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Il Giovane Montalbano è una garanzia: Michele Riondino non fa rimpiangere Zingaretti e macina ascolti anche in replica

Il Giovane Montalbano conquista gli appassionati anche in replica. La nota serie televisiva, figlia della penna di Andrea Camilleri, è una garanzia tanto quanto la versione classica della fiction Rai.

11 Agosto 2026 16:00

Michele Riondino ha dato una sferzata a Montalbano. Il noto Commissario di Vigata ha avuto anche una gioventù importante e travagliata: l’abilità di Camilleri, Maestro non a caso, è stata quella di saperla restituire e sintetizzare come si fa con i grandi romanzi d’autore. Si prende una storia classica fino a sviscerarne i contenuti più importanti, riadattandoli da un’altra prospettiva. Camilleri, se vogliamo, è stato precursore anche in questo caso: si è costruito uno spin-off quando ancora non lo faceva nessuno.

Montalbano è uno, ma le sue sfumature sono molteplici. Per la veneranda età del Commissario di Vigata, Luca Zingaretti è stato l’uomo giusto al momento giusto. La gioventù di Salvo Montalbano tocca, invece, a Michele Riondino. Un volto ugualmente riconoscibile che trasuda volontà e fama: l’interprete si è distinto in altri importanti lavori tra piccolo e grande schermo, pensiamo a Palazzina LAF, per citare un progetto fra i più recenti.

Il Giovane Montalbano, uno spin-off ante litteram

L’epopea del giovane Montalbano, però, gli ha dato qualcosa in più. A cominciare dalla dimensione nazional popolare che solo determinati contenuti possono restituire. Montalbano giovane ha voglia di fare, necessità di affermarsi e un’impellenza dovuta al furore dei suoi anni. Riondino restituisce questa smania, abbinata al senso del dovere, in maniera caratteristica e puntuale. La cura ai dettagli è quasi maniacale: c’è un’attenzione particolare alla lingua, l’uso del dialetto impera non solo perchè in paese si parla l’idioma del popolo ma anche perchè la gioventù consente neologismi linguistici che la sobrietà dell’età adulta vieta.

Il giovane Montalbano
Il giovane Montalbano torna in tv (Raiplay/YouTube screenshot) – TvBlog

Anche la maturità anagrafica consente qualche scivolone sul dialetto, nessuno parla in dizione, come insegna il passato di Camilleri, ma più si cresce e maggiore diventa la cura del lessico. Specialmente in ambito professionale. Il Giovane Montalbano lascia intendere proprio la formazione, emotiva e professionale, che sta attraversando. Riondino fa vedere che Montalbano a trent’anni è come qualunque altro trentenne della storia: si prende qualche rischio, conservando l’assennatezza, per giungere laddove nessuno aveva mai osato spingersi prima.

Come cambia il Commissario

Nel suo caso voleva arrivare a un incarico di responsabilità bruciando le tappe: ce l’ha fatta, non senza fatica, e ora si batte per mantenerlo quel posto. In plancia di comando dove guida i sottoposti con l’abilità di una persona determinata, ma anche timorosa di non riuscire a guadagnarsi la considerazione e la stima altrui. L’insofferenza iniziale viene smussata con la complicità di colleghi che hanno saputo prendere i diktat del Commissario come step per maturare in maniera simultanea: da Carmine Fazio (imbeccato anche da suo padre) a Domenico Augello hanno sempre cercato di assecondare le idee del loro superiore senza sentirsi di troppo, ma rivelandosi parte fondamentale del progetto.

Il Giovane Montalbano leader di ascolti su Raiuno
Il Giovane Montalbano leader di ascolti su Raiuno (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Questa coesione è restituita da prove interpretative magistrali, infatti Alessio Vassallo, Andrea Tidona e Beniamino Marcone restano conferme anche lontano dal piccolo schermo. Poi c’è Sarah Felberbaum che interpreta Livia: qui il percorso è più difficile perchè questo personaggio entra nella vita di Montalbano in punta di piedi fino a diventarne parte integrante. L’amore per il Commissario di Vigata è un grande punto interrogativo, anche a causa della situazione familiare che si porta dietro. Salvo Montalbano fatica a legarsi ma con Livia riesce a far andare via la propria corazza di diffidenza aprendosi un po’ alla volta.

Da Luca Zingaretti a Michele Riondino

La complicità Montalbano-Livia si deve a un’intesa speciale, quella creatasi tra Riondino e Felberbaum che nononstante le repliche sembra non invecchiare mai. Il Giovane Montalbano è un puzzle seriale ben incastrato che parte dalla lungimiranza di una penna senza tempo e trova un corrispettivo televisivo molto valido. Soprattutto perchè nessuno, anche all’interno del team creativo, si è accontentato di cavalcare l’onda del successo editoriale di Camilleri.

Il Giovane Montalbano ha un’anima televisiva riconoscibile, ecco perché in due stagioni – anche le repliche – non smettono di interessare. Il caldo della stagione estiva garantisce poche occasioni di refrigerio: Il Giovane Montalbano prosegue a essere una boccata d’ossigeno catodica. Aspettando, forse, il ritorno della versione classica con Luca Zingaretti nei panni del protagonista “anziano”, ma con questi risultati non c’è fretta.