# Widg - La prima serata che finisce all'1 - Perdono tutti: qualità e telespettatori

Italia'S Got Talent vs. Ballando con le stelle

Ieri, per l'Auditel, qualcuno ha vinto e qualcuno ha perso. Ma se ci pensate bene, il fatto è che hanno perso tutti. Tutti i telespettatori, ma anche tutti quelli che la tv la fanno. Perché, per mere ragioni di ascolti - non si dica che ce ne fossero di narrative, per carità - ci siamo ritrovati a vedere due prime serate su RaiUno e Canale5 terminate più o meno all'1 di notte. E non temete: questa osservazione non ha nulla a che vedere con il tifo per un programma o per l'altro, ma è un'osservazione molto più ampia.

Del resto, lo diceva l'artefice stessa dei successi del sabato di Canale5, Maria De Filippi: «Sarei felice che il prime time durasse fino alle 23.15. Se Rai e Mediaset si mettessero d’accordo, ne guadagnerebbe anche la qualità». Ma quando tutti auspicano accordi, poi non arrivano mai.

Da una parte si può dire: be', c'erano 24 concorrenti da far esibire. Dall'altra: c'è il meccanismo dei ripescaggi, del tesoretto e compagnia bella da portare avanti. Sì, certo. Ma non sono cose che ha ordinato il medico. Sono decisioni prese a tavolino. Dalla rete che decide il palinsesto e la messa in onda e poi, di conseguenza, da chi si occupa dei programmi. Che deve riempire il calderone di una scaletta infinita con buchi e tempi morti o improvvise velocizzazioni (è successo a Italia's Got Talent, con una Belen e un Annichiarico per nulla ingrado di riempire i buchi o di tirare avanti in fretta con eleganza, ma è solo un esempio), oppure addirittura interrompere un'esibizione per andare in pubblicità inseguendo i neri dell'avversario (è successo ieri a Ballando - ma è solo un esempio anche questo - con Lucrezia Lante Della Rovere che aveva già eseguito una "sexy" introduzione alla sua performance ed è stata raggiunta da Milly Carlucci anziché dal suo compagno di ballo, per lanciare la pubblicità)

Qualcuno pensa, forse, che la prima serata che si trascina fino all'una di notte faccia bene alla qualità?


Di chi è la colpa? Delle reti? Degli autori? Delle produzioni? Di tutti e di nessuno? O forse di un meccanismo che, pur di "pompare" lo share e diminuire i costi - con scarsa lungimiranza da parte del sistema-tv, perché l'auspicata reintroduzione di una seconda serata decente, oltre a far bene alla qualità, aprirebbe anche nuove nicchie di mercato - è disposto a lasciare che le prime serate si trascinino stancamente e ossessivamente a orari da licantropi.

La discussione nel merito si svolge anche su Twitter, attraverso l'hashtag #WIDG, sulla pagina Facebook di WIDG - La tv che vorrei e sull'apposito Storify, dove vengono raccolti anche i commenti "social" degli addetti ai lavori (e non solo).

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