Saverio Raimondo, il comedy album Live at Studio 33 l’ennesima occasione mancata per la tv

Il comico romano lontano da Massimo Gramellini riesce ad essere davvero se stesso.

Dal 20 gennaio è disponibile su tutte le piattaforme audio Live at Studio 33, il primo comedy album realizzato dal comico Saverio Raimondo, presenza fissa il sabato da Massimo Gramellini su Rai 3 all’interno del talk show Le Parole. Se non avete mai sentito parlare di comedy album, state tranquilli: si tratta di un disco nel quale le tracce non sono composte da canzoni ma da monologhi di stand up comedy. E Raimondo è il primo a farlo nel nostro Paese.

Considerato tra i precursori della stand up comedy in Italia e tra i primi comici nostrani ad ottenere uno special su Netflix, il risultato di Live at Studio 33 è davvero ragguardevole. Basti pensare al “singolo di lancio” – proprio come un album musicale – intitolato Il trasloco. Qui l’atto di cambiare abitazione viene paragonato al parto, con l’utero considerato come la prima casa di ogni essere umano. La citazione di Emanuela Orlandi è probabilmente la battuta più riuscita dell’intero disco, con Raimondo che va per accumulazione nominando persone o cose appartenenti ad ambiti lontanissimi tra loro.

Naturalmente l’interprete di Live at Studio 33 utilizza per l’occasione un linguaggio altrettanto lontano da quello esibito da Massimo Gramellini. All’interno del programma di Rai 3 il comico si limita a prendere in giro il conduttore e a commentare l’attualità, ma non è mai veramente se stesso (così come accadeva da Bruno Vespa). Qui Raimondo è scorrettissimo: parla per esempio di p0rno, ma mai in maniera scontata e volgare. Il parallelo tra i Cinque Stelle in Parlamento e l’hard amatoriale è notevole.

Al di là delle tracce di ottimo livello, l’elemento più genuino è costituito dalle risate del pubblico, dato che lo stand up comedian ha registrato le sue tracce davanti a delle persone. Ormai da tempo ci siamo fatti una ragione che il vero Saverio Raimondo non lo vedremo mai sulla generalista – a parte la parentesi de Le Iene Show – ma su Raiplay o al limite su Rai Play Sound sarebbe stata un’ottima occasione per aiutare il pubblico a familiarizzare con un genere di comicità ancora troppo di nicchia.

Foto: Ufficio Stampa