Santoro: "La Rai di Renzi e Campo Dall'Orto ha chiuso il dialogo con me senza motivazione"

La nuova polemica del giornalista

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Michele Santoro torna a farsi sentire, con una nuova polemica nei confronti della Rai. In una lettera inviata al quotidiano Libero l'anchorman fa sapere che "con le recenti scelte del governo Renzi e l’arrivo di Campo Dall’Orto, la Rai ha chiuso qualunque dialogo con me e la mia squadra senza fornire alcuna motivazione”.

L’ex conduttore di Servizio Pubblico descrive così l’attuale condizione della Rai:

È una situazione triste, dominata da interessi lobbistici, per certi versi peggiore di quella esistente con Berlusconi, che comunque fa a pugni con le dichiarazioni del Presidente del Consiglio a proposito di merito e professionalità.

Santoro racconta di avere “presentato alla Rai, che peraltro aveva assunto precisi impegni nei miei confronti, una serie di proposte riguardanti una fiction (Processo all’Olocausto) e nuovi format originali”. La prima “è stata ritenuta non coerente con la linea editoriale della Rai“, nonostante “sullo stesso argomento e con anni di ritardo rispetto al nostro progetto diventerà una grande produzione americana, con un cast stellare e la partecipazione della BBC“.

Per quanto riguarda invece “le proposte di nuovi formati sembravano in dirittura d’arrivo nell’ultima fase della gestione Gubitosi“. Ma con l’arrivo del nuovo direttore generale tutto è saltato:

Per mancanza di interlocutori, non ho invece mai proposto alla Rai il film documentario (non docudrama) sulla strage dimenticata dei giovani camorristi napoletani che stiamo realizzando con la coproduzione di Videa di Sandro Parenzo.

E a proposito di quanto scritto da Franco Bechis, secondo cui Santoro sperava di essere "aiutato dall’amico consigliere di amministrazione Carlo Freccero", il giornalista precisa:

Scorretto attribuire responsabilità inesistenti al consigliere Carlo Freccero, il quale non ha l’obbligo di battersi per me ma per i tanti autori che continuano a essere discriminati.

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