Red Carpet – Vip al tappeto: la versione televisiva di “Tutti gli uomini del deficiente”
Red Carpet – Vip al tappeto è un programma che valorizza ulteriormente la Gialappa’s Band. Il format di Prime Video ricalca il gioco all’interno del film Tutti gli uomini del deficiente che ha reso celebre il trio (ora duo) comico anche al cinema.
Il 17 dicembre 1999 usciva Tutti gli uomini del deficiente. Il film di e con la Gialappa’s Band, diretto da Paolo Costella. Un capitolo a tratti irripetibile del cinema italiano. Il coefficiente di satira e umorismo, in quell’opera, non è quasi mai stato toccato al cinema da allora. Dopo 27 anni la situazione, in sala, è rimasta la stessa. Un mix tra teatro dell’assurdo, comicità e black humor in sala non si è più visto. La Gialappa’s Band preferisce, con tutto quel che ne deriva, proseguire con la televisione.
Tv8 li ha accolti con il GialappaShow. In questo contesto hanno una libertà, anche autorale, difficile da trovare in altri contesti. Tuttavia si concedono qualche piccola parentesi in streaming. Un esempio è Red Carpet – Vip al tappeto. Un format che Prime Video ha pensato per ampliare l’offerta comica dell’emittente: alla conduzione c’è Alessia Marcuzzi, la Gialappa’s fa da commento per animare ogni episodio.
Tutti gli uomini del deficiente
Il tipo di format ricalca la sinossi di Tutti gli uomini del deficiente che vedeva una serie di partecipanti superare prove incredibili per arrivare a conquistare la leadership. Naturalmente in palio, nel film, c’era ben altro. Il programma di Prime Video invece vede una squadra di bodyguard che deve accompagnare dei vip alla limousine senza farli uscire dal tappeto rosso.
Nel frattempo accadono cose e imprevisti talmente dirompenti da mettere in discussione l’incolumità dei personaggi famosi e dei loro colleghi, che svolgono alla perfezione il compito di guardie del corpo. Almeno ci provano. Il risultato non è solo soddisfacente: si rivela incredibilmente divertente perché la Gialappa’s Band è chiamata all’irriverenza ulteriore.
Prime Video tra ispirazione e curiosità
Il pretesto di non seguire un copione, lasciandosi trasportare da quello che accade, rende tutto più verace e a tratti imponderabile. Le risate sono sincere e anche lo scompiglio con Alessia Marcuzzi, che ha ben figurato anche nella prima edizione dello show, diventa espediente per un contenitore che si distingue in termini di originalità.
La versione italiana è inedita proprio per il commento dissacrante della Gialappa’s Band che mette il pubblico a casa in condizione di sorprendersi più per le loro battute che per quello che effettivamente accade ai personaggi coinvolti. Esattamente ciò che avveniva all’interno del film diretto da Costella, opera all’interno del quale c’era anche un pezzo originale di Elio e le Storie Tese dal titolo Presidance che vedeva coinvolti i vari membri del cast.
La nuova dimensione della Gialappa’s
In questa occasione televisiva, invece, le colonne sonore vengono meno e si lascia spazio all’umorismo più goliardico. Spesso ai limiti del consentito, ma forse è proprio questa la forza di uno show che arrivato alla seconda stagione non stanca ma accresce il desiderio di visione. La Gialappa’s Band prosegue, in termini mediatici, a fare la differenza. Un sequel di Tutti gli uomini del deficiente è da escludere, ma la versione ibrida del piccolo schermo resta ugualmente una valida alternativa.