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Katia Ricciarelli, nella casa di Bardolino tra musica, luce e ricordi sul Lago di Garda

Katia Ricciarelli torna sotto i riflettori anche per la sua casa di Bardolino, scelta negli anni come rifugio dopo una vita passata sui palchi della lirica internazionale. Una dimora affacciata sulla sponda veronese del Lago di Garda, dove tutto sembra parlare di lei: il gusto classico, la luce, i ricordi, la musica.Niente eccessi, almeno da quanto

24 Ottobre 2026 12:01

Katia Ricciarelli torna sotto i riflettori anche per la sua casa di Bardolino, scelta negli anni come rifugio dopo una vita passata sui palchi della lirica internazionale. Una dimora affacciata sulla sponda veronese del Lago di Garda, dove tutto sembra parlare di lei: il gusto classico, la luce, i ricordi, la musica.

Niente eccessi, almeno da quanto si vede nelle immagini condivise sui social. Piuttosto dettagli familiari: il pianoforte, il salone con le grandi vetrate, gli angoli più raccolti e la presenza del cagnolino Ciuffy, compagno delle sue giornate.

Bardolino, il rifugio dopo i grandi palcoscenici

Dopo teatri, prove, viaggi e tournée, Katia Ricciarelli ha trovato a Bardolino un posto dove rallentare. Non solo una casa, ma un approdo. Nata a Rovigo il 16 gennaio 1946, la soprano è stata una delle voci italiane più note della lirica, protagonista nei principali teatri del mondo e accanto a interpreti come Plácido Domingo e José Carreras.

Il Lago di Garda, in questa storia, è la parte più quieta: il paese, la luce che cambia durante la giornata, le passeggiate vicino all’acqua. Chi l’ha seguita anche in tv, dal Grande Fratello Vip alle interviste nei salotti del pomeriggio, ha conosciuto un lato più diretto e domestico dell’artista. Ricordi, affetti, piccole abitudini. “A casa mi piace stare tranquilla”, ha raccontato più volte. Poche cose, ma buone. E soprattutto sue.

Il salone classico e quelle vetrate sul Garda

Il cuore della villa di Bardolino è il salone. Un ambiente dal gusto classico, con arredi importanti, linee tradizionali e tanta luce naturale che entra dalle grandi vetrate affacciate sul Lago di Garda. Non sembra una casa pensata per colpire a tutti i costi.

Dalle immagini pubblicate sui profili social dell’artista emerge altro: ordine, calore, oggetti che hanno l’aria di portarsi dietro una storia. Le superfici chiare aiutano la luce, mentre il paesaggio entra in casa senza bisogno di effetti speciali.

Bardolino, con il lungolago e le colline alle spalle, resta un luogo frequentato ma non frenetico. È facile immaginare Ricciarelli lì, nel salone, nel pomeriggio, quando il sole scende e il lago si fa più morbido. Una scena semplice. Molto vicina al suo modo di mostrarsi oggi.

Il pianoforte, memoria viva di una vita nella musica

Nella casa di Katia Ricciarelli, il pianoforte non è un semplice arredo. È il segno più chiaro di una vita passata dentro la musica, tra studio, disciplina, voce e palcoscenico. Collocato negli spazi principali della dimora, racconta l’identità profonda della cantante: quella di un’interprete abituata a lavorare sulle pause, sui respiri, sulle sfumature. In stanze dove ogni dettaglio sembra legato alla memoria, lo strumento diventa un punto fermo. Un oggetto di casa, ma anche di mestiere.

Accanto alla musica trovano posto fotografie, ricordi personali, tracce di una carriera lunga e riconoscibile. Non cimeli messi lì per fare mostra. Piuttosto pezzi di vita. Ricciarelli, negli anni, ha alternato il racconto della carriera a quello delle fragilità private, anche dei momenti più difficili vissuti lontano dalle luci. Per questo il pianoforte in casa appare come un simbolo sobrio: non nostalgia, ma continuità.

Tra il Garda e Roma, due case e due ritmi

Alla casa sul Lago di Garda, Katia Ricciarelli affianca un appartamento a Roma, utile quando gli impegni di lavoro la riportano nella Capitale tra interviste, registrazioni e appuntamenti televisivi. La presenza a Verissimo, nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, conferma il legame ancora vivo con il piccolo schermo, dove l’artista resta un volto riconoscibile anche per chi segue meno la lirica.

Nella puntata condotta da Silvia Toffanin, la cantante incontra Alex Baudo in un momento dedicato anche al ricordo di Pippo Baudo, con cui Ricciarelli ha condiviso una parte importante della propria vita. Tra Roma e Bardolino si compone così una mappa personale molto netta: da una parte il lavoro, gli studi tv, gli incontri; dall’altra la villa sul Garda, la luce, il cane Ciuffy, gli oggetti di sempre. Due case, due ritmi. E la stessa necessità: restare legata alla scena, senza rinunciare a uno spazio privato, raccolto, riconoscibile.