Tg1 Mattina, per la Marmolada si dà all’emotainment con la ‘copertina musicale’

La copertina ‘musicale’ che introduce il pubblico del Tg1 Mattina alla tragedia della Marmolada lascia alquanto perplessi sul giornalismo tv.

Il Tg1 Mattina di lunedì 4 luglio ha aperto, inevitabilmente, con la tragedia della Marmolada, avvenuta nel pomeriggio di domenica 3. Il distacco di un saracco del ghiacciaio dolomitico, alto 80 metri per un fronte interessato di circa un chilometro, ha travolto due cordate di alpinisti e degli escursionisti che percorrevano il sentiero per portava in cima. I morti accertati dopo i primi due giorni di soccorsi sono 7, una decina ancora i dispersi, le cui operazioni di soccorso procedono con difficoltà, non solo per le condizioni di instabilità del costone, ma anche per le condizioni in cui potrebbero trovarsi i dispersi stessi.

Ma torniamo al Tg1 Mattina di lunedì 4 luglio, condotto da Senio Bonini: toni decisamente tragici, narrazione di certo non asciutta, costruzione non solo vicina all’infotainment, ma che scivola rapidamente verso l’emotainment. Lo conferma la copertina con la quale si sceglie di introdurre l’argomento e raccontare i fatti al pubblico del mattino di Rai 1. In realtà non c’è ‘il fatto’, ma si cerca l’impatto emotivo non solo con un montaggio delle clip pubblicate online dai testimoni – ormai base d’asta anche per le edizioni dei Tg più autorevoli – ma con un vero e proprio contenuto emotional, che unisce alle immagini un brano dei Rammstein che fa da colonna sonora e da commento, con i versi tradotti e montati come sottotitolo alle immagini. Una scelta musicale certamente raffinata – quindi onore all’autore del pezzo da questo punto di vista – che però così usato dà la sensazione di toccare nuove vette dell’emotainment tv, per di più sotto le insegne del Tg1 (in collaborazione col Daytime, non dimentichiamocelo).

La massa di ghiaccio e fango, le immagini raccolte dai testimoni, i versi tradotti di Ohne Dich (Senza te, trad. it.) non introducono i fatti, ma alimentano lo strazio; non danno informazioni, ma solleticano il dramma. Una impostazione così diversa da quella che ha fatto degli speciali Tg1 del mattino condotti da Monica Maggioni un appuntamento atteso non solo per avere aggiornamenti sulla guerra in Ucraina (ormai scomparsa dai radar e questo è un altro punto su cui riflettere), ma anche per rimettersi in pace col racconto giornalistico tv. Questo Tg1 Mattina continua a non sapere dove vuol parare: non è una rassegna stampa, non è un talk e soprattutto sembra voler fare dell’emozione, e non dell’informazione, la propria chiave narrativa. Ma molto sembra dipendere dal conduttore di turno, come se la linea editoriale variasse a seconda della squadra in campo.

Al di là delle considerazioni sui singoli conduttori e sulla natura ancora ambigua di questo spazio, che non trova equilibrio tra origine giornalistica (a propria volta in cerca di identità, se consideriamo anche la foto in prima pagina su alcuni quotidiani dell'”ultimo selfie” di una vittima) e collaborazione di Genere, resta scioccante la copertina musicale dedicata alla Marmolada. E non per le immagini del disastro raccolte a caldo dai testimoni, quanto per il format utilizzato.