Techetechetè, la puntata speciale sulle donne è un gioiellino

La puntata speciale di Techetechetè racconta, senza cedere alla retorica, la battaglia femminista, tra vox populi, canzoni e monologhi

In una giornata così ricca di polemiche per la Rai, va sottolineato il merito di aver confezionato in tempi brevi (vista la misteriosa cancellazione di Siamo così con il trio De Filippi-Mannoia-Ferilli) una emozionante puntata di Techetechetè.

Lo speciale, dal titolo Non chiamatelo amore e firmato da Fausto Massa e Vittorio Ripoli, ha proposto i recenti e riuscitissimi monologhi di Paola Cortellesi ai David di Donatello, di Luciana Littizzetto al Festival di Sanremo e di Vanessa Incontrada a Vent’anni che siamo italiani, ma anche uno struggente brano di Franca Rame che racconta del suo stupro.

Di grande impatto l’apertura dello speciale, con le immagini del primo processo per violenza sessuale trasmesso dalla Rai nel 1979. Una vera e propria rarità nella quale i più attenti hanno riconosciuto Tina Lagostena Bassi, la giudice poi diventata popolare al grande pubblico televisivo per aver partecipato a Forum.

Colonna sonora l’immancabile Quello che le donne non dicono di Fiorella Mannoia, insieme a Donne di Mia Martini e a Donna d’Onna di Gianna Nannini, Laura Pausini, Giorgia ed Elisa, dal concerto Amiche per l’Abruzzo del 2009.

Uno speciale quello di Techetechetè andato in onda stasera che ha avuto il merito di raccontare, senza cedimenti alla retorica, le difficoltà che le donne hanno dovuto affrontare negli anni per vedere riconosciuti i propri diritti nella società convinta che una donna “non deve dare tanta confidenza alla gente, non deve uscire sola e andare in luoghi nascosti, deve badare alla casa, deve avere i suoi orari di entrata e di uscita, non deve mettere il rossetto, deve vestire decentemente, non deve tingersi le unghie né truccarsi i capelli, non deve stare fuori fino a tardi, non deve fumare, non deve stare a contatto con gli uomini, non deve andare a ballare“. In questo senso molto illuminanti i vox populi inseriti risalenti agli anni ’60, ’70 e 2000.

Insomma, al gruppo di lavoro di Techetechetè vanno rivolti i complimenti per essere riuscito a realizzare – con budget immaginiamo molto contenuto – un prodotto televisivo in grado di valorizzare le immense Teche Rai e, soprattutto, di lasciare nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne un segno nello spettatore.

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