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La Sposa Perfetta, stroncata ma in attesa di conferme

Pubblicato: 06 apr 2007 da Lord Lucas

sposa perfetta logoSe La sposa perfetta si è già meritata ua stroncatura impietosa da Natalia Aspesi non ha che da guadagnarci.
L’apertura odierna degli Spettacoli di Repubblica lascia sorpresi, con quel sadismo da reality misto a curiosità fenomenologica di noi telemaniaci, del notevole interessamento riservato al prodotto.
D’altronde, vedere una giornalista di livello come la suddetta cimentarsi con la critica di un programma di Raidue, per di più di scarse pretese, implica già un’istanza di bilancio, per di più talmente circostanziata da non lasciare indifferenti.
L’Aspesi condanna La sposa perfetta come esperimento di televisione malsano e retrogrado, che riporta l’Italia indietro di cinquant’anni azzerando i cambiamenti avvenuti nella società:

“Il paese delle suocere televisive pare uscito dalle vignette dell’epoca fascista. Se pure si tratta di un gioco per le masse bonaccione, si può dire senza esporsi al ludibrio generale che forse la televisione di Stato sta esagerando nel non porre limiti alla spazzatura, alla maleducazione, alle menzogne, all´inciviltà?”.

Che una forma di puro intrattenimento si esponesse a critiche di ordine etico, aprendosi a risvolti socio-antropologici, era ancora una volta da mettere in conto.
Ma, appunto, dovrebbe far piacere alla coppia più defilata dello star system, la stagista Robertina e il maggiordomo Cadeo, godere di quell’eco mediatica che ha fatto la fortuna de La pupa e il secchione.
In fondo, avrebbero diversi elementi dalla loro per difendersi a spada tratta dall’accusa di tv trash. Innanzitutto la cura dei particolari scenici. Quel che più ha colpito della prima puntata, infatti, è un abile accostamento di dettagli grafici e sonori che ha conferito subito un’identità credibile al format (rigorosamente di importazione).
Come fa notare l’autore del blog Chissenefrega, il rituale della scalinata ha portato con sè quell’aura dal sapore in bianco e nero delle pubblicità dei detersivi, che hanno fatto la storia della televisione oltre a diventare motivo di ispirazione per il film Pleasantville.


In più hanno colpito nel segno la sigla di atmosfera, Love and Marriage di Frank Sinatra che è di suo un elegante biglietto da visita, il logo, che trasuda il fascino stilistico del retrò, fino al titolo, da cui poter evincere sin dai presupposti un’impronta romanzesco-fiabesca.
Che sia o no un reality per educande, che assolve al ruolo del ballo delle debuttanti di una volta, in tv si respira dopo tanto tempo un’aria immacolata e non importa se intrisa o meno di perbenismo. Il monito, quantomeno, è di riscoprire la femminilità, le buone maniere al momento delle presentazioni, il valore del corteggiamento.
Viene da pensare, tuttavia, che dopo una partenza dignitosa il destino televisivo dell’alchimia suocera-nuora non si rivelerà troppo (con)vincente. La striscia quotidiana, che ha riportato al debutto una percentuale di share decisamente esigua, denuncia sin dall’inizio una povertà di appeal, in termini visivi prima ancora che narrativi. I colori cupi della location e le riprese un po’ dispersive rendono tutto troppo amatoriale e poco interattivo agli occhi del telespettatore, già annoiato di suo dalla ripetitività delle reclusioni spiate.
Se il filo conduttore, dunque, resta appetibile perchè cattura la morbosità delle mamme chioccie come l’illusorietà dei ragazzi-bene, tutti accomunati dal sogno italico e provinciale della famiglia felice, c’è il rischio che al programma manchi una solida e coerente tenuta registica.
Ora la conduzione sobria e di un garbato fuori moda riporta alla mente il filone sentimentaloide dei giochi delle coppie, puntando sull’amarcord nostalgica per non esporsi alle lusinghe del cattivo gusto.
Ora gli interventi beceri di qualcuno degli scapoloni, i loro approcci decisamente smaliziati e la complicità delle mamme in materia di confidenze sessuali lo priva all’improvviso di quella purezza che ne poteva fare un’incantevole commedia a soggetto.
Non è facile detenere le sorti di una trasmissione così prodiga di chiavi di lettura, che tiene in serbo la carta del reality becero come quella dell’ironia arguta di austeniana memoria.
C’è molto del conflitto tra orgoglio e pregiudizio negli spunti che figliuole in età da marito offrono allo spettatore. Ma poi, se uno ci pensa, tirare in ballo modelli letterari diventa quasi pretestuoso.
Perchè di divertissement si tratta e basta davvero poco, a partire dalla maldestra inermità dei conduttori, per bruciare tutto.

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Picchiatello

    Picchiatello

    06 apr 2007 - 22:56 - #1
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    Bravo Lord non e’ facile fare un post su tal programma.
    A mio avviso la produzione ha lasciato aperto alcune “porte” sul programma , per indirizzare a seconda dei gusti del telespettatore-ice il proseguio del stesso, e la scelta di due presentatori “insipidi” (se mi consentite l’ardito aggettivo visto in veste televisiva) parrebbe confermare questa mia piccola convinzione.
    E’ un azzardo perche’ potrebbe venire il solito “minestrone” dove ci sono mille sapori ma che non faccia gola a nessuno.
    Non e’ sicuramente una trasmissione soft ( ne Tuo post lord mi hai fatto ricordare le mitiche puntate di Love Boat), non e’ sicuramente una trasmissione trash…..ci so no i “fighetti” di turno le “bellone” di turno, le “suocere” di turno (manca fose solo un copione lineare). Traghetterà forse piu’ velocemente la gestione Raidue Marano a quella di Minoli ?

  • Profilo di Chissenefrega

    Chissenefrega

    07 apr 2007 - 00:44 - #2
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    @Lord Lucas: innanzitutto ti ringrazio molto per la citazione, ne sono davvero onorato.

    La critica della Aspesi è eccessiva, secondo me. A parte questo, concordo sul fatto che il daytime ha una realizzazione un po’ amatoriale ed il tentativo di emulazione dello stile “desperate housewivesiano” (con la voce narrante e quant’altro) risulta un po’ fiacco.
    Manca una personalità ben definita, come giustamente osservato, sembra che vogliano tenersi tutte le porte aperte per poter cambiare rotta, in caso di necessità. Gli elementi per una svolta comedy/trash non mancherebbero, ma dubito che ciò accadrà. Personalmente aspetto la seconda puntata, consapevole che il giudizio sarà inquinato da quello che ho visto finora nel daytime.

  • Profilo di diabolik

    diabolik

    07 apr 2007 - 06:53 - #3
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    ma… non ho ancora visto la striscia, però la prima puntata mi è paciuta molto!!!a parte la lanfranchi che è insignificante!!!

  • carmen

    07 apr 2007 - 10:59 - #4
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    Non ho visto la striscia ma la puntata sì e mi è piaciuta molto.

  • Profilo di Nonsonodante

    Nonsonodante

    07 apr 2007 - 12:57 - #5
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    In effetti potrebbe essere una declinazione perbene de “La Pupa e il Secchione”: ragazze educate, suocere acidissime, ragazzotti da mettere sulla buona strada. Mi ha colpito molto, a questo proposito, il modo con il quale la Lanfranchi ha chiamato le ragazze: “in età da marito”…Da quanto tempo non sentivamo più un’espressione del genere? Il rischio del ritorno al passato c’è, ma secondo me, se giocate le carte giuste dell’intrattenimento, dell’autoironia e del ritmo,l’atmosfera retrò può solo essere affascinante agli occhi dello spettatore…

  • Francinette 22

    07 apr 2007 - 13:49 - #6
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    specifica bene: “una giornalista di livello” molto basso aggiungerei, che farebbe bene ad andarsene in pensione visto che non riesce a tenere neanche gli occhi aperti! è assurdo che la critica della tv di oggi venga affidata ad una matusalemme come la aspesi!

    “Il paese delle suocere televisive pare uscito dalle vignette dell’epoca fascista”

    brutta vecchiaccia aspesi, sappiamo benissimo che lei è una comunistaccia di m… ma dovrebbe vergognarsi molto dell’attuale epoca comunista della televisione, con politici comunisti in tv a tutte le ore che sfruttano anche in question time per stare in tv durante le ore di pranzo!

    “la televisione di Stato sta esagerando nel non porre limiti alla spazzatura, alla maleducazione, alle menzogne, all´inciviltà?”

    su questo sono daccordo, basti pensare a tutta la feccia che si è riversata in tv da quando i suoi compagni si sono inchiodati alle sedie del potere.

  • MACCHIABIANCA

    07 apr 2007 - 13:54 - #7
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    @Francinette 22: concordo con te al 100% e aggiungerei

    “la televisione di Stato sta esagerando nel non porre limiti alla spazzatura, alla maleducazione, alle menzogne, all´inciviltà?”

    sì, basti pensare al tg1 talebano di quello sgorbio sfigurato di riotta.

  • Profilo di ILPOLEMICO

    ILPOLEMICO

    07 apr 2007 - 15:18 - #8
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    Il programma è carino, un pò di rodaggio e sarà fantastico.
    Le critiche sono tutte fesserie, se i programmi d’intrattenimento sono fatti bene, ci deve essere spazio anche in rai, e per chi nn se ne fosse accorto è una tv che compete con sky mediaset, la7… Questi programmi, in un contesto come questo, servono.

  • Tanias

    07 apr 2007 - 18:45 - #9
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    Fantastico??? Certo.Metti 5 bambocci,viziati, farfalloni e succubi di madri arpie e cn la mentalità ferma al paleolitico. Condisci il tutto cn 10 sgallettate ke x un po di visibilità sn pronte anke a dire di essere la reincarnazione di madre teresa e cn le doti culinarie di suor germana…

    X non parlare di Cadeo…NO COMMENT

  • Profilo di mar.com17

    mar.com17

    07 apr 2007 - 19:09 - #10
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    Trovo questo reality il meglio riuscito della stagione…riflettiamo…la qualità non può essere sempre e solo una questione di contenuti ma anche di forma e sotto questo profilo “La sposa è davvero perfetta”! Poi ci si lamenta che nn ci sn idee…qui ce n’è una chiara e semplice ( la buona base di un reality che per sua natura è un racconto semplice deve essere proprio un’idea essenziale ed elementare: è la curiosità per il gf; è la sopravvivenza per l’isola…): trovare una ragazza che metta d’accordo figlio e mamma, tutto ruota sinergicamente intorno a questa flebile ma credibile pretesa ( mi spigate dove sta la credibilità delle pretese di un due tre stalla!) Il racconto di quest’avventura utilizza elementi di stile particolari ed innovativi che hanno già contraddistinto in positivo il kick-off, per esempio la presentazione delle mamme in 30 istantanee…altro che video schede viste e straviste! e ancora… una grafica azzeccata, l’utilizzo dei temi musicali in modo originale alternativo e continuo…e ancora una regia sempre pronta e narrativamente coerente…e ancora consideriamo che la prima puntata era registrata esattamente come la prima di ” un due tre stalla” eppure a differenza di quest’ultimo quasi non ce se ne accorgeva proprio x’ c’era una continuità narrativa quasi da documentario! Una giuria “intelligente ed irriverente” che riusciva a catturare le curiosità del pubblico e puntare un occhio sull’attualità! I presenatatori eccezionali…l’eleganza algida senza sbavature della Lanfranchi e l’ironia di un redivivo Cadeo! credo che l’insucesso sia dovuto solo ad un cattivo mal orchestrato battage pubblicitario, ai pregiudizi intorno ai conduttori e alla moda di dire ” il reality è morto”! La striscia quotidiana non delude affatto…l’idea della narrazione fuori campo è sicuramente una novità per i reality trasmessi in chiaro! L’ambientazione è perfetta ( il gf se la sogna una casa così) esalatata dalle inquadrature ancora una volta mirate! Trovo ci sia una attenzione ai particolari perfino maniacale c’è RIELABORAZIONE dei contenuti rispetto al daily degli altri reality così selvaggi.

  • […] Che, in piena crisi del reality, La sposa perfetta destasse un tal polverone sin dall’esordio non se la aspettava proprio nessuno. Stroncatura dell’Aspesi a parte, che non poteva passar inosservata a tutta pagina su Repubblica, la mobilitazione critica scatenata dal comedy show in questione sa di… surreale. Nel mirino di di contestazioni e polemiche ci è finita anche la giornalista Maria Giovanna Maglie, coinvolta dalla produzione in qualità di opinionista della giuria. Questa la sua replica a tono alla collega su citata inviata al direttore de Il Giornale Belpietro: […]

  • Clioe

    09 apr 2007 - 10:52 - #12
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    Se questo reality è tanto bello perché ha fatto solo il 3% di share e pare che la seconda puntata non ci sarà?

  • Profilo di Heinz

    Heinz

    10 apr 2007 - 07:38 - #13
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    Io, che ho visto sia la prima puntata serale che qualche striscia quotidiana, condivido in pieno le critiche “sociologistiche” della Aspesi: questo reality porta sulla scena modelli altamente retrogradi e svilenti per la donna, scelta in base ad aspettative che la vogliono utilizzabile come bambola sessuale e istruibile come amministratrice del focolare domestico, una cosa incredibile e allucinante nell’Italia del 2007.

  • Alexis

    11 apr 2007 - 17:42 - #14
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    Confesso che il mio campo di interesse culturale extra-professionale è più la politica che non la televisione ed i suoi riflessi sociologici, ma appunto per questo non posso che constatare la giustezza di alcune mie vecchie idee dopo aver assistito allo spettacolo inverecondo della aggressione furibonda a suon di insulti e (cio è rivelatore) di invocazioni di censura - persino ministeriale - subita da un reality show (che certo non sarà più becero di altri spettacoli consimili), reo di offendere la sensibilità dei guardiani maneschi del politically correct, i detentori della scienza infusa del buono e del bello, sempre lì ad indicare al gregge la via delle maginifiche sorti e progressive.
    Come liberale di - seppur parziale - matrice libertaria (o meglio “libertarian”) non mi interessa certo difendere la sostanza di presunti valori tradizionali ( o più verosimilmente, la loro parodia) che sarebbero asseritamente veicolati da tale programma, ma piuttosto evidenziare ancora una volta - anche nella piccole cose - la estrema pericolosità per la libertà individuale di questa specie di teologia piagnucolosa e violenta e del suo totalitarismo pedagogico (la lezione, in un ambito contiguo, del femminismo “libertario” di Wendy McElroy contro le vestali del femminismo di “genere” bigotto e progressista, anzi bigotto proprio in quanto progressista, rimane preziosa), carichi di odio liberticida per chiunque osi sottrarsi (anche per finta) ai modelli imposti grazie a strumenti spesso dotati della massima capacità coercitiva, tra cui spicca il Welfare State, che spezzando irrimediabimente il nesso tra libertà e responsabilità offre formidabili incentivi economici a stili di vita alternativi o trasgressivi, condotti però a spese altrui (il mio non è un giudizo di valore su tali comportamenti ma una critica sulla distorsione delle libere scelte imposta da tali politiche, che poi trovano nelle scuole pubbliche e nel mondo della cultura una puntuale apologia ideologica che arriva a forme di ostracismo derisorio o censorio di qualsiasi alternativa “pedagogica” ispirata a valori tradizionali, non importa quanto falsa o sbrindellata, persino se limitata al tubo catodico). Tale apparato ideologico, rappresentato dal progressismo politico sinistrorso, ha consolidato il suo potere anche corporativo in particolare nella stampa, divenuta ormai uno dei suoi santuari, e da tale casamatta sorveglia occhiutamente tutta la vita (sub)culturale dell’Italietta. Non a caso un pensatore libertario, grande seppur controverso, come Murray N. Rothbard individuava la più grave minaccia alla libertà individuale dei nostri tempi non nei patetici (e sbagliatissimi) tentativi del conservatorismo politico di ostacolare disperatamente la devastazione sociale usando gli stessi mezzi del suo avversario (la coercizione statuale e arnesi connessi: invero l’infernale macchina del Leviatano, almeno in questo campo, fa solo danni, a prescindere dalla bontà dei fini del suo manovratore) , ma, piuttosto, mostrava di temere assai di più, per il destino della libertà, questa sorta di allucinato Esercito della Salvezza, detentore della freccia del progresso e perciò disposto con qualsiasi mezzo ad incenerire i propri avversari, secondo la migliore tradizione giacobina, mosso com’è addirittura dalla suprema ambizione di plasmare la società (costruttivismo). Ed è appena il caso di ricordare che non c’è bisogno di condividere tutti i valori di un Vandeano per difenderlo dalla protervia (e dalle manganellate, se non dalle cannonate) dei giacobini.

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    […] Spose perfette e suocere esecrabili Postato in La sposa perfetta, Roberta Lanfranchi, Cesare Cadeo, Trasmissioni, Reality, Televisione, Personaggi, TV di chissenefrega sul Aprile 11th, 2007 Prima di tutto mi sento in dovere di ringraziare pubblicamente Lord Lucas (il Gigi Vesigna della Blogosfera) per il suo outing in cui si è dichiarato fan di Chissenefrega, e per l’ inaspettato trofeo elargito dalle pagine di TvBlog, il più autorevole blog che parla di televisione: mi sento un po’ come un chierichetto cha ha avuto un’esperienza mistica. […]

  • […] “Le prime due puntate avavevano offerto alcuni buoni spunti di confronto tra culture… C’era speranza che perfino le ragazze avrebbero cominciato a differenziarsi, e che… sarebbe emersa qualcuna con una stora più individuale e un abbozzo di personalità. Poi è accaduta la catastrofe, perchè sia la Endemol che Mediaset hanno interpretato come catastrofe la perdita di quattro punti di share. Il programma ha cambiato fisionomia, è diventato un talk-game… La D’Urso, in affanno, ha dovuto spiegare che il cambiamento è avvenuto per ragioni interne alla vita della fattoria. Non ci credeva neanche lei a quello che stava dicendo, si vedeva chiaramente. Gli autori si sono trovati prigionieri di un cast messo insieme per altri scopi, e nella necessità di utilizzarlo contropelo”. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Dunque, il reality non esiste più per un equivoco di fondo, che vede gli investitori premere sull’acceleratore perchè abbagliati dai fasti di una volta. E invece i grandi ascolti non possono essere più garantiti, a causa dell’iterazione esasperata di meccanismi triti e ritriti, che hanno dimezzato il pubblico di questi programmi fidelizzando soltanto i telemaniaci più incalliti e non più la larga platea generalista. Dunque si opta per la formula del comedy show, del comedy game, del reality-comedy eccetera eccetera, una serie di mistificazioni che, anzichè consentire realmente un’evoluzione del genere, ne hanno sancito il definitivo trapasso. La morte del reality come prodotto televisivo globale è avvenuta con La Pupa e il secchione che, meriti fenomenologici a parte, ha avuto degli ascolti di nicchia, relativi a un certo target e agli obiettivi di una rete giovanile. Da allora, è stato tutto un susseguirsi di Spose Perfette e Vallette-contadine che hanno confermato la riduzione del bacino di utenza e unaa deviazione del raggio di azione. Dei reality si continua e si continuerà a parlare per una predisposizione al dissenso alimentata dal genere, ma i discorsi critici non potranno che stridere con le nuove trasmissioni erroneamente ascrivibili al settore. Non a caso, prosegue Siti, […]

  • ledea80

    09 mag 2007 - 22:06 - #17
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    Volevo comunicarvi che di recente ho creato un blog su Vittorio:

    http://www.vittoriomartire.splinder.com/

    ledea80

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