Renato Zero e la Rai, da Fantastico a Ballando con Le Stelle: un legame senza tempo tra canzoni, spettacolo ed emozioni
Renato Zero sarà ballerino per una notte nella quarta puntata di Ballando Con Le Stelle. Il celebre cantautore, con la Rai, ha sempre avuto un rapporto speciale.
Viva La Rai è una delle sue canzoni più celebri, proprio perché Renato Zero – con il piccolo schermo – ha sempre avuto un duplice rapporto. Amore e odio, nel senso che il cantautore ha sempre cercato la ribalta ma rifugge dalla celebrità. Stupire sì, sparigliare le carte anche, ma senza dimenticare che il successo può essere un’arma a doppio taglio. In grado di darti ogni cosa, ma anche di farti andare fuori strada.
Zero – nello specifico – non ha mai rinunciato alla propria cifra stilistica: un istrione, oggi, ma all’epoca dei suoi esordi veniva considerato un folle. Da qui anche i suoi giochi di parole più noti, come Zerofollia e Zerolandia, ma tutta quell’eccentricità tra gli anni ’70 e ’80 veniva vista e percepita con timore. Attualmente Renato Zero è un cantautore di successo, anche molto profondo. La scalata – da sorpresa a valore aggiunto del panorama musicale italiano – però è stata molto difficile. Arrivare in vetta, da soli, è impossibile: c’è bisogno di un pubblico. Quella platea, così come alcuni palcoscenici, per molto tempo glieli ha forniti la Rai.
Renato Zero e Fantastico
La massima espressione del Fiacchini pensiero (così si chiama Zero all’anagrafe) arriva – oltre che dalle canzoni – da programmi cult come Fantastico 3 e 5. Contesti in cui Zero, accompagnato da eccellenze come Raffaella Carrà, Corrado e Gigi Sabani, riesce a mostrare tutta la sua irriverenza e potenza scenica. Non solo lustrini e paillettes, ma anche capacità e profondità artistica. Un cantautore senza filtro, nel bene e nel male, con questo la Rai dovrà farci i conti. Non sono mancati, pertanto, i problemi: inizialmente, infatti, gli autori della trasmissione erano intenzionati ad attribuirgli un ruolo rilevante, ma poi il personaggio trasgressivo e incontenibile di Zero ha intimorito i vertici di Viale Mazzini. I quali, per non correre rischi, gli diedero il compito della sigla iniziale e finale.

Uno spazio ridotto che, però, Zero si è fatto bastare. Ospite fisso delle 13 puntate del Varietà che, all’epoca, faceva il 30% di Share al sabato sera, divenne un caso grazie alla sigla Viva La Rai. Diventata poi una hit. La storia la fece una strofa di quella canzone, poi tagliata in seguito: “Paghiamo allora questo abbonamento per mantenerli in salute e in sentimento, perché oramai questo cervello avrà un padrone lo sai”. Parole che non lasciano spazio all’immaginazione.
Viva La Rai e Soldi
In tempi non sospetti Renato Zero aveva detto, in musica, che la televisione potesse avere un effetto straniante per quanto riguarda la propaganda e la manipolazione del pensiero. Concetto azzardato per i vertici di allora che cercarono, in Rai, di contenere il ciclone Fiacchini. Ci riuscirono in parte. Infatti anche la sigla finale “Soldi” – che faceva riferimento alla Lotteria Italia, contesto a cui era abbinato Fantastico – non era poi tanto innocua.
Ormai, però, la popolarità di Zero era cresciuta a dismisura: i suoi outfit, tutti fatti a mano, abbinati a quelle canzoni (politicamente scorrette per l’epoca), fecero la differenza. La Rai dovete arrendersi all’appeal dell’artista che iniziava a prenderci gusto. Quest’etichetta di ribelle gli si addiceva e – anche grazie agli anni di Fantastico – diede vita al doppio album “Via Tagliamento”. Ogni sera, al Varietà, cantava i brani migliori del disco.
Tutti gli Zeri del Mondo
Da Fantastico si è arrivati a Uno, Due, Tre…Rai nei primi anni Novanta fino al DopoFestival del 1994. È seguita una piccola grande parentesi a Mediaset – Fininvest era riuscita ad averlo – con Un Disco per L’Estate nel 1997-1998. Poi di nuovo Rai con gli esperimenti televisivamente più riusciti: “Una sera di Dicembre” su Rai3 e Tutti Gli Zeri del Mondo su Rai1. Quest’ultima trasmissione, nel 2000, diede vita proprio al mondo Zero nella sua interezza. Uno spettacolo che permise al cantautore di esprimere appieno quello che aveva dentro con canzoni e ospiti importanti. Un programma a sua immagine e somiglianza.

Dall’inizio del nuovo millennio Zero cambia atteggiamento: il rapporto con la televisione, in generale, è meno conflittuale e viene chiamato senza esitazione. Rai, Mediaset e Sky (celebri le apparizioni con Fiorello). Renato Zero accetta e promuove la propria arte, fatta anche di concerti che il piccolo schermo si affretta a ritrasmettere. Inclusi quei compleanni in musica che il cantautore ha voluto celebrare con amici più o meno noti. L’ultimo proprio ZeroSettanta, in cui Fiacchini tira le somme di una carriera ancora in divenire.
Ballando Con Le Stelle
Siamo, quindi, al passato recente: Zero è ormai un riferimento per tutti. Parla senza timore e con la consapevolezza di una maturità raggiunta e un successo granitico. Ospite da chiunque, si permette anche il lusso (solo per un anno) di fare il giudice ad Amici di Maria De Filippi. Era il 2015. Poi ancora in Rai, dove appare ospite a Domenica In e all’interno di spettacoli particolarmente noti. Le collaborazioni con Panariello sono ancora sotto gli occhi di tutti.
Arriva, dunque, il momento di Ballando Con Le Stelle: Renato Zero deve presentare il suo ultimo lavoro musicale. Un nuovo album L’Ora Zero intriso di avanguardia musicale e sperimentazione. Milly Carlucci lo chiama a fare il ballerino per una notte: lui accetta di buon grado. Nessuno pensava fosse possibile. Invece Zero c’è. Perchè il legame con la Rai, nonostante tutto, è senza tempo e muoversi sulla pista da ballo – anche se soltanto per una notte sola – sarà come tornare indietro nella memoria collettiva. Proprio agli anni di Fantastico dove c’era tutta la voglia di emergere, ma anche i conflitti (emotivi e non solo) di un artista in erba.
Nella partecipazione al programma di Milly Carlucci c’è anche la voglia di riscatto (televisiva) con un passato denso e frammentato che non torna più. Il presente, però, può avere ancora molteplici emozioni. Basta saper cantare e ballare, la musica – come di consueto – la porta Renato Zero. Il resto si vedrà, al prossimo 18 ottobre manca sempre meno.