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Il Tg5 lancia Berlusconi al Quirinale: “Ha ottenuto diversi riconoscimenti anche da chi lo avversa”

Il Tg5 lancia Berlusconi al Colle con un servizio celebrativo: “In questo periodo ha ottenuto diversi riconoscimenti anche da chi lo avversa”

Un focus sul Quirinale e sulla convocazione del Parlamento in seduta comune per il prossimo 24 gennaio, ma non solo. Perché nell’edizione delle 13 del Tg5 è andato in scena anche un vero e proprio endorsement di Silvio Berlusconi per la corsa al Colle.

Nel servizio di 4 minuti e 20, gli ultimi sessanta secondi sono stati dedicati interamente all’ex presidente del Consiglio, con Matteo Berti che ha ceduto il testimone a Sebastiano Sterpa.

Draghi da una parte e Berlusconi dall’altra, per l’appunto. Per il Tg5 i candidati più quotati alla successione di Sergio Mattarella: “Dietro a loro, tanti altri”. Ma se per il premier in carica ai pro vengono accostati diversi contro (“chi lo candiderà dovrà trovare un presidente del Consiglio che gli succeda”), così non è per Berlusconi, celebrato con immagini d’archivio che coprono un quarto di secolo di carriera politica.

Per Berlusconi il Colle sarebbe il coronamento di una lunga carriera in politica cominciata nel 1994, che in questo periodo ha ottenuto diversi riconoscimenti anche da chi lo avversa. È stato il grande innovatore di una stagione che Tangentopoli aveva definitivamente chiuso. E poi i vertici internazionali come quello a Pratica di Mare dove ha scongelato i rapporti internazionali con la Russia di Putin. Un vizio quello di cancellare le barriere ideologiche che lo aveva già portato a togliere il veto alla destra italiana e traghettarla fino al governo dopo la svolta di Fiuggi e la nascita di an dalle ceneri del Movimento Sociale”.

Sterpa prosegue, citando l’intervento del 2009, nel giorno della Festa della Liberazione. “Poi la concordia ricercata col discorso del 25 aprile ad Onna quando da premier ha voluto avvicinare due Italie ancora divise, gli eredi dei Partigiani e dei Repubblichini”. Ed ancora: “L’accoglienza al congresso americano, al congresso di Israele”.

Insomma, più chiaro di così…