Michele Riondino, chi è la moglie Eva Nestori: età, lavoro e com’è nato l’amore tra i due
Michele Riondino, stasera in onda con le repliche de Il Giovane Montalbano, è sposato con Eva Nestori: tutto sulla moglie
Per molti spettatori Michele Riondino resta il volto giovane di Salvo Montalbano, l’attore che ha riportato in tv il mondo di Andrea Camilleri con un’energia diversa, più istintiva, meno levigata.
Ma dietro quella fiction Rai c’è anche una storia privata che, col tempo, ha continuato a incuriosire il pubblico: l’incontro con Eva Nestori, classe 79, make up artist di cinema e teatro, diventata poi compagna, moglie e madre delle sue due figlie.
Michele Riondino e Eva Nestori, primo incontro nel 2006 al colpo di fulmine sul set Rai
La storia tra Michele Riondino ed Eva Nestori non nasce a una prima mondana, né davanti ai flash di un red carpet. Nasce in un posto molto più concreto: tra set, camerini, attese, prove e ore di preparazione prima di girare. I due si erano già conosciuti nel 2006, presentati da un’amica comune, Cristiana Vaccaro.
In quel momento, però, entrambi avevano altre storie. Tutto rimase lì, sospeso. Il vero cambio arrivò anni dopo, quando Riondino fu scelto come protagonista de Il Giovane Montalbano, la fiction Rai andata in onda dal 2012 al 2015 e dedicata agli anni giovanili del commissario creato da Andrea Camilleri.

Eva Nestori lavorava nel reparto trucco della serie: un ruolo lontano dalla ribalta, ma fondamentale per dare ai personaggi volti credibili, dettagli, identità. È lì, dietro le quinte, che il loro legame prese forma. Riondino ha raccontato di ricordare il loro primo bacio con una precisione quasi cinematografica, “secondo dopo secondo”. Forse è anche per questo che la loro storia piace: non sembra una favola costruita, ma qualcosa nato mentre intorno si lavorava davvero, tra battute da provare, costumi da sistemare e ritocchi al trucco prima del ciak.
Eva Nestori, diplomata all’Accademia Altieri Moda e Arte di Roma e specializzata in estetica cine-teatrale, non è semplicemente “la moglie di”. La sua carriera si è mossa tra cinema, televisione e teatro, con un lavoro preciso sulle trasformazioni fisiche degli attori. Ed è proprio questo incrocio a rendere la coppia interessante: da una parte il volto noto, l’attore amato dal pubblico; dall’altra il lavoro silenzioso, tecnico, di chi contribuisce a costruire un personaggio prima ancora che la macchina da presa si accenda.
Le figlie Frida e Irma, le nozze a Noto e il lavoro condiviso in Palazzina Laf
Con gli anni, quella relazione nata nel mondo della fiction è diventata una famiglia. Michele Riondino ed Eva Nestori hanno due figlie: Frida, nata nel 2014, e Irma, arrivata nel 2020, nel pieno degli anni segnati dalla pandemia.
Nel 2023 la coppia si è sposata a Noto, in Sicilia, con una cerimonia civile descritta come semplice, colorata e molto partecipata, tra amici, parenti e le bambine. Una scelta non casuale, almeno per chi lega Riondino anche all’immaginario di Montalbano: la Sicilia ha avuto un peso forte nella sua carriera televisiva e, nella vita privata, è diventata lo sfondo di un passaggio importante.
Ma c’è un altro aspetto, forse meno scontato, nella loro storia: Riondino e Nestori non hanno condiviso solo casa e famiglia, ma anche una parte intensa del lavoro creativo. È successo con Palazzina Laf, il primo film da regista di Michele Riondino, dedicato alla vicenda degli operai dell’Ilva di Taranto. Nel film l’attore interpreta Caterino, ruolo che nel 2024 gli è valso il David di Donatello come Miglior Attore.
E proprio Eva Nestori ha avuto un ruolo decisivo nella sua trasformazione fisica. In un’intervista al Corriere della Sera, la make up artist ha spiegato di aver lavorato per togliere al marito quell’aria rassicurante: lenti marroni al posto degli occhi verdi, denti modificati, pelle segnata, un aspetto più ruvido, consumato dal calore dell’altoforno. Dettagli tecnici, certo. Ma dicono molto anche del loro rapporto: per trasformare un volto così familiare serve uno sguardo professionale capace di andare oltre l’affetto.
Nestori ha definito Palazzina Laf quasi “il nostro terzo figlio”, perché il progetto è stato discusso e accompagnato per anni, dentro e fuori casa. Ed è qui che la loro storia diventa qualcosa di più del semplice racconto romantico nato su un set: è una collaborazione adulta, fatta di fiducia, confronto e capacità di guardarsi senza compiacersi.
Al pubblico resta questa immagine: due carriere diverse, una famiglia tenuta lontana dall’esposizione continua e un amore nato dietro le quinte, rimasto credibile proprio perché non ha mai avuto bisogno di stare sempre al centro della scena.