Valerio Lundini, show a Oggi è un altro giorno: “Madre Teresa scomparve una settimana dopo Diana, fu una morte in sordina”

Il comico si abbatte come un ciclone nel programma del daytime e tutti stanno piacevolmente al gioco (a cominciare da Serena Bortone)

Oggi è un altro giorno non sarà la panacea per arginare gli ascolti bulgari del primo pomeriggio di Canale 5, ma va dato il merito a Serena Bortone di saper mescolare i linguaggi, dalla televisione alla politica passando per la musica (piano piano stanno facendo passerella tutti i reduci di Sanremo 2021), fino alla comicità, come è accaduto oggi con l’ospitata di Valerio Lundini, che fino a qualche settimana fa presidiava la seconda serata di Rai2 con Una pezza di Lundini (qui la nostra intervista).

La conduttrice avrà approfittato della presenza di Fulminacci, anche lui ospite, per invitare il comico romano: i due infatti avevano duettato sul palco dell’Ariston nella serata del giovedì in Io penso positivo di Jovanotti con il musicista Roy Paci a impreziosire la performance. E Lundini si era fatto notare per aver improvvisato un piccolo monologo dell’assurdo dopo aver citato il verso “Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa
che passa da Che Guevara e arriva fino a Madre Teresa“.

Dopo aver congedato il cantautore romano dunque Lundini si è materializzato in studio portandosi una sedia. “Lo faccio per sicurezza“, ha spiegato. Poi la Bortone gli ha chiesto chi preferisse tra Che Guevara e Madre Teresa.

Il giovane ospite ha risposto alla sua maniera:

“Madre Teresa. Io disegno. Madre Teresa è facile da disegnare. Le persone anziane sono più facile da disegnare. Quelli belli, tipo Che Guevara – lui era bello – sono più difficili. Però non li ho mai conosciuti di persona”.

La Bortone non si è fatta lasciare impreparata, decidendo di abbracciare la comicità dell’assurdo del suo interlocutore:

“Immagino, sarà stato un dolore per te. Tu quel giorno eri a Cuba, a L’Avana, e avresti voluto incontrare Che Guevara, però purtroppo non c’era”.

Lundini a quel punto sfodera una battuta da manuale di humour nero, davvero inusuale per il daytime di Rai1 e per la “vittima”:

“Poi, poverina Madre Teresa, è morta una settimana dopo Lady Diana, quindi è un po’ caduta in sordina la morte. Un po’ come Alvaro Amici, uno stornellatore romano morto lo stesso giorno di Alberto Sordi”.

A quel punto diventa una partita di tennis di battute, con la Bortone che commenta dimostrando una buona preparazione storica: “Come Prokofiev, che morì lo stesso giorno di Stalin” (sono entrambi morti il 5 marzo 1953, ndr).

Non manca nemmeno un intervento dell’ex campione de L’Eredità Massimo Cannoletta, ormai presenza fissa (tecnicamente “affetto stabile“) del programma: “O come Shakespeare e Cervantes” ( in realtà il primo risulterebbe morto il 23 aprile 1616, il secondo il giorno prima, ndr). “Sta diventando una gara di morti“, risponde il comico, che ormai si è impadronito della trasmissione con il suo black humour.

Proprio Cannoletta si dimostra inaspettatamente la spalla ideale di Valerio Lundini, citando il sondaggio lanciato dalla pagina Facebook dei Socialisti Gaudenti come uomo dell’anno: “Si doveva scegliere tra me, Lundini e Joe Biden“. “Siamo sempre noi tre“, ha ribattuto l’ospite, che oltre alla propensione per la comicità surreale ha dimostrato anche di avere la battuta pronta.

E proprio la conduttrice, oltre a saper gestire il suo ospite, è colei che si diverte maggiormente in studio (“Non ce la faccio più!“, esclama ridendo a crepapelle), chiedendo alla fine a Lundini: “Sai chi è Lolita Lobosco?“. Risposta: “È la storia di questo prete che …“.

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