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Il Pranzo della Domenica di Marchesi non è equilibrato: troppa ALMA, poca anima

Il Pranzo della Domenica in diretta su Blogo: Gualtiero Marchesi ed Elenoire Casalegno debuttano su Canale 5.

  • 09.25

    Certo che Le Frontiere dello Spirito come traino è tosta, eh.

  • 09.50

    Ecco il lancio con la Casalegno e Marchesi.

  • 09.53

    Eccoci: la sigla apre con una voce fuori campo: “C’è un luogo…”.

  • 09.54

    Ecco la protagonista della prima puntata, Silvia, dalla costiera Sorrentina. Viene presentata così, nel FC.

  • 09.55

    “Colui che ha scritto la storia della cucina italiana”: viene presentato così Marchesi. La sua frase? “Rimanere allievo è il segreto di ogni maestro”.

  • 09.56

    La voce fuori campo continua a presentare Silvia, che si definisce una casalinga disperata che sogna di aprire un truck.

  • 09.57

    Arrivano a fare gli onori di casa Casalegno e Marchesi.

  • 09.58

    Scaialtiello alla sorrentina – con vongole e broccolo calabrese -, Calamaro imbottito (non ripieno) e una dolcezza agli agrumi, una rivisitazione della delizia al limone con l’aggiunta dell’arancia.

  • 09.59

    Di fronte a Silvia, di spalle, c’è il diplomato ALMA, Pietro Montanari, che eseguirà i piatti alla perfezione.

  • 10.00

    Silvia dice che la ricetta dello scialatiello l’ha avuta in regalo da uno chef sorrentino. “Me la tengo per me” dice la concorrente. Ma non l’ha data anche al diplomato ALMA?

  • 10.01

    Ha un’ora per preparare gli scialatielli: roba che a MasterChef le facevano fare in 45 minuti tutto il menu.

  • 10.02

    Certo che se la fate parlare per ore è ovvio che poi le ci vuole un’ora per fare gli scialatielli!

  • 10.03

    Il diplomato ALMA fa gli scialatielli senza latte ma con l’acqua. Vabbè, ma allora se cambiamo le ricette…

  • 10.04

    Si allunga il brodo con la voce fuori campo. Tante chiacchiere e poca preparazione.

  • 10.05

    “Maestro, sono curiosa: come si aprono le vongole?” chiede Eleonoire: beh, capisco che bisogna fare ‘informazione’, ma siamo a questo?

  • 10.06

    “Come filtrare l’acqua delle cozze? Con un colino chinoise… ma se non ce l’avete basta un panno con la trama fitta”. Ecco, bravo Pietro. Vabbè, qua siamo a pasta con le vongole. Questo il piatto del diplomato.

  • 10.07

    Questo il piatto di Silvia, che va all’assaggio. Rossetti ama le vongole nel piatto, Ruffini e Berti non le amano. Ma il piatto ‘di casa’ piace. L’hanno ucciso, praticamente.

  • 10.09

    I tre giudici/docenti non parlano: i loro giudizi sono registrati.

  • 10.09

    Spottone per il piatto decorato a mano dagli amici di Sorrento, ma allo chef non piace: meglio il piatto buono. Silvia pensa che sia un ‘pelo nell’uovo’. Marchesi le fa i complimenti. Uhm.

  • 10.10

    Arriva l’assaggio del diplomato: c’ha tolto la decorazione col pomodoro e la melanzana fritta, ha fatto gli scialatielli con l’acqua. Vabbè, è un’altra ricetta.

  • 10.11

    Voce over spiega tutta la preparazione della ricetta. Intanto la colonna sonora è una versione swing de L’Italiano di Cotugno.

  • 10.12

    12 minuti per la prima ricetta. Ora tocca al calamaro imbottito, detto ‘Sapore di mare’, ma prima la pubblicità. Tutto molto ‘allungato’…

  • 10.19

    Si torna dalla pubblicità. Pure la contestualizzazione…. Ed ecco la lista della spesa per il secondo.

  • 10.20

    Silvia parla tanto di sé, ma poco delle preparazioni. Solo raccomandazioni dei parenti, le ricette delle nonne e ambizioni ‘affettive’: “Spero di conquistare il cuore del Maestro”. Sì, ma della ricetta che ci dici?

  • 10.21

    L’esecuzione a regola d’arte non è, di fatto, la correzione degli eventuali errori di Silvia, ma l’esecuzione della ricetta tratta dal libro di Marchesi.

  • 10.22

    Piccola lezione sulle salse di pomodoro: la differenza tra passata, polpa, concentrato.

  • 10.24

    “Io cucino col cuore” dice Silvia. “Ecco, ma ricorda che il cuore deve rimanere nell’ambito del cervello”. Bravo maestro.

  • 10.24

    Ossignore! E la lezione di botanica per coltivare gli spinaci a casa? Oddio. Ma che c’entra? Non era meglio offrire alternative di preparazione?

  • 10.25

    Ecco il calamaro ‘mbuttunato del diplomato ALMA. Anemicuccio, come gli scialatielli.

  • 10.26

    La cosa più carina di questa prima puntata è proprio Silvia. Al netto della retorica sulle ricette di famiglia e della ‘ruffianeria’, il suo sorriso e le sue lezioni di ‘mbuttunatura a Marchesi sono il tocco di sale in tutto questo rigido biancume.

  • 10.27

    Anche il calamaro arriva alla tavolata degli assaggi. Quando si parla dei giudici scatta lo slow motion. Ma il giudice Berti viene spedito in cucina per un assaggio con Marchesi.

  • 10.29

    L’assaggio in slow motion non si può guardare. I giudici parlano (poco) in confessionale.

  • 10.30

    L’assaggio del piatto del diplomato conferma la sensazione di prima: si tratta di due cose completamente diverse. Che razza di confronto ci può essere? A parte che se fossimo a MasterChef sentirei già Cracco lamentarsi dell’impiattamento scolastico e asettico del diplomato.

  • 10.32

    Siamo alle dolcezze agli agrumi, variante della classica Delizia al Limone amalfitana. Questa la spesa di Silvia.

  • 10.33

    Silvia usa i suoi limoni, quelli di casa sua proprio.

  • 10.33

    Mentre il diplomato ALMA spiega il segreto per un perfetto Pan di Spagna, Silvia spiega come le è venuta l’idea del dolce.

  • 10.34

    Marchesi non assaggia le bagne alcooliche. Non assaggia l’alcool. Uhm.

  • 10.36

    Vabbè, ma persino la delizia del diplomato ALMA è senza sole della Costiera. Sembra una meringa.

  • 10.37

    Almeno quella di Silvia, con tutti i suoi errori, ha un’anima.

  • 10.38

    Ma la fiammata, con tanto di effetto sonoro, nel logo non vi ricorda qualcosa? (cfr. Hell’s Kitchen). Pubblicità.

  • 10.42

    Siamo a quasi un’ora dall’inizio e si va all’assaggio dei dolci. Giudici critici per la mancanza del profumo del limone, poca crema, pan di spagna indietro di cottura. Il Tableau Vivant dei giudici è davvero il must di questo programma.

  • 10.44

    Marchesi, che qui fa la parte del poliziotto buono mentre i giudici sono i cattivi, assaggia il dolce anche se c’è un po’ di alcool. Ma lui trova moderno e rinascimentale quello del Diplomato e un Botero quello di Silvia. Viva Botero.

  • 10.46

    Per Marchesi si deve sentire l’acidità del limone, mentre Silvia sottolinea come la Delizia al Limone non la preveda proprio. E’ vero che si sente solo la panna. E’ così. Sennò fai un altro dolce.

  • 10.46

    E siamo al cospetto dei tre giudici e del maestro. Mi sembra proprio una sfida Nord vs Sud. “La sua esuberanza ha finito per condizionare le ricette. La sua cucina casalinga ha delle forti potenzialità”: il verdetto è letto.

  • 10.48

    Alla fine è ammessa. Io spero solo che il corso non tolga l’ALMA a Silvia.

  • 10.49

    E Silvia indossa la casacca dell’allieva ALMA. E in dono c’è anche la Bibbia, alias il ricettario di Marchesi.

  • 10.50

    Questo primo pranzo della domenica ha avuto un ingrediente fondamentale: un concorrente ‘vivo’. Almeno ha cercato di dare una botta di vita alla perfezione asettica del contesto. Altra arma necessaria la Casalegno: a lei toccherà animare la festa da sola quando capiterà il concorrente esanime…

Assaggiato il primo Pranzo della Domenica di Gualtiero Marchesi su Canale 5 è tempo di fare qualche considerazione.
Tanto per usare un codice culinario, direi che il prodotto non è equilibrato e il difetto è proprio nell’idea del programma. Se giochi in casa ALMA, con il rettore e i docenti come giudici e un ex allievo, ormai diplomato, a correggere le ricette dell”estraneo’ non puoi che avere un racconto ‘sbilanciato’, sempre inevitabilmente a favore della ‘squadra’ di casa. E’ una storia senza storia, in fondo, in cui l’aspirante allievo (che non si capisce se rimarrà un anno nella scuola, se farà un corso breve con un attestato, chissà) è condannato a ‘subire’. Difficilmente ci sarà qualcosa che andrà bene nelle sue preparazioni: se il confronto è con un tecnico, inevitabilmente la sua preparazione sarà un coacervo di errori. Se da una parte scatta l’immedesimazione col debole, dall’altra si rischia di assegnare ai giudici un ‘bollino di parzialità’ che può sminuirli agli occhi dei telespettatori. Un po’ come i professori di Amici di Maria De Filippi, per intenderci.

Un rischio messo in preventivo, certo. Ma quando poi vedi che il confronto sulle ricette avviene non ‘correggendo gli errori’ fatti dal candidato, ma eseguendo la ricetta contenuta nel ricettario di Marchesi (alias La Bibbia), allora capisci che non c’è più una regola. Per quanto non si smetta mai di ripetere che non c’è sfida tra concorrente e diplomato, è pur vero che si mettono a confronto due preparazioni. Preparazioni che su tre casi su tre hanno poco a che fare l’una con l’altra: se da una parte abbiamo la cucina verace, casalinga, colorata, ‘boteriana’ di Silvia da Sorrento, dall’altra parte non si può rispondere con i piatti tecnicamente inoppugnabili, ma anemici del neodiplomato. Sono due universi paralleli, sono piatti di cuore vs piatti di cervello, non sono unità confrontabili. Si tradisce così, per me, il presupposto della ricetta ‘sbagliata’ contro la ricetta ‘eseguita a regola d’arte’. Trattasi di due ricette, di due stili di vita, di due modi di vivere la cucina: una di casa, una di scuola.
E se fossimo a MasterChef, già sentirei Cracco lamentarsi dell’impiattamento ‘scolastico’ dei neodiplomati.

E a proposito di scuola, e di MasterChef, la lezione dei talent tv è stata studiata, ma non è stata messa in pratica: difetta il ritmo, vittima di un’ora che sembra ‘larga’ da occupare. Se in un’ora, infatti, i talent mettono su due o tre prove, ad alto ritmo, qui si devono realizzare solo tre piatti. In sostanza si allunga il brodo. In mezz’ora sarebbe stato tutto molto meglio. Ma evidentemente lo slot da occupare nelle generaliste è diverso, quindi vai di riempitivo. Il problema è come si riempie quest’ora: tante chiacchiere, poca cucina; tanto ‘colore’ dalla concorrente, poca tecnica dalla scuola. Insomma, lì dove la cornice scolastica poteva dare il suo meglio, aprendo la via tutorial o quella della ricetta segreta del maestro Marchesi, ci si perde in ricordi d’infanzia, curiosità locali, confessionali inutili.

Si parla tanto di sprechi in cucina e penso che tanti ingredienti messi sul piatto de Il Pranzo della domenica siano sprecati: in primis Marchesi, vero unico giudice della sfida, che però sfodera con i concorrenti tutta la sua bontà e con i diplomati tutta la sua pungente disciplina. Ecco, fatecelo vedere in classe, fateci vedere qual è la fatica del mestiere dello chef: il Maestro Marchesi diceva che non bisogna illudere i concorrenti? Ebbene, lui lo fa. Lui si limita a fare i complimenti, lasciando ai tre giudici fare – peraltro alle spalle della concorrente – il lavoro sporco. Fatela vedere questa fatica. Mettete Marchesi alle spalle del suo allievo, fategli seguire passo passo quella ricetta, non fategli fare la chiacchiera con la concorrente come se fosse una Benedetta Parodi qualsiasi. E invece, in un ‘tempo morto’ si consiglia come coltivare lo spinacio in casa. La cosa mi ha perplesso.

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Sprecati anche i tre docenti/giudici: li si vede di slow motion per una frazione di secondi al momento dell’assaggio (una parte infinitesimale in proporzione rispetto alla preparazione della concorrente) mentre si portano forchettate di cibo alla bocca, mentre i giudizi vengono espressi rapidamente in confessionale, alla telecamera e non alla presenza del piatto o del concorrente. Giudizi tranchant, essenzialmente negativi e per di più in differita. La loro presenza è davvero accessoria, meno incisiva di un tocco di coriandolo: sono completamente fagocitati dal maestro. E con la valutazione in differita si perde anche qualsivoglia cenno di spontaneità.

Ecco, spontaneità, insieme con ‘calore’ e ‘colore’, sono banditi da Il Pranzo della Domenica: il momento gioioso per eccellenza viene ‘seppellito’ dal candore, dall’eleganza, dall’asciutezza della scuola. Ne risentono anche i piatti, inevitabilmente anemici se confrontati a quelli casalinghi dei concorrenti, almeno in questa prima puntata. L’effetto ‘repulsione’ è immediato: ci si immedesima con la concorrente, pronti a difendere i sapori di casa da quella spolverata di perfezione senza ‘anima’, ma con troppa ALMA che il programma propone.

L’unica che prova a dare una mossa al tutto è Elenoire Casalegno, che si carica sulle spalle il gelo che aleggia nelle sale della scuola e cerca di disseminare calore ed empatia. Chapeau a lei. In questa prima puntata ha avuto l’aiuto della concorrente, l’allegra Silvia. Chissà che il casting, capita l’antifona, non sia corsa ai ripari scegliendo ‘ingredienti a contrasto’ per combattere con un pizzico di sapidità la ‘piattezza’ delle preparazioni. Questo lo capiremo con le prossime puntate. Intanto la scelta della Casalegno va proprio in questa direzione, a mio avviso.

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Sul piano della confezione, infine, ribadiamo che gli stilemi del genere sono stati ben studiati, ma anche in questo caso non ben sfruttati: l’inizio ricorda tanto Bake Off, con la panoramica sulla splendida sede della Scuola di Cologno, mentre la presentazione dei tre giudici fa tanto MasterChef. Poi tanta voce over. Pure troppa. Diciamo che è la vera protagonista della confezione: presenta i concorrenti, spiega il format (almeno tre volte a puntata), illustra la spesa della concorrente, spiega i procedimenti delle ricette, accompagna le pietanze all’assaggio, accoglie i telespettatori al rientro dalla pubblicità.

Questo Pranzo della Domenica, quindi, risulta, per me, disequilibrato: diciamo anche molto leggero, quasi impalpabile. Di quelli che, una volta finito, cerchi qualcosa da mangiare.

Il Pranzo della Domenica | Diretta | Prima Puntata | 7 febbraio 2016

Il Pranzo della Domenica | Anticipazioni prima puntata

Il Pranzo della Domenica è arrivato: debutta questa mattina, domenica 7 febbraio, alle 9.50 il nuovo cooking show di Canale 5, condotto da Elenoire Casalegno con la partecipazione di Gualtiero Marchesi, che ha aperto alle telecamere le porte dell’ALMA, l’accademia che dirige, mettendo a disposizione di Mediaset non solo le sale, ma anche docenti e allievi.

Strutturato come un talent, con un tocco di tutorial, Il Pranzo della Domenica si pone il non facile compito di ‘insegnare’ qualcosa al pubblico. Ma vediamo cosa ci attende.

Il Pranzo della Domenica | Il format

In ogni puntata, il programma documenterà l’esame di ammissione di un aspirante cuoco all’ALMA – la Scuola Internazionale di Cucina Italiana – di cui Gualtiero Marchesi è rettore e che ha sede nel Palazzo Ducale di Colorno, in provincia di Parma. Per superare la prova i candidati devono presentare un menu di loro creazione a una giuria composta da Matteo Berti, Tiziano Rossetti e Bruno Ruffini, docenti della scuola. Qualora l’aspirante allievo superasse la prova d’ammissione, entrerebbe a far parte della scuola frequentando un corso esclusivo.

Ogni candidato dovrà preparare tre portate, un primo, un secondo e un dolce. Nello stesso momento un diplomato ALMA realizzerà lo stesso menù, ma senza fare alcun errore. L’aspirante allievo potrà, quindi, valutare i propri errori assaggiando i piatti del diplomato, che nel frattempo le avrà di certo realizzate a “regola d’arte”. Nonostante la valutazione tecnica dei piatti sia affidata ai tre docenti/giudici, il rettore Marchiesi non mancherà di assaggiare le portate del candidato per esprimere un proprio parere. Il primo diplomato ALMA protagonista è il giovane Pietro Montanari.

Il Pranzo della Domenica | Come seguirlo in tv e in streaming

Sono 6 le puntate de Il Pranzo della Domenica realizzate per questa prima stagione da Prodotto, Fattori di Videoevoluzione di Riccardo Pasini, scritto da Elena Giorgini, Mila Cantarelli e Bianca Zille, con la regia di Stefano Girardi. Il programma va in onda ogni domenica alle 9.50 su Canale 5 e viene trasmesso in contemporanea in live streaming sul portale Video Mediaset.

Il Pranzo della Domenica | Second screen

Per seguire la prima puntata de Il Pranzo della Domenica e commentarla live vi consigliamo, ovviamente, il nostro liveblogging, al via alle 9.50 su Tv Blog. Il programma ha un proprio hashtag dedicato su Twitter, ‪#‎ilPranzodellaDomenica‬.


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