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Il Giovane Montalbano non tornerà con una terza stagione: 3 motivi per cui il nuovo capitolo della fiction non è in lavorazione

Il Giovane Montalbano non avrà una terza stagione. Il successo delle repliche trasmesse dalla Rai in estate ha fatto tornare in auge l’indiscrezione di un possibile nuovo capitolo della fiction. 3 motivi per cui non ci sarà l’aggiornamento delle linee narrative.

27 Settembre 2026 15:57

Tre è il numero perfetto, ma talvolta è possibile fermarsi anche a due. È quello che ha pensato la Rai quando ha scelto di dare vita a Il Giovane Montalbano. Due stagioni, due modi di raccontare il più famoso commissario della televisione italiana. Soprattutto un’alternativa alla versione classica di Montalbano, sempre frutto della penna di Andrea Camilleri. Lo scrittore si è divertito a scrivere una nuova parabola storica dalle parti di Vigata, tra metà anni ’80 e inizio anni ’90, con Montalbano più atletico e pieno di entusiasmo; tutti i capelli in testa e tanti sogni ancora da realizzare.

Una narrazione particolarmente accattivante che scava nel passato recente della Sicilia tra cronaca e cinema di genere. Infatti tra le grandi prerogative della fiction Rai c’è quella di strizzare l’occhio al cinema con meccanismi che richiamano i grandi lavori del piccolo schermo. A partire dalla scelta degli attori principali: il Montalbano old è affidato a Luca Zingaretti, un interprete che mastica settima arte praticamente ogni giorno, la versione young invece tocca a Michele Riondino. Un altro attore dal passato e presente importante che lavora non solo al cinema, ma anche a teatro. Una personalità che sceglie con parsimonia i progetti da sposare. A Camilleri non si poteva dire di no. Infatti sono stati anni fruttuosi e di successo quelli che hanno visto affermarsi Il Giovane Montalbano sul piccolo schermo.

Il Giovane Montalbano 3 non si farà

Le repliche, tra le riproposizioni sul Servizio Pubblico e i rewatch su RaiPlay, hanno portato milioni di persone (più di tre) a rivedere le imprese del Commissario Montalbano con trent’anni di meno. Quest’estate si è toccato l’apice con episodi che hanno sfiorato il 20% di Share nel corso degli episodi delle due stagioni previste. Allora è ripartito il tamtam mediatico tra social e organi di stampa. Una terza stagione de Il Giovane Montalbano è possibile? È stato detto, scritto e anticipato di tutto, ma una risposta – in questo momento – pervade i corridoi di Viale Mazzini. Quella risposta, purtroppo per gli appassionati, è no. Il Giovane Montalbano si fermerà a due stagioni.

Michele Riondino protagonista de Il Giovane Montalbano
Michele Riondino protagonista de Il Giovane Montalbano (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Viale Mazzini, in questo momento (poi tutto o quasi resta possibile) non vuole correre rischi. Allora gli appassionati si chiedono: “Quali rischi si corrono a riproporre un cavallo vincente come Montalbano?”. La risposta, in tal caso, è più ampia e quasi nessuno vuole prendersi la briga di articolarla. È fatta, nello specifico, di tre punti fondamentali. Il primo riguarda Andrea Camilleri: la morte del celebre scrittore ha cambiato le carte in tavola.

Le ragioni dello stop

L’autore di Montalbano, infatti, ha ricoperto anche il ruolo di supervisore alla sceneggiatura. Camilleri, nel corso del tempo, aveva chiarito di non essere eccessivamente pedante in tal senso. Non è neanche andato troppe volte sul set a controllare per evitare di mettere pressione agli interpreti coinvolti e al regista, ma comunque l’ultima parola – anche sui prodotti televisivi – era la sua. Lo stesso è accaduto con i romanzi storici, tradotti in episodi, dal titolo “C’era una volta Vigata”.

Michele Riondino e Alessio Vassallo ne Il Giovane Montalbano
Michele Riondino e Alessio Vassallo in una scena della fiction Rai (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Quindi, una nuova stagione de Il Giovane Montalbano (che andrebbe a scandagliare i racconti brevi rimasti fuori dall’adattamento seriale portato avanti finora) avrebbe bisogno di una diversa supervisione scenica. Andrea Camilleri non può più svolgere quel ruolo, dovrebbe pensarci l’entourage che cura il patrimonio editoriale dello scrittore. Nessuno, però, si sente in grado – al momento – di compiere un passo del genere.

I romanzi di Andrea Camilleri

In primis per rispetto a Camilleri e alla sua memoria, in secundis perché c’è il timore di andare a toccare un repertorio molto particolare e rompere un equilibrio fino ad ora validissimo. Proprio perché, in passato, a decidere cosa mutare in episodio televisivo e cosa lasciare sulla pagina scritta lo decideva l’autore stesso. In definitiva: Camilleri deve essere trattato, anche dopo la sua dipartita, con i guanti bianchi.

Beniamino Marcone e Michele Riondino ne Il Giovane Montalbano
Beniamino Marcone e Michele Riondino nei panni dell’Ispettore Fazio e Salvo Montalbano (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Il secondo motivo per cui Il Giovane Montalbano non avrà una terza stagione riguarda Riccardino. L’ultimo libro scritto da Andrea Camilleri che pone fine alla saga di Montalbano: questo è il solo manoscritto non tradotto in episodio televisivo di tutta la collana inerente alla versione classica della fiction di Raiuno. Non è diventato un episodio per il piccolo schermo a causa della dipartita del suo scrittore. La troupe non se l’è sentita di girare quest’ultimo episodio dato che, oltre a Camilleri, era morto in quel periodo anche il celebre regista Alberto Sironi.

Il Metodo Catalanotti e Riccardino

Infatti Il Metodo Catalanotti è stato affidato temporaneamente alla direzione di Luca Zingaretti. Solo in quel frangente nelle vesti di attore-regista. Terminato il lavoro gli attori e tutta l’equipe hanno pensato che fosse il caso di chiudere i conti con Montalbano. Anche per rispetto nei confronti di un altro interprete: Marcello Perracchio. L’uomo che prestava le fattezze al Dottor Pasquano. Morto nello stesso periodo in cui a salutare sono stati Camilleri e Sironi.

Insomma se Montalbano dovesse mai riprendere il proprio corso, la Rai lo farebbe ripartire decidendo di girare prima Riccardino. Per chiudere una sorta di cerchio che, attualmente, il gruppo di lavoro vuole mantenere aperto al fine di non toccare e intaccare un patrimonio inestimabile. Quindi Il Giovane Montalbano (pur avendo una regia diversa, nella fattispecie affidata a Gianluca Maria Tavarelli) dovrebbe comunque aspettare il rilascio e la conclusione eventuale di Riccardino.

L’età media del cast

Il terzo e ultimo motivo per cui la terza stagione de Il Giovane Montalbano non s’ha da fare riguarda il cast di quel progetto: Michele Riondino e Sarah Felberbaum, ai tempi in cui è stata girata la fiction, avevano un’età. Oggi ne hanno un’altra. Sono tutti leggermente più anziani. Discorso che vale anche per gli altri interpreti del cast corale. Proseguire una fiction dal titolo Il Giovane Montalbano con protagonisti che si avviano lentamente alla mezza età non è tra le priorità della produzione che si è sempre distinta per il rispetto dei particolari e l’attenzione al dettaglio.

Michele Riondino e Sarah Felberbaum ne Il Giovane Montalbano
Michele Riondino e Sarah Felberbaum con il regista Gianluca Maria Tavarelli (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

La fortunata fiction Rai, dunque, è destinata a rimanere con due capitoli. Entrambi profondi, intensi e coinvolgenti. Lo confermano i dati Auditel, proprio per questo l’intenzione primaria è quella di tornare a trasmetterla ciclicamente. Magari l’autunno televisivo toccherà ancora alla versione di Montalbano classica, quella con Luca Zingaretti nei panni del Commissario di Vigata, ma la primavera e l’estate potranno favorire l’ennesimo rewatch dell’alternativa catodica con Michele Riondino in veste di protagonista.

La staffetta di Viale Mazzini

Una staffetta destinata a durare per la Rai, senza rinnovarsi. Fare la differenza, non solo in televisione, prevede anche la capacità di comprendere quando è il momento di fermarsi. Viale Mazzini lo ha capito, quindi chi vorrà rivedere Il Giovane Montalbano – per il momento – dovrà andare su RaiPlay.