non di certo ostentati in prima serata”.

A difendere la scelta di Raiuno e degli sceneggiatori (tra cui lo stesso Maurizio De Giovanni, autore dei romanzi da cui è tratta la fiction) ci pensano i Verdi. “La polemica ad opera di alcuni deputati di Area Popolare contro la fiction ambientata a Napoli Bastardi di Pizzofalcone è davvero penosa e irricevibile”, spiegano Francesco Emilio Borelli e Gianni Simioli. “Questi neo bigotti e moralisti si scandalizzano contro uno spettacolo in cui la sessualità è assolutamente marginale ma la loro mente è ossessionata solo da qualsiasi rapporto omosessuale. In tv poi in tutte le ore e in qualsiasi giorno della settimana va in onda di tutto. Su internet chiunque può collegarsi a siti porno eppure questi deputati non hanno di meglio da fare che chiedere la censura per la fiction tratta dai romanzi dello scrittore napoletano Maurizio De Giovanni. In tante opere cinematografiche e televisive di grande pregio artistico da sempre ci sono scene di sesso e di nudo anche forti. Basti pensare a Bertolucci, a Pasolini, ad Almodovar ed a Visconti. Non è obbligatorio vedere la fiction ma è intollerabile la censura di certi bigotti. Pensassero ad approvare buone leggi e ad impegnarsi per il paese invece di fare polemiche davvero squallide e di basso profilo”.

A prescindere dalla posizione che si possa avere nei confronti delle coppie omosessuali, la scelta fatta dalla fiction è stata innanzitutto di assoluta fedeltà alla materia letteraria da cui è tratta: nulla è stata inventato nel rapporto tra la Di Nardo e la Martone nella fiction, ma preso da quanto scritto da De Giovanni nei libri. La polemica, inoltre, sembra davvero essere “vecchia”, anche perchè Raiuno -ed il suo pubblico “per famiglie”– hanno già mandato in onda in passato fiction con al centro storyline lesbo: da Il padre delle spose, che nel 2006 suscitò clamore per aver portato in tv una coppia di donne innamorate, fino al più recente E’ arrivata la felicità, che osa proporre non solo due donne conviventi, ma anche in attesa di un figlio. In mezzo, tante fiction che hanno raccontato a modo loro l’omosessualità, in un tentativo di introdurre al pubblico generalista un mondo che, fino ad oggi, è spesso stato trattato come argomento da gossip o da curiosità da seconda serata.

La polemica non solo evidenzia che in Italia c’è ancora tanto da fare (e da dire) sul tema, ma sembra sottolineare anche quanto il mondo reale e la fiction, forse, si stiano avvicinando, raccontando storie che superano certi confini e che includono più situazioni possibili. Per quanto riguarda la politica, forse i suoi rappresentanti dovrebbero imparare ad essere un po’ meno rigidi ed un po’ più… Bastardi.

[Via IlMattino]

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