Ricchi di energia: il Piccolo Principe conduce "davvero"?

emanuele ricchi energia

    (PIU' DI) UNA DOMANDA SORGE SPONTANEA: Perché un quiz che fa divulgazione ha una grafica così illeggibile? E perché le domande sono chilometriche?

Finora, tutte le volte in cui Emanuele Filiberto si era imbucato in un programma, era riuscito a non condurlo davvero. A Ballando concorreva e, se l'ha vinto, lo deve solo a tutte le copertine di Di Più. La sua partecipazione a Sanremo è servita solo all'Arena di Giletti per dedicarvi puntate su puntate finto-polemiche. Da I Raccomandati a Ciak, si canta ha fatto il valletto di Pupo, che nella serata di Padre Pio lo ha rifilato ancora a Giletti (dall'anno prossimo la strana coppia si scoppia per evitare di compromettere definitivamente la popolarità del cantante).

Per questo era doveroso sintonizzarsi oggi pomeriggio alle 17.10 su RaiDue. Il quiz Ricchi di energia, rimandato da settimane, è un inquietante programma realizzato esternamente alla Rai, come ci ha rivelato lo stesso patron della Ldm (che è poi l'unica casa di produzione che fa lavorare il Principe). Tra il fatto che ci sia il Ministero di mezzo e sia stato fortemente voluto dal Gestore dei Servizi Energici, la sperimentazione estiva qui non c'entra proprio nulla.

Eppure diverte che il Principe abbia scelto un programma simile per debuttare come conduttore a tutti gli effetti: almeno pubblico e piani alti hanno avuto la conferma delle sue "vere" capacità. Di Savoia jr ha deciso di proporsi in versione Piccolo Principe, con un'immagine casual e un quiz divulgativo che ti riporta indietro di almeno quindici anni (tanto valeva tenersi Il Duello di Jocelyn). Riesce a essere persino più dipendente dal gobbo di Massimiliano Ossini, attorniato da un pubblico spento che fa tanto "relitto" della tv dei ragazzi. La valletta Debora Salvalaggio interviene in collegamento e si materializza al centro studio solo durante i titoli di coda, per fare gli onori di casa della serie "una gnocca vale l'altra".

Ricchi di energia
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Lo studio vede schierate due squadre e, per aggiudicarsi il turno di risposta, le biciclette prendono il posto delle pulsantiere (la mission è quella di sensibilizzare al risparmio energetico). Per quanto il Principe finga trasporto verso la gara muovendosi scalmanato tra i concorrenti (ma l'affanno tradisce anche i suoi limiti di età), viene subito tagliato perché la parte più istituzionale incombe. Una lunga sequela di domande richiama pedantemente temi di stretta attualità, come il fotovoltaico e l'energia eolica, con una precisa voglia di far crollare l'ascolto (che era un po' l'obiettivo dello stesso Cuore di Mamma targato altrettanto Ldm).

Programmi come Ricchi di energia non devono piacere al grande pubblico, perché poi ci si accorgerebbe che esistono e qualcuno potrebbe reagire. Nessuna intervista promozionale sui settimanali per lo stesso conduttore, che in compenso fa annunciare il suo imminente approdo a Miss Italia come maggiordomo della Carlucci (i damerini, si sa, fanno pendant con il suo stile cerimonioso).

E intanto Emanuele Filiberto Di Savoia continua a essere impostato, impalato, stentato, inadeguato. E, nonostante tutto, ad andare avanti e dietro in tv, perché quando hai un nome così chi ti ferma più.

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