The White Lotus 2, le conseguenze della passione viste da una testa di moro: la recensione

Mike White continua a raccontare la società e i suoi vizi, facendo della Sicilia un personaggio di un racconto in cui il pubblico lentamente si insinua

Fin dal primo episodio di The White Lotus 2 c’è una presenza costante, che compare silenziosa tra una scena e l’altra della seconda stagione della serie antologica (in onda da lunedì 7 novembre 2022 su Sky Atlantic ed in streaming su Now) che ha scelto la Sicilia per sviluppare il suo nuovo racconto. Sono delle teste di moro, i celebri vasi siciliani di cui l’hotel a cinque stelle in cui vanno in vacanza i protagonisti è pieno. E non è affatto un caso: questi vasi, infatti, racchiudono nella loro leggenda tutto il senso di questa stagione.

The White Lotus 2, la recensione

La leggenda narra che nel 1100 una ragazza siciliana del quartiere Kalsa di Palermo si fece sedurre da un moro che, vedendola mentre si prendeva cura delle sue piante sul balcone di casa, se ne innamorò all’istante. I due trascorsero numerosi momenti di passione, finché lei scoprì che l’uomo sarebbe dovuto tornare a casa da moglie e figli. Accecata dalla rabbia, si vendicò tagliandogli la testa nel sonno ed esponendola sul terrazzo come se fosse un vaso, coltivandoci del basilico.

I protagonisti delle varie storie raccontate nel corso della seconda stagione (cosa che non cambia rispetto alla prima: la serie segue le vacanze di vari nuclei di personaggi che quasi mai interagiscono tra di loro) iniziano così ad essere osservati da queste teste di moro, simbolo di una leggenda ma anche monito delle conseguenze della passione carnale e del desiderio.

Mike White ha scelto l’Italia e la Sicilia non a caso, per raccontare una storia che fa della passione il suo motore principale nell’arco di tutti gli episodi (sette, uno in più rispetto alla stagione scorsa): non una passione che si esplicita con le solite scene da bollino rosso -che comunque non mancano-, ma che si insinua nelle vite dei protagonisti, esplodendo a volte subito, altre a scoppio ritardato. Ma tutti i personaggi che conosceremo ne saranno, consapevolmente o meno, vittime.

The White Lotus 2 abbandona la calma apparente delle Hawaii e s’immerge nel caos sensuale della Sicilia, dove gli stereotipi non mancano (c’è anche un viaggio in Vespa), così come non manca il desiderio di esplorazione di una terra e di ciò che ha da offrire. Una vetrina promozionale per la nostra isola non indifferente: l’impegno della produzione di mostrare la Sicilia come fosse essa stessa un personaggio si nota, eccome.

Il racconto che ne emerge è fedele alla volontà di White di creare una serie che sia una satira sociale acuta e non feroce, ma al tempo stessa lascia che il pubblico si agganci alle storie senza troppa fretta, ma scivolando lentamente nelle vite dei vari nuclei protagonisti, quasi insinuandosi nelle loro camere e diventando spettatori esclusivi di una passione senza ritorno.

Rinnovandosi pur mantenendosi rispettoso del tono cui si è fatto conoscere al pubblico, The White Lotus 2 è quell’intrattenimento intelligente, a tratti provocatorio e sempre ben studiato con cui la Hbo vuole catturare il proprio pubblico. Anche questa volta ci riesce, partendo da una leggenda che diventa specchio delle nostre più profonde ossessioni.