Papa Francesco non approva le fiction su di lui in lavorazione

Papa Francesco, parlando con Ettore e Luca Bernabei della Lux Vide, ha apprezzato le loro produzioni, ma ha detto che non gradisce l'idea che possa essere realizzata una fiction su di lui

Papa Francesco

Un incontro con attori e registi provenienti da tutto il mondo, con al centro il tema dei mass media e del loro utilizzo verso il grande pubblico: è questo il prossimo obiettivo di Papa Francesco, da poco eletto "uomo dell'anno" da "Time" e che vuole continuare nella sua opera di diffusione di un messaggio di pace e serenità.

L'idea è arrivata venerdì scorso, quando il Papa ha avuto occasione di parlare con Ettore Bernabei, presidente onorario della Lux Vide, e suo figlio Luca, amministratore delegato della casa di produzione. Il Papa, stando a quanto ha detto Luca al "Corriere della Sera", era molto interessato alla storia della Lux Vide, società che nel corso degli anni si è specializzata nella realizzazione di fiction adatte a tutta la famiglia e dal contenuto sempre vicino a temi etici, come "Don Matteo", "Che Dio ci aiuti", ma anche la recente "Anna Karenina".

In particolare, nell'assistere ad un filmato dei film-tv prodotti dalla casa di produzione, Papa Francesco si è soffermato su "Preferisco il Paradiso", la fiction dedicata a San Filippo Neri con Gigi Proietti, che il Pontefice ha apprezzato per il suo messaggio:

"E' importante per i cristiani essere portatori di gioia. Perchè la tristezza significa lontananza dallo Spirito Santo ed impossibilità di rendere attraente il messaggio di Cristo per altri uomini. Bisogna perseverare in un lavoro che mostri all'uomo la bellezza che è specchio di Dio".

Il Papa non è nuovo al mondo della comunicazione. Quando era a Buonos Aires, vicino alla sede arcivescovile c'erano gli studi della tv della curia ed ha spesso avuto a che fare con personaggi dello spettacolo. Questi, inizialmente diffidenti e credendo che Bergoglio volesse fare con loro un'opera di evangelizzazione, poi si aprivano con lui capendo che c'era "amore ed interesse verso la persona".

Questo non significa che Papa Francesco approvi in tutto e per tutto i mass media. Il Papa, nell'incontro con Ettore e Luca Bernabei, si è detto preoccupato per quello che la televisione manda in onda, senza fare nomi e parlare di programmi. Il Pontefice ha mostrato anche qualche preoccupazione su internet e la comunicazione che ha definito "viralizzata".

Bene, quindi, che ci siano fiction come quelle prodotte dalla Lux Vide, che permettono al pubblico di assistere ad un prodotto che possa far riflettere. Il Papa ha gradito il fatto che la casa di produzione stia lavorando ad una fiction su Sant'Ignazio di Loyola:

"Bisogna rimuovere quella patina di uomo inquisitore mentre invece sant'Ignazio fu un credente di grande spirito, pietà, e di enorme modernità che fu capace di costruire un esercito di sacerdoti colti e formati che nei secoli è sempre stato al fianco della Chiesa".

Se c'è qualcosa che, invece, il Papa proprio non gradisce, è la possibilità che sia realizzata una fiction su di lui. Bergoglio sa che in tutto il mondo, forte anche dell'enorme popolarità che ha acquisito dalla sua elezione, produttori ed autori stanno lavorando a progetti dedicati alla sua vita. In Italia, Pietro Valsecchi della Taodue ha espresso la volontà di girare un film-tv, con l'ipotesi di Antonio Banderas nei panni di Bergoglio, mentre la Lux Vide ha ricevuto diverse offerte per lavorare ad una fiction sui suoi anni in Argentina. Su questo, però, il Papa è chiaro: nessuna fiction su di lui è gradita.

Uno stop che, però, non impedirà a chi vorrà realizzare film e fiction sulla sua vita di proseguire nelle loro intenzioni. Chi lo farà, però, non potrà avere il consenso del Papa. Meglio, allora, lasciare che solo Crozza gli faccia fare qualche risata.

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