La satira come strumento di critica e rivoluzione: Crozza contro il genocidio a Gaza tra parodie e riflessioni
Maurizio Crozza torna sul Nove e dimostra come la satira può essere strumento di rivoluzione. Il comico si oppone al genocidio a Gaza con parodie e riflessioni profonde. Il nuovo taglio di Fratelli di Crozza.
Maurizio Crozza è una boccata d’ossigeno. Sul Nove torna la sua trasmissione Fratelli di Crozza e, per una volta, le analisi televisive coincidono su un punto. La satira è vita: andare contro l’ordine costituito, stimolare riflessioni, punzecchiare i potenti grazie al potere dell’ironia e della provocazione resta forse l’unica cosa possibile da fare in un periodo storico e sociale in cui trionfano, purtroppo, le armi. La guerra impazza – tra Palestina e Ucraina – fuori dagli schermi televisivi.
La tv, quando è possibile, dev’essere uno strumento di connessione tra quello che succede fuori e le case di ciascuno degli spettatori interessati. Per questo Crozza, davanti a tante tragedie, non ce la fa a restare impassibile. È un comico, anzi: un satiro, dalla coscienza profonda e lo ha dimostrato sin dai tempi di Avanzi. Ha sempre pagato tutto, nel bene o nel male, in prima persona: dagli esordi al successo, fino alla crisi personale e professionale con i fischi qualche anno fa sul palco dell’Ariston.
Maurizio Crozza e il potere della satira
In tutti questi momenti, però, non ha mai cambiato il proprio modo di porsi. La satira, le battute, la provocazione ragionata. Tutto questo era (e resta) la sua cifra stilistica. Se l’è portata dietro anche alla Nove, dove ormai con Fratelli di Crozza è un veterano, celebre la sua battuta: “Sono approdato in Warner Bros quando ancora, in Italia, non la conosceva nessuno. Adesso è come Lampedusa, sbarcano tutti qui”.

Il riferimento è ai tagli netti, con illustri addii, compiuti dalla Rai in questi anni che hanno costretto molti volti noti del piccolo schermo a migrare verso la Nove. Si veda Amadeus, Fazio, Giannini, forse anche Mara Venier. Crozza, come quasi sempre, a suon di risate ci aveva visto lungo.
Restando in tema di visione, la lungimiranza di Crozza – nella nuova edizione del suo programma di punta – è quella di capire gli equilibri della politica e della cultura italiana prima ancora che cambino. Il suo personale termometro sono le imitazioni, la sua benzina i monologhi che scrive con la collaborazione di Andrea Zalone.
Il nuovo taglio di Fratelli di Crozza
Attualità, per Fratelli di Crozza, vuol dire anche consapevolezza: il tema più gettonato, in questo periodo storico, sono le guerre? Crozza, a modo suo, parla di guerra e di come sia importante trovare la pace. Si nega, talvolta, il genocidio a Gaza? Crozza ci fa una parodia, tra i video più cliccati su YouTube infatti c’è la sua imitazione di Sechi, Mentana e Mieli – resi dal comico come tre negazionisti inappuntabili – che ha subito fatto discutere.
Il comico, però, ha questo vantaggio: il lusso (e la responsabilità) di far discutere chiunque perchè la satira è libera e il diritto di satira deve continuare a scandire i tempi. Questi e quelli futuri. Infatti Crozza non si scaglia solo contro un tipo di persone, se la prende con chiunque. Senza fare sconti a nessuno. Politici, manager, giornalisti. Tutti imitati e messi in riga da riflessioni pungenti e imitazioni al limite del maniacale.
Netanyahu e Chaplin
Il satiro genovese non ha paura di provocare, infatti – con classe e rispetto per la tragedia che sta avvenendo a Gaza – ha imitato anche un Primo Ministro come Netanyahu. Formalmente accusato di corruzione, frode e abuso d’ufficio fino alle imputazioni più recenti – per mano della Corte Penale Internazionale – di crimini di guerra contro l’umanità. Crozza lo imita prendendo a modello un’altra maschera iconica: Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin. Ogni riferimento è puramente voluto.
Crozza ha dimostrato che una risata (amara) seppellirà davvero tutti, perchè – citando Roger Rabbit – spesso è l’unica arma che ci rimane. La satira è ossigeno perché dimostra quanto, nonostante tutto, siamo ancora vivi. Presenti per far sentire la nostra voce. La satira non deve educare, ma scuotere le coscienze. Questo Maurizio Crozza l’ha capito molto bene, al punto da inserire nel titolo della sua trasmissione Fratelli. Come a voler dire che chiunque, in qualche modo, è chiamato a esprimersi. Perché ci sono alcuni casi, anche quando si ride e si riflette, che è davvero impossibile restare in silenzio.