Michele Santoro: "Campo Dall'Orto rivuole Bonolis? Che tragedia culturale!"

Santoro ce l'ha con Dall'Orto che rivuole Bonolis in Rai: "Colpa degli agenti tv". Ma Lucio Presta non seguiva anche lui?

bonolis servizio pubblico

Continua la crociata di Michele Santoro contro la Rai di Antonio Campo dall'Orto. Ospite al Salone di Torino, il giornalista si è scagliato per l'ennesima volta contro il nuovo Dg Rai, come riporta Il Fatto quotidiano:

"Mi indigna che il direttore generale della Rai si auguri soltanto di contare sul ritorno di Paolo Bonolis. Ma dopo dieci mesi passati a studiare i palinsesti, è possibile che sia giunto solo a questa determinazione? Dal punto di vista culturale è una vera tragedia!. E tutto ciò accade perché ci sono degli impresari e dei produttori che controllano la produzione della tv di stato".

Peccato che lo stesso impresario di Paolo Bonolis, Lucio Presta, abbia a suo tempo fornito consulenze a Santoro per negoziare la sua uscita dalla Rai. E che lo stesso Bonolis sia andato ospite più volte a Servizio pubblico. Oggi, però, l'ex conduttore di Anno Zero è dalla parte degli epurati:

"Dovrebbero chiamare Daniele Luttazzi e dirgli 'sei in esilio da tanti anni, adesso però non rompere le scatole. Vuoi dire 'merda, merda merda'. Bene, lo dici una sola volta ma vai in onda. E invece no'. La verità è che né Renzi né Grillo si sono dimostrati tolleranti verso coloro che la pensano diversamente. Ma fino a quando ciò non accadrà, nel nostro Paese non ci sarà concorrenza. La Rai spende centinaia di milioni di euro ma continua a produrre fiction sui santi e Don Matteo. Eppure, con il canone in bolletta avrebbero l'obbligo di essere il primo vettore culturale del nostro Paese, quello da cui si può capire il riformismo di Renzi: Se il cambiamento non funziona lì, vuol dire che è un bluff anche nel resto dell'Italia".

Per questo Santoro si dice pronto all'ennesimo progetto indipendente:

"Credo sia il momento propizio per far nascere un polo giornalistico indipendente, capace di mettere insieme pensatori coraggiosi e diversi. Oggi, una forza così farebbe vedere i sorci verdi a tutti".

Il giornalista non è nuovo a polemiche contro la tv di stato. Già qualche mese fa Santoro aveva lamentato di non ricevere alcuna risposta dai vertici della tv di stato:

"La Rai ha chiuso qualunque dialogo con me e con la mia squadra senza fornire alcuna motivazione".

Dopo la chiusura del suo contratto con La7 (lo stesso Servizio pubblico aveva esaurito il suo potenziale), Santoro sperava di rientrare in Rai. La stessa Arena di Giletti aveva trasmesso un reportage realizzato dalla sua squadra, che lasciava presagire un riavvicinamento. Il cambio di direzione ha vanificato ogni progetto, portando Santoro a farsi altri nemici con frecciatine a mezzo stampa:


"Siamo il Paese dove si sceglie Porta a Porta per spiegare l'importanza del merito e della competitività, si teorizza la rottamazione reclutando Claudio Lippi per lo show di Capodanno (mettendone a repentaglio la salute), si stabilisce il record mondiale della durata di un programma facendolo cominciare alle nove di sera e finire all'una del giorno successivo [...] Dopo aver visto il programma della Lotteria alla Befana, che è solo un piccolo annuncio di ciò che ci aspetta, ne ho ricavato un forte senso di inadeguatezza; e, a chi mi chiede cosa farò, rispondo sinceramente: 'Studia Campo Dall'Orto, studio anch'io'. Come staranno di sicuro facendo Daniele Luttazzi, Sabina Guzzanti, Adriano Celentano e, siccome non è un problema d'età, Roberto Saviano".

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