Massimo Bernardini torna sempre dov’è stato bene. Quindi TvTalk continua a essere “casa sua” televisivamente parlando anche se, adesso, al timone del programma c’è Mia Ceran. Il testimone glielo ha passato, dopo anni di onorato servizio, il celebre conduttore e autore televisivo che torna sul piccolo schermo con un nuovo progetto: “Scena aperta” per raccontare teatro e musica colta, probabilmente come nessuno (considerando il recente passato) ha mai fatto in televisione. Per descrivere questo nuovo lavoro ha scelto di tornare ospite a TvTalk: il contesto in cui per anni è stato perno inamovibile, con tutto quel che ne consegue.
Rivederlo in quegli studi, per gli appassionati del format, è stato un colpo al cuore tra malinconia e ricordi senza tempo. Ora Mia Ceran è al posto di comando con competenza e dimestichezza. Quindi non c’è nessun rimpianto o ripensamento per Bernardini, ma ritrovare quelle mura amiche è stato particolarmente emozionante. La lezione maggiore, però, è stata un’altra e l’ha fornita proprio l’autore e conduttore tv: si è seduto in veste di ospite illustre mantenendo un tono particolarmente tranquillo.
Massimo Bernardini torna a TvTalk
Nessuna frecciatina, nessun tipo di stoccata, solo tanta educazione e altrettanto garbo. Senza contare la capacità – affatto scontata – di lasciare ampio spazio agli analisti senza alcun disappunto. Ha risposto a ogni domanda in maniera consapevole e approfondita, riuscendo a favorire anche una nuova prospettiva dei veterani del programma. Ogni quesito che gli veniva posto era seguito da un’analisi specifica senza l’ardire di mettere in difficoltà o in ombra gli interlocutori.

Una pagina di televisione particolarmente coinvolgente tra romanticismo e nostalgia: il passato incontra il presente di TvTalk guardando al futuro. Massimo Bernardini ha consegnato le chiavi del programma a una nuova generazione di analisti e conduttori (oltre a Ceran troviamo sempre Sebastiano Pucciarelli e Cinzia Bancone) senza avere la prosopopea di dire ancora la propria su metodi ed evoluzioni del formato. È rimasto nelle retrovie, veniva talvolta contattato, ma non ha usato la propria influenza (né tantomeno il proprio status professionale) per minare le decisioni altrui.
Un racconto garbato tra commozione e metamorfosi professionale
Bernardini è capace a essere protagonista proprio perché ha rinunciato agli eccessi e alle pretese di una ribalta effimera: il suo esempio in televisione (e anche altrove) parla più di qualsiasi altro discorso o predica eventuale sulla condotta da adottare quando si raggiunge una determinata fama e rilevanza. In tempi in cui anche un’intervista televisiva può diventare un caso di lesa maestà, c’è chi preferisce far parlare il proprio atteggiamento piuttosto che altro.
Lontano dalle grida, dalle polemiche e dagli eccessi del piccolo schermo. Lontano dagli iperboli e vicino all’essenza delle cose. Scena aperta è il prossimo futuro per Bernardini, ma la sua importanza ce l’ha anche il modo in cui ha scelto di chiudere i conti con il passato. Il conduttore e autore rimarrà sempre affezionato a TvTalk, ma è giunto il momento di guardare oltre. Senza dimenticare le sue “radici”, ma continuando a curarle da lontano.