La nuova tv
Home Rubriche XFactor, se questo è un giudice: com’è cambiata la figura dell’artista illustre in nome dell’Auditel

XFactor, se questo è un giudice: com’è cambiata la figura dell’artista illustre in nome dell’Auditel

XFactor, la nuova edizione del programma è cominciata e il ruolo dei giudici finisce sotto la lente d’ingrandimento: il pubblico non gradisce alcuni atteggiamenti degli artisti nei confronti degli aspiranti talenti. La polemica dentro e fuori i social.

18 Settembre 2026 16:43

XFactor è uno dei programmi più attesi della stagione televisiva. In primis perchè la trasmissione, nel 2026-2027, compie vent’anni sommando Rai e Sky come permanenza catodica. In secundis perchè la macchina organizzativa che accompagna il programma è preponderante non solo sul piano scenico. Il format lancia, ormai da tempo, nuovi talenti nel panorama musicale nazionale. Talvolta spingendoli anche oltre confine. Chiedere ai Maneskin.

A parte questo, che è il motivo per cui moltissimi giovami e meno giovani tentano la sorte sul piano artistico, il programma diventa importante per l’intrattenimento che suscita. XFactor non è solo una scuola per aspiranti popstar: è una macchina che forma talenti a tutto tondo e intrattiene un pubblico sempre maggiore. Occorre guardare al futuro di ragazzi e ragazze, ma anche pensare al presente e alle esigenze del pubblico televisivo. Se fosse esclusivamente una scuola di formazione, non ci sarebbe il problema dell’Audience. In questo caso, come per altri contenuti simili sulla generalista, vedasi Amici, bisogna trovare il giusto equilibrio tra ciò che è giusto e ciò che piace.

XFactor e il ruolo dei giudici

La scolarizzazione di un talento, in altre parole, deve andare di pari passo con lo storytelling televisivo. A questo serve la figura del giudice: sceglie, nello specifico, se un professionista o una professionista vale o meno e lo fa in maniera dissacrante, scanzonata, per tutta la durata del format. Così gli aspiranti artisti sono contenti e il pubblico a casa continua a scegliere una trasmissione che, settimana dopo settimana, vanta centinaia di migliaia di ascolti.

XFactor, i giudici della nuova edizione
XFactor, i giudici della nuova edizione (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Quest’anno al tavolo dei giudici troviamo Francesco Gabbani, Paola Iezzi, Irama e Jake La Furia. A tenere le fila di questo gruppo, ci pensa Giorgia Todrani che smette di cantare per condurre. L’esperimento, in maniera totalmente rinnovata, è riuscito anche lo scorso anno. Non c’era Irama, ma Lauro tra i giurati. La sostanza non è cambiata. Il loro compito è quello di seguire ragazzi e ragazze in questo percorso e darsi idealmente battaglia per portare un talento alla vittoria finale. In un passato recente vinceva, televisivamente parlando, avere costantemente da ridire e creare polemiche in maniera esponenziale. Veniamo, restando in tema del programma di SkyUno, dalle sfuriate di Morgan ai pianti di Arisa dopo le liti con Simona Ventura.

L’Auditel e le scelte degli autori

A livello di polemica si è visto di tutto, senza dimenticare i colpi di scena targati Fedez. Nel tempo, però, il copione è cambiato. Anche per via degli ascolti. Il pubblico, edizione dopo edizione, si è stancato di vedere i 4 giudici sempre sul piede di guerra (anche solo per esigenze di copione) e ha cominciato a chiedere più leggerezza. Un clima leggero e spensierato che permettesse di agevolare anche qualche sorriso. Messaggio ricevuto: la produzione cambia atteggiamento, cambia persino giudici e lo switch funziona. XFactor torna ai fasti di Mara Maionchi, per avere un riferimento importante del passato recente, e l’Auditel ricomincia a salire.

Gli espedienti sono diversi: si è passati dalle polemiche di Morgan alle freddure di Gabbani e le stoccate di Jake La Furia. Tutto bellissimo e il risultato dell’Audience suggella un successo ritrovato per una trasmissione che somiglia sempre più a un evergreen. La nuova stagione arriva sotto i migliori auspici: settembre è il mese in cui riprendono le scuole e ricomincia, quindi, anche XFactor. Stavolta, però, si cambia registro: la cifra stilistica del programma resta sempre la stessa, a modificarsi è l’atteggiamento dei giudici.

Il disappunto del pubblico

C’è sempre un clima sereno che strizza l’occhio alla comicità, ma viene volutamente agevolato il profilo goliardico di ciascun componente della giuria. Ormai è un susseguirsi di battute, frecciatine e doppi sensi. Finchè resta uno scambio tra artisti illustri, il sentiment delle puntate resta invariato. Il problema, per il pubblico, nasce nel momento in cui a rimetterci sono gli aspiranti talenti. Nello specifico, durante le audition di questa edizione la platea televisiva ha riscontrato un atteggiamento eccessivamente ironico da parte dei 4 giudici nei confronti di ragazze e ragazzi in gara.

Eccessive prese in giro con una dose d’ironia non richiesta e spesso fuori luogo. Al punto che questa tendenza viene sottolineata senza mezzi termini nei commenti social: “Sbaglio o quest’anno i giudici sembrano prendersi gioco dei ragazzi che si stanno esponendo per inseguire un sogno?”, si legge sulla pagina ufficiale del programma. Questo, nella fattispecie, è uno dei commenti più equilibrati. Altrimenti lo sdegno sarebbe più marcato e meno edulcorato di quanto mostrato.

La rabbia social tra sorpresa e polemiche

Insomma, questa prima inversione di rotta non sta piacendo. Il pubblico chiede più rispetto e comprensione per dei giovani artisti che arrivano su un palco emozionati e non meritano un trattamento denigratorio. Si chiede, in altre parole, meno superficialità e più consapevolezza. La grammatica della trasmissione è precisa, infatti XFactor è un metronomo: i meccanismi funzionano come un orologio svizzero. Se però le audition non si possono modificare poiché si tratta di momenti registrati, il termometro durante i live dovrà cambiare. Sorridere fa bene all’Auditel e alla salute, sempre nel rispetto dei ruoli.

Un giudice di talent, degno di questo nome, sa sempre quando è necessario fare un passo indietro. Anche e soprattutto sul piano dialettico, altrimenti l’Audience conquistato in queste edizioni potrebbe scemare e diventare un problema. Molto più grave di certe uscite a vuoto da parte di qualche giurato. XFactor si dimostra ancora una risorsa per il piccolo schermo che, però, deve tornare a mettere al centro la sobrietà di determinate liturgie senza scadere nell’eccesso.

Un’arma a doppio taglio

Il fattore X deve tornare a essere centrale, lontano da possibili ripicche e senza alcun tipo di prevaricazioni. L’ironia è una grande arma dialettica a disposizione, ma deve essere usata con criterio: il confine tra divertimento e sguaiatezza è sempre più labile. XFactor sta viaggiando su un filo sempre più sottile: piano inclinato che, se sbaglia rotta, diventa difficile da raddrizzare. Proprio come l’umore di alcuni affezionati dopo le prime audizioni.