Home Premio Strega 2016 in tv, Pino Strabioli a Blogo: “Mi ‘terrorizza’, è la storia culturale del Paese”

Premio Strega 2016 in tv, Pino Strabioli a Blogo: “Mi ‘terrorizza’, è la storia culturale del Paese”

Per il 70esimo anniversario cambio di giorno e di location: la tradizione si rinnova.

pubblicato 3 Luglio 2016 aggiornato 1 Settembre 2020 22:55

Il Premio Strega 2016 verrà consegnato il prossimo 8 luglio in diretta su Rai 3 con una serata evento al via alle 23.00. A condurla Pino Strabioli, da tre settimane alla nell’access prime time domenicale della terza rete con Colpo di Scena e chiamato dalla direttrice Daria Bignardi a ripercorrere i 70 anni del Premio, tra memorie e ricordi, filmati d’antan e interviste, a riannodare i fili della storia culturale del nostro Paese.

Per entrare nel clima dell’evento – che lascia la tradizionale collocazione del giovedì sera per spostarsi al venerdì – abbiamo chiesto proprio a Strabioli di anticiparci qualche novità e raccontarci un po’ come si svolgerà una delle ‘sacre funzioni’ del Premio Letterario.

“Intanto quest’anno il Premio compie 70 anni: un compleanno importante per un premio leggendario. E poi lascia la sede storica, Valle Giulia, e si trasferisce all’Auditorium. Sarà anche un’occasione per ripercorrerne la storia: partiremo dal primo incontro degli Amici della Domenica in casa Bellonci nel 1947 all’edizione 2015, vinta da Nicola Lagioia. Lo faremo anche con filmati d’epoca, contributi della Cineteca Rai e l’accompagnamento musicale del pianista Remo Anzovino con Chiara Civello”.

Il cambio di location, in effetti, non è cosa da poco: passare dal Ninfeo di Valle Giulia al ben più ‘pop’ Auditorium della Musica è una trasformazione di peso, tanto più che l’evento 2016 avrà un doppio ‘set’. Si inizia nel Foyer con una prima serata senza diretta tv condotta da Loredana Lipperini, quindi alle 23.00 ci si sposta nella Sala Sinopoli per la seconda parte dell’evento, condotta da Pino Strabioli nella quale si assisterà anche allo spoglio in diretta dei voti. La cinquina finalista vede in gara per la vittoria Edoardo Albinati con ‘La scuola cattolica’ (Rizzoli), Eraldo Affinati con ‘L’uomo del futuro’ (Mondadori), Giordano Meacci con ‘Il cinghiale che uccise Liberty Valance’ (minimum fax), Vittorio Sermonti con ‘Se avessero’ (Garzanti) ed Elena Stancanelli con ‘La femmina nuda’ (La nave di Teseo). Proprio per celebrare i 70 anni del Premio, ogni finalista adotterà un “Superstrega” del passato; verranno coinvolti anche i social, chiamati a votare il proprio preferito tra i grandi che lo hanno vinto.

Un gioco tra presente e passato che ben si attaglia allo stile di Strabioli, che però non ha esitato a manifestarci la propria emozione:

“Lo confesso, lo Strega mi terrorizza. Perché? Ma perché mi trovo di fronte ai monumenti veri della cultura italiana. Perché ho a che fare con la sua storia, con un premio che hanno vinto tutti i più grandi, da Ennio Flaiano – il primo a conquistarlo (con Tempo di uccidere, Longanesi n.d.r) a Umberto Eco, da Pavese a Moravia, giusto per citarne alcuni. In questo premio c’è la storia culturale di questo Paese. Ed essere lì a raccontare e traghettare i telespettatori in questa storia mi emoziona parecchio. Ma è anche vero che il mio amore per la memoria è una delle cose che mi caratterizza: forse anche per questo sono stato scelto per condurre lo Strega nel suo 70esimo anniversario”.

Qualche previsione sul vincitore per il conduttore?

“Guarda, già mi hanno detto che ‘prevedo’ il futuro dopo la prima puntata di Colpo di Scena, edizione dedicata ai padri e ai figli e nella quale lessi un brano di Eco, due elementi poi usciti nella prova scritta d’italiano alla Maturità qualche giorno dopo (ride). Meglio evitare altri ‘vaticini'”

ha dichiarato ancora a margine dell’intervista rilasciataci per la rubrica Cultura in tv.

La linea della memoria, però, si lega alla volontà di ‘aprire’ il premio al pubblico tv (e non solo) più di quanto non sia stato fatto nel passato:

“Abbiamo voluto allargare questo evento, non più solo per le 1000-1200 persone che partecipano di solito alla serata ma anche per la platea televisiva. Prima c’era una doppia manifestazione: una mediatica e l’altra reale che non sempre coincidevano. L’Auditorium permette di coniugarle”

ha spiegato all’Ansa Giuseppe D’Avino, presidente e ad di Strega Alberti Benevento. Dal canto proprio, Tullio De Mauro, in veste di presidente della Fondazione Bellonci – organizzatrice dell’evento – si dice onorato della presenza in Auditorium e, sempre all’Ansa, ribadisce il principio della novità, sia pur con qualche perplessità:

“Ci piace tentare una strada nuova. Chissà se riusciremo a ricreare l’atmosfera scollacciata, caciarona, scettica, sudata del Ninfeo. Siamo contenti di aver sentito che i padroni di casa vogliono continuare questa esperienza. Noi stiamo alla finestra. Vediamo”.

Intanto, è partito il conto alla rovescia per la diretta tv. La ‘storia’ della versione tv del Premio ci ricorda quanto sia difficile trasformare questi eventi in programmi televisivi. Tanto più che in Italia non siamo mai stati particolarmente bravi nei galà di premiazione (cfr qualche David di Donatello….). Strabioli lo sa bene ma si dichiara, giustamente, fiducioso:

“Non è facile costruire un programma di questo tipo, ma mai come in questo caso mescola più generi, unendo clip, musica, interviste:  la storia farà da filo narrativo”

ha concluso il conduttore. E noi la seguiremo.

 

Rai 3