Ballando con Le Stelle, da Kuzmina a Fialdini passando per Carlo Aloia: gli imprevisti rubano la scena al programma, come cambia la narrazione televisiva
Ballando con Le Stelle, lo show compie 20 anni e la narrazione televisiva – con il favore del tempo – è cambiata. Gli imprevisti, nell’ultimo periodo, sembrano farla da padroni. Il format si adegua con una nuova liturgia.
Ballando con Le Stelle doveva essere un concentrato di novità ed evasione al sabato sera: un sostituto d’eccezione rispetto al grande Varietà che, in passato, ha popolato Viale Mazzini. Un’idea, nata vent’anni fa, su ispirazione americana dove lo show aveva attraversato i fasti a stelle e strisce con star di un certo calibro sulla pista da ballo.
Milly Carlucci, con il supporto di Paolo Belli, negli anni ha avuto diversi volti noti che hanno accompagnato le edizioni: da Fiona May a Diego Armando Maradona, fino a Federica Pellegrini e Fabio Fognini. Sport e non solo, è sufficiente ricordare la recente performance di Renato Zero per capire che – in 20 anni – Ballando con Le Stelle è diventata una vetrina importante anche in Italia mescolando intrattenimento e attività sportiva.
Ballando con Le Stelle, com’è cambiato il programma
Il ballo è una disciplina da prendere sul serio con oneri e onori. In questo contesto, il favore del tempo, ha portato all’attenzione televisiva un altro aspetto. Quello legato agli infortuni: imprevisti che capitano anche ai migliori, ma inizialmente – all’interno del format – dovevano essere un contorno destinato a tratteggiare gli equilibri del programma. Il trascorrere delle stagioni, invece, ha finito per cambiare i piani autoriali e le scelte in merito agli stop forzati dei concorrenti in gara.

Un tempo, non troppo lontano, si passava la settimana – in attesa del sabato sera – a capire quale tipo di coreografia avrebbero messo in scena i partecipanti. Ora è tutto diverso: da quando, su RaiPlay, è possibile vedere il dietro le quinte, con i relativi allenamenti, di ogni esibizione, Ballando con Le Stelle è diventato una sorta di programma prettamente sportivo.
Dalle coreografie agli infortuni
Milly Carlucci è come il Presidente – anzi, la Presidentessa – di una squadra. Gli infortuni e le pause forzate sono all’ordine del giorno: prima della gara del sabato sera non si parla d’altro. Gioca tizio? E Caio come sta? Questo è il linguaggio di massima che accompagna il programma: le conversazioni assumono il seguente tono. Francesca Fialdini ce la farà a ballare? Carlo Aloia si ritira? Cosa ha detto alla vigilia? I ballerini illustri sono diventati come i calciatori, figure importanti chiamati a rilasciare una sorta di bollettino pubblico – veicolato dalla stampa nazionale – sulle proprie condizioni fisiche.

Leggere titoli come: “Francesca Fialdini svela se tornerà dopo l’infortunio: “Il piede è ancora gonfio”, oppure “Carlo Aloia in ospedale dopo un infortunio. Milly Carlucci: “È caduto durante gli allenamenti”, rivela appieno la deriva che sta prendendo il programma. Da sostituto eccellente del Varietà a surrogato de Il Processo al 90esimo. Per adeguarsi al cambiamento c’è persino Ivan Zazzaroni in giuria, pronto nel caso con un paginone speciale sul Corriere dello Sport riguardo le condizioni di Anastasia Kuzmina.
La componente sportiva ha preso il sopravvento
Lei, a dire il vero, qualche gatta da pelare, l’ha avuta lo scorso anno con Francesco Paolantoni. Forse proprio in quel frangente ci si è resi conto, televisivamente parlando, che Ballando con Le Stelle si era trasformato: la danzatrice si era infortunata a causa di una presa maldestra a opera del noto comico.
Terminata l’esibizione, in attesa della prossima puntata, la coppia di ballerini è stata ospite in quasi tutti i programmi del piccolo schermo – incluso Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio – per raccontare l’entità dell’infortunio con tanto di immagini riproposte ciclicamente durante l’esposizione, tra il serio e il faceto, della vicenda. Una sorta di moviola perenne con il commento aggiunto.
Il FantaBallando
Di questo passo, Foxy John sarà chiamato a commentare le esibizioni come un novello Fabio Caressa e Selvaggia Lucarelli – oltre a dare le pagelle – potremmo vederla al VAR per riguardare gli episodi dubbi. Se qualcuno ha sbagliato un passo nel momento più importante, rischia la sanzione. Mezzo punto in meno.
In quest’edizione, la Nazionale Italiana ha spesso preceduto Ballando con Le Stelle. Che sia una sorta di osmosi contagiosa quella che sta attanagliando il programma? Quando le coreografie non bastano più, si comincia a parlare del contesto e di quello che potrebbe (o non potrebbe) succedere. La nuova veste del programma, in versione “bar sport”, accarezza il cuore degli appassionati. Fino alla prossima dichiarazione destinata a confermare o ribaltare il pronostico. Ormai manca soltanto il FantaBallando e non è detto che, per il 21esimo anno del programma, Milly Carlucci non ci abbia già pensato.