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Emanuela Fanelli a Venezia 83: un “Peccato” originale nato in Rai con Valerio Vestoso e Giulio Somazzi

Emanuela Fanelli ritrova Valerio Vestoso e Giulio Somazzi nella mockumentary Peccato. Il sodalizio artistico che ha sbancato Venezia nasce in Rai nel 2020 con Una Pezza di Lundini: il programma che ha cambiato la seconda serata di Viale Mazzini.

13 Settembre 2026 20:00

Emanuela Fanelli porta a Venezia 83 la sua prima serie da protagonista. Una mockumentary dal titolo evocativo: Peccato che racconta l’ipotetica fine della carriera dell’attrice ripercorrendo vizi e virtù di un ambiente affascinante e complesso come quello dello spettacolo italiano. Il prodotto ha colpito pubblico e critica non solo per l’innumerevole quantità di camei e partecipazioni illustri, da Sabrina Ferilli a Paola Cortellesi, ma anche per la capacità scanzonata di mettere insieme un progetto scritto e diretto magistralmente con un’equipe di lavoro eccellente.

Il cinema e la televisione italiana vantano moltissime professionalità, ma non tutte riescono a distinguersi per estro e originalità. Peccato mostra quel che avrebbero voluto sottolineare, non solo visivamente, gli esperti in materia di piccolo e grande schermo ma quasi nessuno è riuscito a riassumere e circoscrivere altrettanto bene. Il merito, in tal senso, è anche di due personalità ben precise: Giulio Somazzi e Valerio Vestoso. I quali si conoscono grazie a un altro Valerio, Lundini, che li ha fatti incontrare e lavorare con Emanuela Fanelli in un programma che ancora oggi è conosciuto per innovazione e satira pungente.

Emanuela Fanelli, da Viale Mazzini al Lido di Venezia

Il format in questione è Una Pezza di Lundini: contenuto televisivo che ha sbancato, in termini di Auditel, nella seconda serata di Raidue. Nello specifico correva l’anno 2020 e Giovanni Benincasa, noto autore televisivo che ha portato in auge diversi programmi e contenuti televisivi nell’arco della sua florida carriera, ha la brillante idea di confezionare questo contenitore che è una vera e propria gemma sul piano umoristico e autorale.

Emanuela Fanelli alla Mostra del Cinema di Venezia
Emanuela Fanelli alla Mostra del Cinema di Venezia con Peccato (Screenshot Instagram) – TvBlog

Le battute e le gag che emergono sono di pregevole fattura, il politicamente corretto viene dribblato con una maestria d’altri tempi e la punta di diamante del programma era Emanuela Fanelli con i suoi annunci tv che facevano la parodia alle “Signorine buonasera” di un passato remoto. Espediente diventato attuale grazie alla penna contemporanea di Somazzi e Vestoso. In quel frangente semplicemente autori, ma pur sempre ispirati. Le gag che hanno scritto e agevolato, con la collaborazione di Fanelli, in due anni restano nella memoria degli appassionati e vedere Vestoso oggi dietro la macchina da presa di un progetto così audace come Peccato è il degno epilogo di un sodalizio sempre più saldo.

Il sodalizio con Vestoso e Somazzi

La Rai, quando intende investire sui talenti, riesce sempre a costruire ponti importanti. Una Pezza di Lundini è stato un laboratorio per molti che hanno spiccato il volo professionalmente. Così come, per restare in tema di format particolari, lo è stato Battute? (volutamente con il punto interrogativo nel titolo). Prima stroncato e poi celebrato, così come si conviene a tutte le iniziative destinate a cambiare la storia. Sei anni dopo Fanelli, Vestoso e Somazzi sono a Venezia senza dimenticare gli anni e gli sketch scritti dalle parti di Viale Mazzini.

Non li dimenticano neppure gli affezionati, grazie ai social che tutto pubblicano e ogni cosa, volendo, conservano. Ora non c’è solo il pubblico televisivo che li guarda e li apprezza, arriva il plauso degli addetti ai lavori della settima arte. Venezia è la culla del cinema e Peccato è stata presentata come una delle operazioni cinematografiche più riuscite. I primi di ottobre la vedranno anche coloro che non erano al Lido, ma ciò che conta – almeno per chi non smette di credere nell’importanza del Servizio Pubblico inclusivo e plurale – è che altri grandi talenti hanno mosso i loro passi più importanti dalle parti di Viale Mazzini.

Una nuova generazione di talenti

Quella che era “una pezza” è diventata una costante. La Rai regala una nuova generazione di autori, registi e performer altamente promettente. L’importante è non smettere di sperimentare. Sia al cinema che in tv. Quel che resta, evidentemente, non sono soltanto video da rivedere in maniera piacevole tra amici ma tracce di professionalità che hanno trovato altre vie per esprimersi senza dimenticare le proprie “origini” dal punto di vista catodico.