Perché non è mai stata fatta una fiction su Sanremo?

Da Modugno a Gaetano, passando per Mia Martini e Nada: la fiction ha raccontato Sanremo, ma mai mettendo al centro il Festival

Il legame tra il Festival di Sanremo ed il mondo della fiction è sempre forte, almeno quando, sul palco dell’Ariston devono salire attori ed attrici di titoli pronti a debuttare nella settimana o nelle settimane successive al Festival. E’ promozione, e sarebbe strano il contrario: utilizzare il palco dell’evento televisivo più visto di ogni anno anche per questo fa parte del “format”.

Ma perché Sanremo non è mai stato al centro di una fiction? Difficile dirlo, dal momento che una serie (o miniserie, o film-tv) dedicata al Festival in onda subito dopo la kermesse sarebbe sulla carta un bel modo per massimizzare l’attenzione del pubblico ed incassare importanti ascolti anche nei giorni a seguire. Sulla carta, appunto: perché fare una fiction sul Festival di Sanremo potrebbe non essere questa grande idea.

Sanremo vive di tantissimi aspetti: dallo spettacolo al gossip, fino alle indiscrezioni ed ai superospiti. Ma, in fin dei conti, il Festival è prima di tutto una gara tra dei cantanti. E trovare il modo di raccontare questa gara all’interno di una narrazione fittizia come quella di una fiction è praticamente impossibile. Un po’ come realizzare una fiction sul mondo del calcio: lo sport più popolare in Italia non ha mai conquistato il… campo delle serie tv generaliste (ci fu il caso di Ho sposato un calciatore, che evidentemente non fu un successo), forse per lo stesso motivo.

Il calcio, e così anche Sanremo, sono così radicati dentro la tv come genere a se stante che rileggerli in un’altra chiave diventa quasi sacrilegio. E realizzare una fiction che parli della settimana in cui l’Ariston diventa il teatro più famoso d’Italia sarebbe inevitabilmente un autogol.

L’unico modo per portare il Festival della Canzone Italiana nelle fiction è quella di soffermarsi sui singoli protagonisti che del Festival hanno fatto la storia: è la strada che la Rai ha intrapreso negli anni scorsi, con alcuni titoli usciti proprio dopo Sanremo e focalizzati su alcuni interpreti tra i più amati della musica italiana.

Ricordiamo tutti il successo di Volare-La grande storia di Domenico Modugno, con Beppe Fiorello, che nel 2013 superò gli 11 milioni di telespettatori; sei anni prima Claudio Santamaria portò in tv la vita di Rino Gaetano, con una miniserie (Ma il cielo è sempre più blu) che superò i 6 milioni di persone (ma non andò in onda a ridosso del Festival).

Più di recente, nel 2019, oltre 7 milioni di telespettatori videro l’interpretazione di Serena Rossi in Io sono Mia, il film-tv su Mia Martini. Solo l’anno scorso, invece, alla giovane Tecla Insolia andò il compito di dare volto a Nada ne La bambina che non voleva cantare (visto da 5,5 milioni di persone). Anche Mediaset portò Sanremo in una fiction, Dalida -interpretata da Sabrina Ferilli-.

In tutti i casi, però, il Festival resta sullo sfondo, preferendo che a parlare siano i suoi protagonisti: meglio così, le cinque serate del Festival sono già loro stesse un grande racconto che intreccia, emozioni, sorprese, risate e colpi di scena. Tutto vero, e nessuna fiction riuscirebbe a raccontarlo meglio.

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