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Elena Sofia Ricci ha svelato (indirettamente) il futuro della televisione pubblica

Elena Sofia Ricci torna sul disappunto collettivo per l’inizio della prima serata alle 22.00. L’attrice ha favorito una rivelazione importante su una questione delicata rispetto al futuro della televisione italiana.

3 Ottobre 2026 16:00

I Casi di Teresa Battaglia – Figlia della Cenere, con Elena Sofia Ricci protagonista, disponibile su Raiuno in prima serata a partire dal 12 ottobre 2026 rischia di passare alla storia della tv italiana come la fiction che ha rivelato (indirettamente) le strategie del prossimo futuro attorno al piccolo schermo. Il merito (o la colpa dipende dai punti di vista del pubblico) è di Elena Sofia Ricci che, durante la conferenza stampa della serie, è tornata a parlare del problema legato all’inizio della prima serata intorno alle 22.00.

L’interprete ha fatto notare, in maniera piccata, che il prime time inizia troppo tardi rispetto al passato e gli utenti (lei compresa) sono stanchi. Quindi non riuscirebbero a godersi appieno i programmi e le fiction sulla generalista. Resta il condizionale perchè, anche la stessa attrice, ha detto che poi lo spettatore si rifugia sulle piattaforme – inclusa RaiPlay – per vedere il contenuto in palinsesto a un’ora più abbordabile.

Elena Sofia Ricci e la prima serata alle 22.00

Il punto del dibattito era proprio legato allo Share: “C’è RaiPlay – ha detto Elena Sofia Ricci – ma chissenefrega. Un conto è vedere una serie con tutta la famiglia davanti alla tv. Un altro è riversarsi altrove”. Un disappunto lecito che ha fatto, tuttavia, saltare sulla sedia i dirigenti Rai presenti in sala stampa. Infatti, dall’azienda, è arrivata a tempo di record la precisazione: “Ricordiamo che le dinamiche della prima serata non sono una decisione unica della Rai: si tratta di un sistema particolare che vede anche le altre emittenti coinvolte”.

Elena Sofia Ricci presenta i Casi di Teresa Battaglia
Elena Sofia Ricci presenta i Casi di Teresa Battaglia (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Tradotto: le fasce di palinsesto, adesso, sono queste e vengono divise anche in base alle pubblicità e ai partner disponibili a investire in determinati momenti. In altre parole: l’access prime time tira e bisogna sfruttarlo a dovere, a prescindere se siamo su Sky, Mediaset o Rai. Questo è il leitmotiv dei dirigenti tv in Italia oggi, a qualsiasi livello. È una logica che vale per Viale Mazzini, per Cologno Monzese e persino per Rogoredo. Lo streaming è il vero rivale da fronteggiare e la pubblicità non aspetta.

Il ruolo delle piattaforme

Infatti la questione è stata chiusa in questa maniera: “RaiPlay, oggi, è una delle poche applicazioni gratuite che calcola lo Share in maniera capillare”. Vuol dire, in sostanza, che la Total Audience annovera le visioni catodiche e quelle totalizzate tramite app. Dunque visioni e visualizzazioni oggi saranno sommate e lo Share attesterà un risultato unico. Infatti Ricci, poi, ha chiesto ulteriormente: “Quindi ora sommerete tutto perbene?”. La risposta è stata una: “Sì”. In maniera chiara e netta, senza giri di parole.

Questo è quello che dovrebbe rimanere di tutta la polemica, sacrosanta perchè arriva dal pubblico oltre che dagli addetti ai lavori, inerente allo sviluppo e alla differente mappatura del prime time. Il futuro della televisione pubblica, dunque anche della concorrenza, sarà altrove: in pochi anni vedremo la natura del piccolo schermo cambiare. Ci saranno le dirette televisive, ma anche e soprattutto contenuti da visionare esclusivamente in piattaforma. In maniera tale che l’utente possa selezionare quello che intende vedere quando e dove vuole.

Rivoluzione digitale in corso

Tale ibridazione è già all’ordine del giorno, ma la rivoluzione digitale sta procedendo a grandi falcate. Ecco perché la Rai, oggi, spinge fortemente su RaiPlay: sa che il tempo e la gestione dell’intrattenimento è fortemente cambiata. L’Italia si sta avviando, come accade già da tempo all’estero, alla fruizione televisiva non più impostata come evento collettivo ma in quanto visione esclusiva e programmatica. Dobbiamo dimenticarci, non subito ma gradualmente, dell’immagine di persone riunite sul divano tutte alla stessa ora per visionare un contenuto. Questa situazione andrà lentamente scomparendo.

I Casi di Teresa Battaglia con Elena Sofia Ricci
Elena Sofia Ricci protagonista della nuova fiction di Raiuno (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Le famiglie, ma anche i giovani in amicizia o conoscenza, saranno sempre insieme sul divano per guardare la loro serie o il film del cuore. Tuttavia decideranno loro quando e come farli partire. Gli orari fissi andranno lentamente scomparendo per lasciare spazio allo sviluppo delle piattaforme digitali che, infatti, possono essere inserite all’interno di singole Smart TV. Una nuova tipologia di televisore presente in maniera capillare sul mercato. Elena Sofia Ricci, con le sue parole, non ha semplicemente sollevato un problema: l’attrice ha fatto capire che la fruizione televisiva sta cambiando e i riferimenti collettivi, legati all’orario e alla divisione in porzioni di palinsesto, diventeranno sempre più “facoltativi”.

Cambiamento inevitabile

Tra 15 anni potremmo vedere un Varietà alle 8 di mattina oppure una fiction alle 16.00, perchè sarà l’utente in prima persona a decidere quando mandare in onda i suoi programmi preferiti. Lo Share sarà definito esclusivamente dalle visualizzazioni di massa che verranno calcolate diversamente e non rispetto a una singola fascia oraria. Questo è il futuro che descrive la nuova dimensione del piccolo schermo. Naturalmente i riferimenti temporali – rispetto alla collettività – rimarranno per i telegiornali.

Informazione e intrattenimento sono due campi diversi all’interno di uno stesso media. La nota attrice italiana avrebbe dovuto esclusivamente presentare una serie televisiva, invece ha finito per togliere ogni dubbio su quella che sarà la televisione del prossimo futuro. Un avvenire già molto presente con Prime Video, Netflix e HBOMax. Rai e Mediaset si stanno solo adeguando e il pubblico, a torto o ragione, sarà chiamato a fare lo stesso.

Le nuove abitudini degli utenti

Le abitudini dei consumatori, un passo alla volta, uno show dopo l’altro, tra una fiction e un’opera cinematografica, stanno già cambiando. Forse è questo a spaventare maggiormente: esiste il tasto Play, ma non si può premere stop. Il cambiamento – specialmente in ambito mediatico – resta impossibile da arrestare.