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Report, cosa succede al programma dopo l’arresto di Lavitola: le carte dell’inchiesta e la posizione di Ranucci

Report sotto la lente d’ingrandimento della Rai e l’occhio attento della politica. La posizione di Sigfrido Ranucci, dopo l’arresto di Valter Lavitola, è in bilico: i possibili scenari a Viale Mazzini in relazione alle carte dell’inchiesta.

12 Agosto 2026 11:04

48 ore che potrebbero cambiare il destino di molte persone e addirittura modificare i palinsesti televisivi. Lo scorso 10 agosto 2026 viene arrestato il giornalista ed editore Valter Lavitola. In mattinata gli uomini del nucleo investigativo dei Carabinieri hanno eseguito la misura cautelare nei confronti dell’uomo, accusato di essere responsabile dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Giornalista e Direttore della trasmissione Report, in onda su Raitre. Ranucci, conduttore della trasmissione, il 16 ottobre del 2025 ha visto esplodere una bomba rudimentale sotto la sua abitazione.

Attentato che gli ha distrutto la macchina e avrebbe potuto avere anche conseguenze più gravi, compromettendo anche la vita di sua figlia. Da questa situazione sono cominciate le indagini per capire i responsabili di quello che a tutti gli effetti viene considerato – sin dalle prime battute dell’inchiesta – un atto intimidatorio. Lavitola viene arrestato in pieno agosto per essere ritenuto dai PM della Dda il fautore del blitz nei confronti del cronista e amico.

Valter Lavitola e i rapporti con Sigfrido Ranucci

I rapporti con Sigfrido Ranucci sono noti, il piano di Valter Lavitola – secondo gli incartamenti presenti – sarebbe stato chiaro: l’attentato al conduttore e Direttore di Report sarebbe stato utile e determinante per favorire la carriera del cronista in politica. Una volta che Ranucci avrebbe scalato i vertici della politica italiana, Lavitola sarebbe rimasto in primo piano accanto a lui. Un’idea che apre a nuovi scenari e a un movente tutto da chiarire: ci sono le intercettazioni a complicare ogni cosa, ma ancora non vi è nulla di confermato o acclarato in termini di effettivi riscontri nei confronti del cronista.

Report, Sigfrido Ranucci in attesa del responso del Comitato Etico Rai
Report, Sigfrido Ranucci in attesa del responso del Comitato Etico Rai (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Restano, tuttavia, quei messaggi di Ranucci a Lavitola: “Sono in difficoltà su tutto”, poi la battuta dell’amico a gettare benzina sul fuoco. “Cosa posso fare per te?”. Allora il giornalista risponde: “Dovresti prestarmi Gomes”. All’anagrafe Gomes Clesio Tavares nei confronti del quale è stato spiccato un mandato d’arresto. L’uomo è accusato di essere l’intermediario con la banda irpina. Tra coloro, quindi, che hanno organizzato tutto su ordine preciso di Lavitola.

Le accuse al giornalista ed editore

Il cronista ed editore si sarebbe anche lamentato con Ranucci del fatto che quest’ultimo avesse poca scorta. Insomma, un botta e risposta che apre a una tesi accusatoria precisa. Impianto accusatorio che, però, gli avvocati di Ranucci respingono in blocco. Almeno per quanto concerne la parte relativa alla presunta complicità del Direttore di Report e, nella fattispecie, loro assistito. I legali affermano che il cronista non fosse assolutamente al corrente delle intenzioni di Lavitola.

Report, l'arresto di Lavitola cambia la posizione di Ranucci
Report, l’arresto di Lavitola cambia la posizione di Ranucci (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Lo scambio di messaggi a cui si fa riferimento risale al 2024, tutto il resto secondo gli avvocati difensori appartiene – testuali parole – a un “delirante teatro della follia”. Anche le carte, nonostante gli acclarati rapporti di conoscenza e amicizia fra Ranucci e Lavitola, fino a questo momento stabiliscono che non ci sono elementi sufficienti per ritenere che il cronista e Direttore di Report fosse a conoscenza del piano dell’editore. Quindi non poteva sapere o immaginare nulla rispetto all’attentato che ha effettivamente subìto. Ecco perché i legali del conduttore e Direttore di Report definiscono “tre volte vittima” il loro assistito.

L’inchiesta sui banchi della politica

I magistrati contestano a Valter Lavitola anche il metodo mafioso, ma oltre alle carte giudiziarie e ai possibili risvolti legali ci sono anche le conseguenze sul piano etico e politico. Il Vicepremier, attuale Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini chiede l’estromissione di Sigfrido Ranucci da Report: “Gli italiani meritano chiarezza, Ranucci sia estromesso dalla trasmissione fin quando non saranno chiariti i suoi rapporti con Lavitola”. Parole che pesano e, nell’arco di 48 ore, hanno acceso il dibattito politico: i 5Stelle così come i rappresentanti delle opposizioni chiedono calma e invitano Salvini a studiarsi bene le carte. Se la diatriba prosegue sui banchi della politica, all’interno del Comitato Etico della Rai gli umori sono ulteriormente in fermento.

In commissione si dovrà esprimere un giudizio e prendere una posizione specialmente sul futuro del conduttore e Direttore della trasmissione che, nello specifico, assume anche la responsabilità dell’operato della propria squadra di cronisti. Lo stesso gruppo di persone che, immediatamente dopo l’attentato, ha espresso pieno sostegno e solidarietà a Sigfrido Ranucci. La stretta attualità vuole, però, che sia stata inviata una mail al giornalista per chiedere un maggiore equilibrio per quel che riguarda le inchieste di Report. Il mittente del messaggio era Paolo Corsini, Direttore dell’Approfondimento Rai.

Le posizioni della Rai e il futuro di Ranucci

Le valutazioni sul futuro di Ranucci in azienda al momento sono “congelate”. Si attende anche il contenuto degli allegati dell’inchiesta con le relazioni dei Carabinieri, che potrebbero evidenziare nuovi elementi. Una decisione ufficiale ancora non è stata presa, ma le prossime ore potrebbero essere determinanti sotto ogni aspetto. L’Amministratore Delegato della Rai, Giampaolo Rossi, attende soltanto la relazione finale da parte delle autorità, poi si esprimerà formalmente con una decisione che potrebbe cambiare il destino di uno dei programmi più seguiti del Servizio Pubblico (per quanto riguarda il giornalismo d’inchiesta) e dello stesso Ranucci.