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Draghi anestetizzerà i talk politici? Le difficoltà nel raccontare il governo del ‘tutti dentro’

Il governo Draghi rischia di azzoppare i talk politici. Come una puntata de La signora in giallo senza killer, il genere potrebbe ritrovarsi senza trama

Se sono tutti al governo, chi litiga?”. In una ipotetica edizione del 2021 di Fantastico, Beppe Grillo avrebbe potuto pronunciare questa battuta. Invece Fantastico non c’è più da tempo e Grillo, anziché criticare il mondo della politica, ne è protagonista a tutti gli effetti. Chi litiga? domandavamo. Già perché con l’avvento di San Mario Draghi potrebbe comporsi l’esecutivo del ‘tutti dentro’, capace di includere contemporaneamente Cinque Stelle, Pd, Italia Viva, Forza Italia, Lega e Articolo Uno. In altre parole, tutte forze politiche che trasversalmente nel corso degli ultimi anni si sono criticate, combattute e letteralmente detestate.

Un antagonismo che ha favorito i talk, avvantaggiati nel costruire duelli e dibattiti, con il contraltare che spesso è stato rappresentato dagli stessi conduttori. Il periodo migliore? Quello in cui il pericolo era ben identificabile. E se Silvio Berlusconi per quasi vent’anni ha offerto materiale ai detrattori, negli ultimi tempi ad emergere era stato senza dubbi l’anti-salvinismo. Ma adesso che persino Matteo si è convertito all’europeismo e ha deciso di mettere in soffitta (per il momento) la questione migratoria, che si fa?

Sì, c’è pur sempre Giorgia Meloni, rimasta convintamente all’opposizione, nonostante non abbia escluso il supporto a Draghi in caso di provvedimenti condivisi. Giorgia però è una, a fronte di decine di programmi settimanali, da moltiplicare per quattro settimane al mese, almeno fino al prossimo giugno. Il limone, pertanto, rischia di essere spremuto fino all’ultima goccia in brevissimo tempo.

A quel punto non resterebbero che i dissidenti di questo o quel partito (o Movimento) o ex ministri del Conte-bis pronti a rivendicare il loro operato. I ministri in carica, al contrario, smetteranno di offrire spunti, meme, occasioni di sberleffo. Perché difficilmente un tecnico accetterà di testare un banco a rotelle in una trasmissione di prima serata.

Senza dimenticare il periodo di luna di miele di cui godrà Draghi. Un precedente già vissuto all’epoca di Mario Monti, che anestetizzò persino la satira sanremese, al grido di ‘sobrietà’.

Come una puntata de La signora in giallo senza assassino, i talk temono seriamente di ritrovarsi senza trama. O davanti ad un racconto privo di pathos.

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