Home Notizie Guido De Maria e la potenza mediatica del fumetto: chi era l’uomo che ha portato il disegno in tv

Guido De Maria e la potenza mediatica del fumetto: chi era l’uomo che ha portato il disegno in tv

Guido De Maria, scomparso all’età di 93 anni, ha portato alla ribalta il fumetto dimostrando che l’animazione poteva trovare spazio e consensi anche in tv. Il “suo” SuperGulp ha segnato un’epoca televisiva.

31 Agosto 2026 20:00

Guido De Maria è morto a 93 anni, ma la sua lezione televisiva resterà impressa agli appassionati ed estimatori per molto tempo. Se oggi ha senso parlare di fumetto e serialità televisiva per adulti, con l’ausilio dell’animazione, il merito è suo e di altri visionari che in Italia – con la collaborazione della Rai – portarono alla ribalta SuperGulp. Una trasmissione televisiva in cui venivano proiettati i fumetti con le vignette doppiate in diretta. Quindi le animazioni parlavano.

Questo fenomeno, oggi scontato, fra metà anni ’70 e inizio anni ’80, in Italia era sinonimo di rivoluzione. De Maria faceva parlare i fumetti e dava vita a storie particolarissime. Il vantaggio di veder animarsi i disegni era per chi guardava di avere l’illusione che l’immaginazione prendesse corpo. Questo mix di dimensione giocosa e, per certi versi, onirica con i risultati che sembravano frutto di sogni incredibili ha portato la Rai Radiotelevisione Italiana a essere pioniera in quello che oggi si definisce racconto di finzione dedicato ai capolavori d’animazione e non solo.

Guido De Maria e le evoluzioni del fumetto in tv

Il programma di De Maria, nello specifico, ha portato alla ribalta anche un’altra figura. Quella del co-autore. Ruolo che, nelle tv private conobbe ulteriore lustro grazie a format come BimBumBam (condotto da un giovanissimo Paolo Bonolis) scritto da sapienti mani che sapevano coniugare animazione e video con i siparietti in tempo reale affidati al presentatore dell’epoca. Accanto a De Maria, invece, c’era Giancarlo Governi che insieme a Franco Godi (noto musicista incaricato di comporre le sigle della trasmissione) contribuì a rendere il format SuperGulp intramontabile. Da questa macchina televisiva, assolutamente rivoluzionaria, emersero personaggi divenuti cult. Tutti frutto della penna e dell’estro di De Maria che diede le fattezze all’investigatore privato Nick Carter e Giumbolo, mascotte del programma.

Guido De Maria addio all'ideatore di SuperGulp
Una puntata di SuperGulp (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

De Maria, morto oggi dopo una florida carriera, ha cambiato la concezione di disegno rendendo l’animazione un valore aggiunto in ambito mediatico. Basti pensare che, subito dopo il successo di SuperGulp, De Maria continuò su questa strada e fondò una società di produzione per le pubblicità della storica trasmissione Rai Carosello. Negli anni Duemila, dopo la ribalta iniziale, cambia prospettiva e diventa uno dei direttori del settimanale umoristico Comix.

Comix, un’eredità senza tempo

Realtà che gli permette di continuare a portare creazioni alla ribalta. Infatti da quel settimanale nascerà poi la nota linea di diari scolastici caratteristici proprio per le animazioni all’interno che richiamavano i personaggi nati negli anni ’80 in chiave, però, più moderna. De Maria è stato un ponte fra generazioni che ha consentito l’avvicendamento di nuove forme di espressione plasmate per il piccolo schermo. Fino alla sua ascesa, la figura del vignettista e disegnatore era correlata esclusivamente a giornali e atlanti illustrati.

Lui, assieme ad altri grandi collaboratori come Governi, ha confermato la necessità di portare il disegno umoristico a un livello superiore. In televisione dove è diventato ispirazione per molti, basti pensare che Vincenzo Mollica ha chiamato uno dei suoi contenitori più riusciti – DoreCiakGulp – in omaggio a De Maria e al suo operato. Oggi il noto disegnatore passa a miglior vita, ma le sue tracce sulla pagina bianca restano. Ritratti e sintesi di epoche che hanno impreziosito anche il piccolo schermo. La storia del fumetto e il disegno d’autore ringraziano commossi, in un ultimo inchino che accarezza l’infinito.