Home Notizie Ulisse – Il piacere della scoperta torna su Rai 1 con Alberto Angela: quando la TV pubblica ci ricorda cosa sa fare meglio

Ulisse – Il piacere della scoperta torna su Rai 1 con Alberto Angela: quando la TV pubblica ci ricorda cosa sa fare meglio

Ulisse, un programma che esiste da oltre vent’anni, che non ha mai inseguito i format del momento e che continua a fare ascolti. In un palinsesto che spesso dimentica il proprio mandato culturale, il ritorno di Ulisse è un promemoria utile.

4 Maggio 2026 16:47

C’è qualcosa di rassicurante nel ritorno di Ulisse — Il piacere della scoperta su Rai 1. Non nel senso della nostalgia, che è una trappola in cui la televisione italiana cade troppo spesso. Ma nel senso più preciso, semplice e diretto: è rassicurante che esista ancora un programma capace di portare in prima serata la divulgazione culturale senza doverla travestire da reality, da talent o da competizione.

Il ritorno di Ulisse

Alberto Angela conduce Ulisse dal 2000, anno in cui raccolse il testimone dal padre Piero. In ventisei anni il programma ha cambiato poco della propria formula iniziale: un conduttore che racconta una storia facilmente comprensibile ma con una ricerca davvero elaborata, immagini di qualità, temi che spaziano dall’archeologia alla storia dell’arte, dalla scienza alla natura.

Nessuna divagazione, nessuna indulgenza al “ma quante ne so”, nessuna consapevolezza: “Il miglior divulgatore è quello che racconta senza far pesare la sua conoscenza” dice un postulato di John Dewey, autore di Esperienza ed Educazione, il primo teorico dell’insegnamento come missione.

Nessun format importato, nessuna struttura competitiva, nessun pubblico in studio che applaude o vota. Solo la voce di Angela e la materia del racconto. Il tutto dando sempre l’impressione di una padronanza dell’argomento totale, assoluta. Con calma e senza slanci né eccessi.

Ascolti tv Ulisse
© Barbara Ledda

Perché Ulisse funziona ancora

La risposta più semplice è che Ulisse funziona perché è fatto bene. Ma la risposta più interessante è che funziona perché ha trovato un pubblico che la televisione generalista fatica ad intercettare in altri contesti: quello degli adulti curiosi, con un livello di istruzione medio-alto, che guardano la TV in modo selettivo e si sintonizzano quando c’è qualcosa che vale il tempo che costa. Ci sono anche moltissimi adulti meno preparati culturalmente, e che non si vergognano di sacrificare una prima serata enciclopedica, a spese dell’intrattenimento leggero.

Un pubblico che non è esattamente quello che insegue i reality o i talent — più selettivo, esigente, disposto addirittura a spegnere la TV quando la qualità cala o il programma non è interessante. Esattamente quel pubblico che Alberto Angela conosce perfettamente, che ha educato nel corso di due decenni e che risponde con fedeltà quando il programma è in onda.

Gli ascolti di Ulisse oscillano in genere tra i due e i tre milioni di spettatori, con punte significative sugli episodi dedicati a temi di grande interesse popolare — Pompei, il Vaticano, l’Egitto antico. Non saranno i numeri di Affari Tuoi, ma sono dati solidi e concreti per una prima serata culturale che non concede nulla all’intrattenimento puro.

Il mandato che la Rai tende a dimenticare

Il ritorno di Ulisse è anche un’occasione per ricordare qualcosa che il servizio pubblico italiano fatica a tenere a mente: la Rai ha un mandato culturale che non si dovrebbe esaurire nel finanziare fiction, nel trasmettere sport. Il mandato della TV pubblica di Stato non dovrebbe essere produrre Ballando con le Stelle. All’estero, basti pensare alla BBC, funziona ancora così: informare, educare e intrattenere — la triade originaria della missione radiotelevisiva pubblica — richiede che il terzo elemento non cancelli i primi due cosa che in Rai negli ultimi anni è successo con troppa facilità.

Ulisse è uno dei pochi programmi in cui i tre aspetti convivono in modo equilibrato. Si impara qualcosa, ci si diverte, si passa un’ora in modo non banale. Non è poco, in un palinsesto che spesso riduce la cultura a un orario di seconda serata o a su canali tematici che pochi cercano e dove è difficilissimo arrivare.

Prima tappa di Ulisse, New York

Alberto Angela non ha mai provato a diventare altro da quello che è: un divulgatore che ama la materia che racconta e sa trasmettere quell’amore al pubblico. In un sistema televisivo che cambia conduttori, format e strategie con frequenza sempre più alta, quella coerenza è diventata un valore in sé.

La prima puntata di Ulisse in programma questa sera dopo Affari Tuoi è davvero interessante: la rutilante vita notturna di New York con i suoi club leggendari dedicati alla grande musica, Broadway, Off Broadway. Il programma prenderà il via dal terrazzo dell’Empire State Building per poi addentrarsi dal Greenwich Village fino a tutti gli storici club, inclusi quelli ormai purtroppo scomparsi come il leggendario CBGB cui proprio in questi giorni viene dedicato il film At the Matinée.

Dal Village, dove hanno compiuto i primi passi alcuni dei più famosi cantanti rock di tutti i tempi come Bob Dylan, Lou Reed e Bruce Springsteen al Bronx, dove è nata la cultura hip hop e la musica rap. Quindi l’East Village e il Lower East Side, culla del punk rock newyorkese, trampolino di lancio di Blondie, Talking Heads, Ramones. Ultima tappa il leggendario Blue Note e Harlem dove blues, soul e jazz si fondono in una miriade di club aperti 24 ore su 24.