Trying 3, l’intervista a Rafe Spall e Esther Smith: “Oggi è fondamentale affrontare temi importanti senza perdere la voglia di ridere”

Rafe Spall ci confessa come il suo sogno sarebbe recitare con Paolo Sorrentino a Roma!

Trying è una serie tv arrivata alla terza stagione e disponibile all’interno del catalogo di Apple Tv+, una piattaforma sempre più ricca di contenuti interessanti e con alcune tra le migliori serie tv in circolazione. Tra queste c’è sicuramente Trying, comedy-drama con episodi da circa 30 minuti, ambientato a Londra in particolare nella zona di Camden, con al centro una coppia che cerca in tutti i modi di adottare un bambino. Dopo mille difficoltà alla fine della seconda stagione si ritrovano con un fratello e una sorella e in questa terza stagione cercheranno in tutti i modi di superare le avversità e tenerli insieme. Consapevoli di non essere perfetti ma di avere tanto amore da dare.

In occasione dell’arrivo del primo episodio su Apple Tv+ il 22 luglio (ricordiamo che gli 8 episodi hanno un rilascio settimanale) abbiamo incontrato i due protagonisti, Esther Smith e Rafe Spall, chiacchierando sull’importanza di Camden per i personaggi, sulle serie tv capaci di unire commedia e dramma ma anche su quello che loro desiderano nella vita. Infine Rafe Spall ci ha confidato un suo sogno: recitare per Paolo Sorrentino a Roma!

Rompiamo subito il ghiaccio con una domanda semplice, classica, adatta per le serie tv costruite su più stagioni: come è stato tornare sul set per la terza stagione?

Smith: bellissimo perchè è davvero un impegno piacevole da realizzare. Inoltre visto che la seconda stagione l’avevamo girata interamente durante il periodo del lockdown (nel corso del 2020, ndr) è stato ancora più bello tornare sul set in una situazione più normale. Senza contare la storia che raccontiamo e la gioia di condividere con Refe il lavoro sul set.
Spall: questa è una serie molto importante per me e la mia carriera quindi è sempre bello tornare. Prima che questa serie entrasse nella mia vita avevo proprio chiesto all’universo di farmi arrivare un progetto di questo tipo, un comedy-drama dove potevo essere una sorta di versione di me stesso. Anche se il personaggio è diverso da me, ci ho messo tutto me stesso anche grazie all’ottima sceneggiatura e al rapporto con Esther Smith.

Quanto di voi c’è nei vostri personaggi e viceversa?

Spall: amiamo molto questi personaggi, li amiamo, ci teniamo alle loro vite. Tra l’altro per me è ancora più semplice non devo fare un accento, ha i capelli ricci come me è super sexy come me (ridiamo, ndr.).

Come suggerisce anche il titolo, la serie racconta la storia di una coppia che cerca di ottenere qualcosa, prima hanno tentato di avere un figlio, poi hanno deciso per l’adozioni, infine stanno cercando di mantenere questi bambini. Voi nelle vostre vite cosa state cercando di raggiungere in questo periodo.

Smith: personalmente ho un tubo da riparare (ride, ndr.). E sto cercando di capire come vivere da adulta!
Spall: al momento sto recitando in un teatro del West End ne Il Buio oltre la siepe nel ruolo di Atticus Finch e sto davvero cercando di arrivare alla fine perchè ormai ho superato le 130 repliche e ad Agosto arriverò a oltre 22 settimane consecutive in scena.

Cosa trovi più difficile fare, uno spettacolo tutte le sere o recitare per tre anni in una serie?

Spall: entrambi sono cose complicate, ciascuno a proprio modo. Sul set di una serie lavori per tante ore, magari ti capita di arrivare sul set alle 6 del mattino e di tornare a casa dopo le 8 di sera, tra l’altro gran parte del tempo stai fermo in attesa del tuo momento, l’energia è altalenante . A teatro fai otto spettacoli a settimana (considerando anche il doppio spettacolo) e in quei momenti devi concentrare tutta la tua energia. Personalmente il teatro è più difficile.
Smith: sono d’accordo, nettamente sei anche più agitato e hai paura di scordarti anche solo una battuta, non puoi fermarti e ripartire.

Venendo da Roma non conosco benissimo Londra dove la serie è ambientata ma essendoci stato un paio di volte e avendo visitato Camden Town, mi sembra che questa zona così caratteristica incarni perfettamente lo spirito dei vostri personaggi.

Spall: Amiamo l’idea che si veda una parte della città come la zona nord che magari non sempre è rappresentata nei film e negli show. Ormai siamo di casa tra le strade del quartiere.
Smith: io non sono di Londra, ci vivo ormai da 12 anni, ma è facile identificare come ogni zona abbia le proprie caratteristiche e le proprie tribù, Jason e Nikki sono davvero parte integranti di quella zona e probabilmente sarebbero diversi se vivessero a Notting Hill o in un’altra parte. Penso che ovunque vivi prendi le abitudini, lo spirito di quella zona.
Spall: invidio il fatto che te sei di Roma. Ho un sogno: recitare in un film di Paolo Sorrentino a Roma, sono davvero geloso.

La serie riesce a miscelare parti più leggere e tenere con elementi più drammatici ma anche inserendo battute più sarcastiche. Secondo voi perchè in questo periodo questo mix è molto frequente nelle serie tv e non solo?

Smith: credo che siamo in un periodo in cui anche gli spettatori sono più aperti, propensi a entrare in profondità, a esplorare tematiche complesse, consapevoli però che la vita è fatta anche di momenti più assurdi. Riflette quello che siamo, come viviamo.
Spall: se incontri una persona veramente divertente probabilmente ha vissuto un trauma nella sua vita. Il senso dell’umorismo, la comicità nasce proprio dalle difficoltà che si affrontano e magari si superano. Poi la vita è sia divertente che triste. Ci sono tante serie che hanno questa costruzione perchè abbiamo affrontato un periodo complesso, il mondo è profondamente cambiato e nella vita bisogna sempre trovare il modo di ridere, è anche una fonte di energia. Personalmente queste sono le produzioni in cui voglio essere in questo periodo, capaci di affrontare temi importanti sapendo anche essere profondamente comiche.

Nella terza stagione Nikki e Jonas devono cercare di ottenere la fiducia degli assistenti sociali e mantenere i bambini che sono stati affidati loro, uno sforzo ulteriori nella vita di questi neo genitori che si ritrovano con bambini anche già grandi e non neonati. 

Spall: è un aspetto davvero emozionante, perchè questi due genitori cercano solo di fare del bene, di occuparsi di questi bambini e devono sforzarsi per renderli felici, per averli. Penso sia un qualcosa in cui il pubblico può identificarsi, vedere queste brave persone che stravolgono la loro vita per il bene di qualcun altro appena entrato a far parte delle loro esistenze. Non sono obbligati a farlo, vogliono farlo, desiderano ardentemente avere questi bambini e li vediamo preoccuparsi e fare di tutto per ottenerli.
Smith: guardando nel complesso delle tre stagioni, è ancora più facile percepire il desiderio che Nikki e Jason hanno di non voler fallire, lo hanno desiderato fin dall’inizio e hanno tanto amore da dare.