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Techetechetè si rinnova nell’immagine, ma la sua anima è rimasta intatta (dove cadi…cadi bene)

La nuova edizione del programma estivo di Rai 1 (con un primo cambio di programma poco prima dell’inizio) inizia da una puntata ‘karaoke’

Dove cadi…cadi bene, ebbene sì. Techetechetè è tornato e la sua voglia spasmodica di portare quella sana malinconia nei pensieri del pubblico si è riconosciuta subito fin dai primi 30 secondi di una prima puntata rivoluzionata all’ultimo minuto.

L’esordio della nuova stagione sarebbe dovuta essere ad opera di un’omaggio a Monica Vitti, il battage pubblicitario partito sui social a tambur battente rimandava proprio alla puntata che sarebbe dovuta essere dedicata all’attrice, ma qualche ora prima ecco il colpo di scena annunciato dai profili ufficiali del programma: al posto della puntata su Monica Vitti andrà in onda “Un amore da brividi” firmata da Vito Simone.

Il cambio non ha smosso gli animi (a vedere la timeline di Twitter), così il primo ‘blob’ di hit da karaoke è andato via come il pane. Quarantacinque minuti spaccati di ieri tra Mina, Massimo Ranieri, Nada e oggi con una carezza accarezzando gli ultimi Sanremo fra Diodato, Coma_Cose, La rappresentante di lista.

Le qualità di Techetechetè sono riconosciute: riuscire a dare un senso compiuto all’argomento di puntata con dei collegamenti astuti che siano musicali o solo parlati, il lavoro di ricerca e cura merita sempre un applauso, ma questo diventa ancora più forte quando gli inserti scelti non fanno parte della lista stra-abusata dei filmati visti e stravisti.

Le novità di questa edizione sono visibili ad occhio nudo. C’è un restyling del logo, semplificato e leggibile sui toni e sfumature dell’arancio. C’è una nuova sigla che non riprende più il tormentone del “techetechete” cantato, bensì ne rimane solo la parte strumentale coperta in parte dalle voci di icone come Raffaella Carrà, Gigi Proietti, Anna Marchesini.

Ma la più interessante di queste novità riguarda il cuore di techetechete, le immagini. Si torna al rispetto dei formati, il 4:3 torna ad avere il suo spazio aiutato da quello che in gergo viene chiamato “pillarbox” con due barre laterali colorate. Fino all’anno scorso tutte le immagini prima dell’avvento del 16:9 venivano trasmesse zoommate, dunque con qualche difetto di visibilità in più.

A questo punto è tutto chiaro: bene la nuova immagine, ancora meglio l’uso delle immagini. L’anima di Techetechetè è rimasta intatta, sarebbe un guaio toccarla. Lasciateci almeno questa certezza.