Ti Sento è Il Senso della Vita con i suoni e Pierluigi Diaco

Leonardo Spinazzola protagonista di una prima puntata senza ritmo e con troppa retorica.

Su Rai 2 è partito con la seconda edizione in seconda serata Ti Sento, programma condotto da Pierluigi Diaco (che noi abbiamo sentito qualche giorno prima del debutto) nel quale intervista personaggi del mondo dello spettacolo, della politica o dello sport sottoponendo loro dei suoni come pretesto per un’intervista articolata. Nella scorsa stagione televisiva ha invece condotto il contenitore Io e Te su Rai 1 con Katia Ricciarelli.

La struttura della trasmissione ricorda così Il Senso della Vita di Paolo Bonolis di qualche anno fa: se il programma di Canale 5 sottoponeva l’ospite di turno all’intervista per immagini, qui si punta sulla capacità evocativa dei suoni.

Il problema è che per poter portare avanti un’idea del genere bisogna avere un conduttore ironico e leggero, non enfatico e retorico. Purtroppo Diaco appartiene a questa seconda classe.

Il calciatore della Roma e giocatore della Nazionale italiana Leonardo Spinazzola è stato trattato come un eroe da premiare con la medaglia al valore militare, quando ha invece riportato un infortunio dell’entità di pochi mesi. Le espressioni cariche di retorica non si sono contate, ma è degna di menzione la domanda: “Vi dite ‘ti voglio bene’ tra di voi?”. Il romanista, leggermente imbarazzato ha dovuto rispondere di sì, magari per non far rimanere male il conduttore.

Per il resto, l’intervista si è rivelata abbastanza banale, tra famiglia e carriera, oltre al già succitato rapporto con i compagni della Nazionale campione d’Europa in finale contro l’Inghilterra.

Ti Sento non è solo un programma tv di seconda serata, ma è anche una trasmissione radiofonica di Rai Radio Due a dimostrazione che si tratta di un’operazione fortementetrans mediale, ovvero che unisce due mass media conservando ognuno la sua specificità. Accettabile la confezione, mentre alberga ancora una certa confusione nella scrittura, troppo tendente al paternalismo e a un linguaggio sin troppo retorico.