Rossella Erra e non solo: come funziona la pubblicità in tv e quando è occulta
Rossella Erra e il presunto caso di pubblicità occulta durante Ballando Con Le Stelle. Il Codacons apre un’inchiesta, ma come funziona la pubblicità in tv? Cosa dice il regolamento.
Rossella Erra al centro di un presunto caso di pubblicità occulta. Il Codacons ha aperto un’inchiesta formale nei confronti della donna che è protagonista in alcuni dei programmi più seguiti di Viale Mazzini. La Volta Buona con Caterina Balivo, per quanto riguarda il day-time, ha l’abitudine di coinvolgerla spesso. Stesso discorso per Ballando Con Le Stelle, format in cui la Erra fa parte della giuria dei Tribuni del Popolo insieme a Sara Di Vaira e Matteo Addino.
Tutto comincia il 27 settembre scorso, prima della puntata di Ballando Con Le stelle. La rappresentante della giuria popolare ha mostrato sul proprio profilo Instagram i gioielli che avrebbe indossato durante la diretta del programma. Citando, senza alcuna remora, i brand in questione. Si è trattato, nello specifico, di due orecchini e un ciondolo. Qualcosa – nella fattispecie – per il Codacons non torna.
Rossella Erra e l’inchiesta del Codacons
L’indagine verte su due punti specifici: il primo riguarda la presunta pubblicità occulta messa in opera dalla donna attraverso la notorietà e la vasta platea di follower di cui dispone, il secondo punto riguarda la possibile induzione all’errore nei confronti dei consumatori circa la natura reale e commerciale del contenuto pubblicato. Avrebbe influenzato, in altre parole, la libertà di scelta e di mercato dei singoli utenti. La finalità promozionale del prodotto, secondo il Codacons, non sarebbe stata esplicitata. L’inchiesta va avanti, ma le domande restano.

Cosa è possibile mostrare in televisione? Quando finisce la promozione e comincia lo sfruttamento occulto? Il caso di Rossella Erra, ancora da chiarire, l’inchiesta è all’inizio, è il primo di una lunga serie che porta gli appassionati dei programmi a chiedersi davvero come funzioni il meccanismo promozionale in questi frangenti.
Come funziona la promozione in tv
Nella fattispecie, il regolamento prevede l’inserimento di prodotti a finalità promozionali nei programmi tv. A patto che venga chiarito e accordato prima della messa in onda del formato. Infatti, nel corso dei programmi più seguiti, è possibile notare la scritta: “Sono stati inseriti dei prodotti a finalità promozionali”. L’abbiamo visto in Rai, ma anche a Mediaset. Questo per quanto riguarda i brand abbinati al programma e, quindi, le partnership.
Esiste, poi, un secondo caso: quello della promozione indiretta, che riguarda vestiti e accessori dei presenti nel corso di un programma o una serie tv. In quel caso il regolamento è altrettanto preciso: ciascun componente della trasmissione può e deve indossare ciò che vuole, ma i marchi registrati – a meno che non ci sia un accordo precedentemente concordato con il programma – non devono (né possono) essere messi in mostra nel corso di primi piani o inquadrature specifiche. Fermo restando che il brand di un vestito o un accessorio mostrato in televisione, anche se non visibile direttamente, viene citato nei titoli di coda del programma.
La pubblicità social
Infatti gli utenti più attenti potranno notare come, al termine di Ballando Con Le Stelle (vale per qualsiasi altra trasmissione), si leggano i crediti relativi al vestiario e non solo. “Milly Carlucci indossa…” seguito dall’elenco dei brand che curano l’immagine della conduttrice. Stesso meccanismo per ogni partecipante al programma. La regola vale sempre. A favore di telecamera si mostra lo stretto indispensabile.
Veniamo, dunque, ai social: gli ospiti e i partecipanti dei programmi possono pubblicizzare il proprio brand e mostrare gli accessori con cui andranno in trasmissione, ma devono chiarirlo prima. Non devono esserci “errori di comunicazione”, per citare illustri precedenti, ma la necessità di advertising dev’essere esplicitata in modo trasparente. Senza giocare sull’equivoco. La pubblicità, come dicevano i maestri della televisione privata, è l’anima del commercio ma anche un sottile filo – tra lecito e illecito – che bisogna imparare a gestire.