Vizi e Virtù con Papa Francesco, su Nove tre speciali con Bergoglio e don Pozza

Tre prime serate su Nove per sette conversazioni su Vizi e Virtù con Papa Francesco: a guidare il viaggio don Marco Pozza.

Dopo l’annuncio di una docuserie su Netflix, arriva il lancio di un nuovo appuntamento televisivo con Papa Francesco: si tratta di Vizi e Virtù – Conversazione con Francesco, tre puntate-evento da prima serata che andranno in onda prossimamente su Nove. In tutto sette episodi (compattati in 3 prime time come detto) che esplorano il rapporto tra i 7 vizi (Ira, Disperazione, Incostanza, Gelosia, Infedeltà, Ingiustizia, Stoltezza) e le 7 virtù (Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza, Fede, Speranza e Carità) in una serie di conversazioni tra il Santo Padre e don Marco Pozza, cappellano del carcere Due Palazzi di Padova. A far ‘da cornice’ alle conversazioni di Papa Francesco e don Piazza la Cappella degli Scrovegni di Padova, dipinta da Giotto.

Uno scambio di riflessioni e considerazioni teologiche ma soprattutto umane, che ruotano intorno temi fondanti della dottrina cattolica e intrecciano il modo in cui affrontiamo il quotidiano. Il lavoro, condiviso con Papa Francesco, è realizzato da Officina della Comunicazione per Discovery Italia e vede una forte impronta autorale di don Marco Pozza che guida la conversazione:

“Questo progetto è la naturale prosecuzione di un percorso editoriale iniziato nel 2017 assieme a Papa Francesco. Dopo “Padre Nostro”, “Ave Maria” e “Io Credo” (regia di Andrea Salvadore), con “Vizi e Virtù” abbiamo scelto di alzare l’asticella, andando a perlustrare una platea di telespettatori forse poco avvezzi a queste tematiche”

ha commentato don Pozza.

“Siamo caduti nella cultura dell’aggettivo, ci siamo dimenticati dei sostantivi. Non ci dimentichiamo che sei una persona, tu sei un uomo, sei una donna. È più importante essere uomo o donna che non avere questi vizi e virtù. Dio non ama l’aggettivazione della persona, ama la persona, come è”

dice in Vizi e Virtù Papa Francesco. Il tono è colloquiale, il parlato disteso, l’intenzione quella di arrivare a tutti. E Papa Francesco non ha paura del teleschermo.

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