Scherzi a Parte: un tuffo nel passato, con tutto il peggio della tv attuale

Scherzi a Parte ritorna alle origini, con scherzi e gag in studio, ma la nuova edizione presenta anche tutti i difetti della tv attuale.

Il marchio Scherzi a Parte era reduce da un periodo “alto”, con le due edizioni con Paolo Bonolis alla conduzione, caratterizzate da monologhi, interviste e la scelta di dire addio ad un certo modo di fare tv anni ’90-2000, costellato da gag estemporanee e scherzi tirati in studio agli ospiti che stavano al gioco.

Nel 2015, ci fu una prima edizione “boom”, condotta da Bonolis e realizzata con la partecipazione de Le Iene, con due serate che segnarono ascolti altissimi. Il botto all’Auditel non venne replicato con l’edizione che andò in onda nel 2018, realizzata senza l’apporto de Le Iene. Nel frattempo, lo scherzo è diventato un format molto consolidato proprio all’interno del programma di Italia 1, una sorta di concorrenza interna a Mediaset che, a TvBlog, non sfuggì.

Con la prima puntata di questa nuova edizione condotta da Enrico Papi, la prima sensazione, a posteriori, è quella di un ritorno alle origini, un’impressione alimentata, ben prima della messa in onda, già dalla scelta del conduttore che ha regalato questa percezione subitanea di tuffo nel passato.

Con la visione della puntata, abbiamo certificato il ritorno delle gag estemporanee così come quello delle burle tirate agli ospiti: non c’è nulla di male nel voler ammiccare al passato se non c’è la velleità di ricreare quelle atmosfere che non torneranno mai più. Non c’è nulla di male negli omaggi.

Peccato, però, che a tutto ciò, si sia aggiunto il peggio della televisione attuale, quel sentore di plastica che si avverte solo quando si mangia una caramella, dimenticandosi di scartarla.

Scherzi a Parte e il peggio della tv attuale

Al di là del personaggio di moda chiamato per arruffianarsi i social, mondo che, durante la prima puntata, è stato allisciato anche con una serie di “scherzoni” irresistibili realizzati da Carolina Stramare, la pesante post-produzione di questa prima puntata si è avvertita tutta, rendendo il tutto molto artefatto.

Il caso dello scherzo in diretta di Orietta Berti, analizzato a parte su TvBlog, fa discutere perché, presumibilmente, parliamo di un contenuto pre-registrato, realizzato in esterna, utilizzato nel corso di uno show, a sua volta, registrato in un secondo momento e proposto al pubblico come una reale interazione in tempo reale tra studio ed esterni.

Durante la puntata, c’è stato anche un tentativo di costruire una narrazione parodistico/demenziale all’interno del programma, con le finte edizioni straordinarie del Tg5 lanciate da Papi o rendendo partecipi le vittime presenti in studio, trasformandole in (finte?) carnefici nello scherzo ad Orietta Berti, come già scritto, però, presumibilmente registrato in precedenza.

La volontà di differenziarsi ulteriormente dal format dello scherzo usato da Le Iene non è da escludere.

Da notare, tra l’altro, come Orietta Berti, in studio, non avesse minimamente addosso l’adrenalina di uno scherzo, non poco stressante, appena subito.

Perché complicarsi la vita così? E soprattutto perché pretendere che un telespettatore non possa porsi dei dubbi?

Perché, in quest’epoca televisiva, si ha la pretesa che il telespettatore si debba bere tutto, invitandolo a divertirsi unicamente senza fare domande?

Anche nella leggerezza, deve esserci una logica.

Nello scherzo ad Antonella Elia, abbiamo assistito ad un altro brutto vizio della tv attuale ossia mettere in atto degli pseudo-spin-off di un qualcosa già andato in onda altrove, un po’ come quando in un reality, due personaggi litigano istantaneamente perché, nel curriculum, hanno uno screzio precedente avvenuto sui social, dando per scontato per il telespettatore sia già a conoscenza di tutto.

Per non parlare, poi, della decisione di rendere il COVID-19 già un argomento soggetto ad umorismo facile, con tanto di spruzzate di igienizzante in studio a mo’ di gavettone, ma questa scelta è meritevole di disamina a parte.

Qui non si tratta di fare i nostalgici visto che Scherzi a Parte in primis, stasera, come scritto in apertura, ha strizzato eloquentemente l’occhio al passato.

Gli scherzi di una volta avevano tutta un’altra magia, non avevano bisogno di telecronache, di intermezzi in studio, di telecomandi o di nessun altro artificio.

Che il tuffo nel passato sia totale.

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