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TimVision, negli spot prosegue lo sfottò (indiretto) a Sky

TimVision aggiorna lo spot con Banfi e porta avanti lo ‘sfottò’ a Sky, seppur senza citarla. La tv satellitare per ora incassa in silenzio

TimVision ci ha preso gusto. Continuano gli spot della piattaforma on demand che, per promuovere la sua offerta di Serie A, tende a sottolineare i limiti degli avversari. Una pubblicità comparativa indiretta, perché Sky – seppur mai apertamente citata – viene in continuazione evocata.

Se qualche settimana fa Lino Banfi, tornato nei panni di Oronzo Canà, si arrabbiava per la mancata trasmissione di Inter-Genoa sabato 21 agosto con tanto di maledizioni alla parabola installata sul terrazzo, nella versione aggiornata si guarda già al prossimo weekend, con le imprecazioni rivolte stavolta a Milan-Cagliari di sabato 28 agosto, non disponibile per gli abbonati Sky.

Un tempo la pubblicità comparativa avveniva senza il minimo riferimento all’avversario, che rimaneva assolutamente anonimo (vedi i famosi fustini di detersivo che venivano offerti in cambio del prodotto sponsorizzato). Da almeno un ventennio invece il confronto è diventato allusivo, a volte senza esclusione di colpi.

Rimanendo in ambito televisivo, ha fatto storia il duello andato in scena nel 2010 tra la stessa Sky e Mediaset Premium. Fiorello, allora testimonial della tv satellitare, invitava la talpa Ugo – personaggio di fantasia – ad uscire dal buco e a scegliere l’offerta di Sky, a suo dire migliore rispetto a quella di Premium (apertamente citata dalla voce fuori campo). Per tutta risposta Mediaset mise a confronto due persone, una abbonata a Premium e l’altra alla tv satellitare, con i costi dei rispettivi abbonamenti al pacchetto calcio. Ovviamente ad uscirne penalizzato era il tizio legato alla pay tv.

Una guerra che proseguì nel 2015 quando Mediaset si aggiudicò per tre stagioni la Champions League, in esclusiva, lasciando di fatto Sky a secco. In questo caso ad essere coinvolti per un promo analogo furono Luca e Paolo, il primo abbonato alla tv satellitare (chissà quale), mentre l’altro fedelissimo a Premium.

Un’altra epoca. Ora lo scontro è tutto tra satellite e streaming, con Sky che per adesso incassa in silenzio. E, va detto, con oggettivo stile.