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Zona Bianca, lite Gasparri-Borgonovo: “Sei un cacadubbi, hai un contratto per dire certe cose”

Zona Bianca, lite tra Gasparri e Borgonovo: “Sei contro i vaccini, vuoi che la gente muoia per poi fare la critica”. Il giornalista: “Siamo in democrazia”

Maurizio Gasparri contro Francesco Borgonovo. Impensabile fino a qualche tempo fa, ma il covid e la questione vaccini hanno ridisegnato schieramenti e rimescolato le carte. E così a Zona Bianca il senatore e il giornalista de La Verità si beccano, come berlusconiani e anti-berlusconiani di un tempo ormai lontano.

Il governo ha fatto vaccinare il 90% delle persone, il governo che lei contrasta”, tuona l’ex ministro. “Se si facesse quello che dice lei ci sarebbero morti a migliaia. Da mesi dice fesserie. E’ nemico della vaccinazione, lei propaganda la morte. Per ignoranza o per malafede, non lo so. Lei è un figurante che fa la controparte per fare aumentare l’audience. A questo serve. Lei ha un contratto per dire certe cose, noi no”.

Parole dure, alle quali Borgonovo replica prontamente: “Mica è un reato, non me ne vergogno. Sarebbe un lavoro nobilissimo”.

I due si danno del lei, quasi a voler aumentare distanze un tempo assenti. “Dico che il green pass è inutile e avevo ragione. Queste frasi parlano da sole. Mi dispiace le dica Gasparri, con cui abbiamo condiviso anche delle battaglie”.

E’ la destra che bisticcia con la destra, con esponenti del Pd – in questo caso Andrea Romano – chiamati a fare da spettatori, spesso stupiti e a volte divertiti.

Il settore alberghiero rischia licenziamenti, glielo spiega lei alle categorie che lei difendeva?”, accusa ancora Borgonovo. Gasparri ribatte: “Tu non proponi nulla, la tua ricetta è morte e chiusure. L’ignoranza dei nemici del vaccino e del certificato sanitario è portatice di morte. Sono portatori di morti, se ne assumano le responsabilità. La propaganda della morte va contrastata in democrazia. Lei è contro i vaccini e contro la medicina  perché vorrebbe che la gente morisse. Poi farebbe la critica. E’ un cacadubbi, non porta proposte, solo dubbi, da settimane. Ha la funzione di quello che fa da contraltare. Faccia spettacolo”.

Borgonovo dal canto suo non si scompone, anzi. “Ringrazio che in democrazia si possano esprimere dei dubbi. Non ho fatto io il disastro delle code, ma il governo. E’ tutta la sera che la buttate sul personale, perché siete di fronte ad un fallimento clamoroso e non avete argomenti”.