Home Retroscena Tommaso Cerno prima del TG2: il possibile programma diventa un caso tra indiscrezioni e spaccature di natura politica

Tommaso Cerno prima del TG2: il possibile programma diventa un caso tra indiscrezioni e spaccature di natura politica

Tommaso Cerno potrebbe avere un programma su Rai2. Le indiscrezioni parlano di una data di partenza già fissata, ma l’idea diventa un caso politico: il format divide i partiti e allarma le opposizioni.

15 Febbraio 2026 16:16

Grandi manovre alla Rai, la nuova stagione televisiva ha dimostrato che le certezze sono sempre accompagnate da imprevisti e possibili cambi di programma. Viale Mazzini, nello specifico, ha una strategia ben precisa per quanto concerne la distribuzione dei contenuti. L’obiettivo, per far crescere la copertura informativa, è quello di garantire i telegiornali all’ora stabilita più qualche contenuto di accompagnamento – prima o dopo le strisce quotidiane dedicate ai fatti del giorno – che possa sviluppare le tematiche principali con dovizia e approfondimento.

Si veda l’esempio, che rende anche in termini di Share, con Cinque Minuti di Bruno Vespa. La fascia che anticipa l’access prime time sembra essere quella più consona, maggiori problemi – per quel che concerne consenso e gradimento – li fornisce Porta a Porta. La trasmissione di Vespa sta vivendo una fase di stanca, ma dopo 30 anni sembrerebbe essere un fattore fisiologico. Per questo l’informazione ha bisogno, in televisione, di nuove formule e collocazioni.

Tommaso Cerno su Rai2

Motivo in più per incrementare le sperimentazioni. Una in particolare riguarderebbe l’attuale Direttore Responsabile de Il Giornale Tommaso Cerno. Il cronista, attualmente, è uno dei volti presenti a Domenica In ma la Rai sta pensando di affidargli un programma specifico. L’anticipazione sarebbe arrivata da Striscia La Notizia, rumors confermati anche da La Stampa. Il Direttore Responsabile de Il Giornale dovrebbe condurre una striscia informativa prima del TG2.

Ci sarebbe, secondo indiscrezioni, anche una data: il prossimo 2 marzo 2026. Tra il dire e il fare, però, ci sono di mezzo le polemiche. Il format, nello specifico, dovrebbe partire alle ore 12.00 ma il problema non è il tempo. Semmai l’organizzazione. Al fianco di Cerno, infatti, dovrebbe esserci Alessandro Usai, già autore per quanto riguarda i suoi interventi nel corso di Domenica In.

Scoppia il caso politico

L’uomo, nella fattispecie, è il cognato del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Questa parentela fa accendere gli animi dentro e fuori la Rai: Cerno diventa un caso politico. Le opposizioni di Governo attaccano perchè si ritiene, in linea generale, che la maggioranza possa usare la televisione come strumento di propaganda politica.

Questo insinuano dai vertici del PD che non vedono bene la circostanza secondo cui il cognato dell’attuale Ministro della Cultura affianchi il conduttore di una possibile nuova trasmissione a stampo giornalistico. Non è finita: il Movimento 5 Stelle parla di emergenza democratica, qualora si dovesse arrivare alla conferma del programma condotto da Cerno. Il campo delle eventualità – secondo i principali schieramenti di opposizione – si fa sempre più labile.

“Non basta zittire Andrea Pucci: devono tappare la bocca anche a me”

Gli attacchi vertono sulla presunta certezza del fatto che Cerno avrebbe accordi precisi con la Rai. Il programma, nella fattispecie, starebbe per cominciare. Formalità che non aggrada gli oppositori e qualcuno, restando in tema di retroscena, storce il naso anche dai corridoi di Viale Mazzini. Dopo il caso Petrecca, con il Direttore di Rai Sport che si auto assegna un incarico senza informare prima il resto della redazione, l’affaire Cerno diventa ulteriore motivo di divisione.

Arriva, però, proprio la replica del Direttore Responsabile de Il Giornale: “Non basta zittire Andrea Pucci: devono tappare la bocca anche a me – scrive Cerno su X – forse perché come dicono loro sono di una lobby gay. Povera Italia”. La questione, dunque, è tutt’altro che risolta. Anche perché il Referendum sulla Giustizia, con la riforma a tenere banco, resta alle porte e Cerno, stando alle rimostranze dei principali partiti di opposizione, potrebbe fare propaganda verso un certo tipo di atteggiamenti. Rai e politica si intrecciano ancora una volta, ma in questo caso sbrogliare la matassa si conferma assai arduo.