Home Notizie Enrico Mentana e La7, una maratona lunga 15 anni: numeri e curiosità di una rivoluzione giornalistica

Enrico Mentana e La7, una maratona lunga 15 anni: numeri e curiosità di una rivoluzione giornalistica

Enrico Mentana lascia il TGLa7 dopo 15 anni di onorato servizio. A dicembre 2026 saluterà l’emittente di Urbano Cairo, contesto dove ha compiuto una vera e propria rivoluzione giornalistica. Le fasi più importanti di un percorso che ha fatto la storia della televisione.

25 Ottobre 2026 11:53

Mentana ha abituato il telespettatore alla condivisione. Lo ha fatto per primo, quando nei primi anni Duemila aprì il telegiornale con la vittoria della Ferrari (una vera e propria scelta controcorrente che metteva la F1 in primo piano, in una domenica dove giornalisticamente si sarebbe data la precedenza a qualsiasi altra cosa), e ha continuato a farlo nel tempo tra informazione e talk show. Matrix, per esempio, fu un prototipo di qualcosa che avremo visto televisivamente anche altrove.

Il programma di approfondimento in seconda serata, con gli ospiti pronti ad alternarsi – interviste e collegamenti -, nell’ibridazione tra informazione pura e intrattenimento. Enrico Mentana è uno dei capisaldi di quello che oggi definiamo infotainment. Titoli e attestati onorifici, però, non rispecchiano appieno i momenti di cambiamento che hanno contraddistinto la carriera di un uomo che non si è mai seduto sugli allori, pur essendo quasi sempre – per deformazione professionale – a mezzo busto. Infatti, una volta approdato alla corte di Cairo, ha plasmato un telegiornale e una comunicazione giornalistica a sua immagine e somiglianza. Continuando, nella fattispecie, a mescolare le carte che aveva a disposizione proprio come era solito fare a Mediaset.

Enrico Mentana e l’approdo a La7

Dalle parti di Cologno Monzese è cresciuto professionalmente, dopo gli inizi in Rai all’interno della redazione esteri del TG1 (suo, fra le altre cose, è il racconto per l’Italia del matrimonio fra il Principe Carlo e Lady Diana Spencer), ma a farlo sbocciare ulteriormente ci ha pensato La7 con Urbano Cairo. Il rapporto tra i due, inizialmente, era più che trasparente. Proprio in nome di questa trasparenza, Mentana si è trovato di fronte un foglio bianco su cui poter iniziare a scrivere la propria storia e quella di un telegiornale che aveva bisogno di modernizzarsi e avere un appeal internazionale.

Enrico Mentana durante una maratona elettorale
Enrico Mentana nella maratona elettorale del 2018 (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Il noto cronista non solo è riuscito in questo, ma dal TGLa7 – in 15 anni di carriera – è stato capace di esportare modelli di racconto giornalistico che altri nel tempo avrebbero adottato. Chiese, inizialmente, di rendere lo studio televisivo del telegiornale più tecnologico. Il numero sette a fare da scrivania, all’interno, celava una sorta di palmare sempre attivo con i lanci d’agenzia aperti e le notizie. La seconda novità, che avrebbero poi ripreso anche altri colleghi, fu quella dell’uso dello smartphone durante la trasmissione. I cellulari – dai primi anni del Duemila in poi – hanno sempre avuto funzioni più simili a quelle di un mini pc.

Com’è cambiato il telegiornale

Per questo dal 2010 in poi lo smartphone è diventato un prolungamento del cronista, quindi Mentana si fece vedere in diretta mentre consultava il proprio telefono tra lanci social che leggeva in tempo reale e anticipazioni che riceveva in diretta. Il suo numero – che non veniva mostrato ai telespettatori, ma restava al centro della scena con un telefono pulsante – diventava fonte immediata nel corso del racconto giornalistico tra anticipazioni e notizie esclusive. Infatti, nel corso delle varie edizioni del telegiornale, abbiamo imparato a notare anche gli inviati del TGLa7 perennemente con lo smartphone a portata di mano.

TgLa7 rivoluzione Mentana tra inviati sul campo e ospiti in studio
Alessandra Sardoni in collegamento al TGLa7 (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Microfono da una parte, telefono dall’altra per controllare in tempo reale quel che accadeva intorno a loro. In nome del concetto cardine che manda avanti ogni forma di narrazione giornalistica: essere dentro la notizia. Mentana non lo ha mai dimenticato, per questo dal 2011 ha fatto partire ufficialmente un format nel format. La maratona Mentana, quella che tutti conosciamo come un must televisivo, è iniziata con la sola velleità di agevolare il racconto elettorale nelle ore più calde degli election day.

La maratona Mentana

Gli anni, poi, hanno permesso di affinare ed esportare una tecnica più dettagliata: raccontare le tornate elettorali in maniera continuativa, senza interruzione, fra collegamenti con le varie sedi di partito e dichiarazioni a caldo dei vari esponenti politici. Con l’aggiunta di ospiti illustri in studio, pronti a supportare Mentana in un dibattito senza soluzione di continuità in grado di aggiornare gli interessati su tutto a qualunque ora. Da qui il titolo maratona Mentana, perché non ci si ferma mai fin quando la tornata elettorale non è finita.

Maratona Mentana Paolo Celata in collegamento con Enrico Mentana
Paolo Celata in collegamento con Enrico Mentana (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Uno sforzo importante che ha finito con l’identificare un telegiornale e il suo Direttore, andando persino a mettere in difficoltà gli altri giganti dell’informazione tra televisione pubblica ed emittenti private. Mentana, grazie a La7, è diventato – in termini numerici e di ascolto – una spina nel fianco anche per le PayTv. Il racconto elettorale italiano per il telegiornale di Cairo è diventato un marchio di fabbrica, per questo gli speciali – edizione dopo edizione – hanno cominciato a riguardare anche panorami esteri.

I numeri di una rivoluzione

Celebri sono stati, nel recente passato, i racconti delle elezioni negli Stati Uniti e non solo. Uno sguardo estero con tutta la professionalità del racconto giornalistico italiano fra corrispondenti d’eccezione e firme illustri. Mentana è stato capace di prendere un telegiornale e trasformarlo in asset di lavoro e modello televisivo da esportare. Numeri alla mano, il TGLa7 partiva da una media ascolti pari al 4,98% di Share (secondo il bilancio di Telecom Italia Media in relazione all’edizione delle 20.00) per arrivare a una crescita esponenziale nel 2011 con un incremento annuo di quasi 5 punti. Il TGLa7 passa in breve tempo dal 4,98% di Share al 9,55% di Share.

La maratona Mentana negli studi del TgLa7
La maratona Mentana tra collegamenti e dibattito in studio (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

La media consolidata di ascolto è pari a oltre due milioni e mezzo di persone connesse nelle singole edizioni con un picco stagionale di 4 milioni avvenuto nel novembre 2011 con il 14,5% di Share. La7 aveva un telegiornale dai numeri normali che Mentana, con il suo apporto, ha fatto diventare uno dei brand più riconoscibili dell’informazione televisiva italiana. Dopo l’exploit iniziale sono arrivate le conferme: nel 2024 il telegiornale torna a crescere fino al 7,1% di Share, stabilizzandosi tra i formati d’informazione più seguiti anche a livello digitale, con un incremento del 16% rispetto al 2023.

Un brand riconoscibile

Cifre che confermano quanto la rivoluzione giornalistica di Cairo corrisponda con l’ingaggio di Mentana. Il fattore maratona, poi, ha dato al TGLa7 un ulteriore abbrivio catodico: le singole tornate elettorali italiane ed europee hanno garantito – con le maratone dell’ex Direttore del TG5 – il 15,2% di Share (marzo 2018), il 12,3% di Share (settembre 2022) e il 12,6% di Share (giugno 2024). I dati sembrano in calo, ma la flessione dipende esclusivamente dal sempre minor disinteresse degli italiani per la politica.

Questi anni sono stati scanditi anche da un forte astensionismo, quindi l’utente medio è portato a seguire in forma minore determinati contenuti. Il telegiornale de La7, comunque, al netto dei cambiamenti inevitabili ha saputo confermarsi tra i formati più seguiti a indirizzo giornalistico dimostrando di mettere una costante pressione alla concorrenza. I fasti del recente passato dovranno lasciare il posto alle novità: Mentana, al termine di 15 anni di carriera, saluta Cairo e l’emittente che gli ha permesso di crescere ancora per andare a fare esperienze altrove.

La fine di un’era

È la fine di un’era: a partite dal prossimo 23 dicembre 2026 La7 dovrà ricominciare dai suoi punti fermi. Lo stesso si può dire per il cronista che, certamente, ha già scelto cosa fare. Lo comunicherà a tempo debito. Senz’altro le maratone vanno via con lui ed è un bagaglio non da poco. Mentana, per Cairo, diventerà un competitor. Neanche tra i più facili da arginare.

La storia è fatta anche di cambiamenti, quest’ennesima trasformazione porterà il piccolo schermo e il giornalismo televisivo italiano su nuove vette. Sia Mentana che Cairo saranno impegnati a scalare altrove. Il tele-mercato, però, non cancellerà un’epoca in cui è cambiata per sempre la concezione di fonte giornalistica e aggiornamento televisivo.