Roberta Fontana: la nuova voce di Sportitalia si racconta tra evoluzione del calcio in TV e progetti futuri
Roberta Fontana racconta l’evoluzione del calcio in TV, il suo percorso a Sportitalia e le nuove sfide di Zona Fontana.
Roberta Fontana si sta affermando come una delle voci più dinamiche del nuovo giornalismo sportivo italiano. Dopo un solido percorso tra radio e televisione, ha lanciato su Sportitalia il suo progetto più significativo: Zona Fontana, in onda ogni venerdì alle 17, di cui è non solo conduttrice ma anche ideatrice e autrice.
Considerata un punto di riferimento per la nuova generazione di giornalisti sportivi, Fontana gestisce direttamente la linea editoriale e la selezione degli ospiti, conferendo a Zona Fontana un taglio professionale e aggiornato, in grado di bilanciare analisi approfondita e ritmo televisivo. Tvbblog l’ha incontrata.
“Zona Fontana” è diventato un punto di riferimento per gli appassionati di calcio su Sportitalia. Quanto è cambiato, secondo te, il modo di raccontare il calcio in TV rispetto a quando hai iniziato e come si adatta una conduttrice a un linguaggio sportivo in continua evoluzione?
Il calcio in TV è cambiato tantissimo: oggi non basta raccontare i risultati, serve analizzare, approfondire e rendere chiaro ciò che succede dentro e fuori dal campo. Una conduttrice deve essere aggiornata, pronta a leggere non solo i numeri ma anche le emozioni dei giocatori, le dinamiche di squadra e le reazioni dei tifosi. Serve curiosità, rapidità nel capire i temi caldi e capacità di adattarsi a un linguaggio che evolve continuamente, tra tattica, social e storytelling televisivo.
Il mondo del giornalismo sportivo è affascinante ma anche estremamente competitivo. Quanto è complicato oggi emergere in un ambiente come quello calcistico e quali sono, secondo te, le qualità indispensabili per farsi rispettare e restare credibili?
Oggi emergere è difficile perché il pubblico è più esigente e l’informazione corre veloce. Serve preparazione, passione e precisione: devi conoscere bene il calcio ma anche il contesto in cui ti muovi. Credibilità e coerenza sono fondamentali: se perdi la fiducia del pubblico o degli ospiti, tutto il resto viene meno. E poi serve coraggio: fare domande difficili, approfondire senza cercare facili applausi e mantenere il tuo stile senza scendere a compromessi.
Ripercorrendo la tua carriera, c’è un momento o un incontro che consideri decisivo per la tua crescita professionale e che ti ha confermato di essere sulla strada giusta nel mondo della comunicazione sportiva?
Tantissimi anni fa ho avuto l’opportunità di incontrare Italo Cucci, un vero maestro del giornalismo sportivo. Quell’incontro mi ha insegnato tanto sul calcio, sulla precisione nel raccontarlo e sull’importanza della passione e della curiosità. Fin da piccola, grazie a mio papà, ho respirato l’amore per questo sport: quelle prime sensazioni e quel confronto con Italo mi hanno confermato che la strada del giornalismo sportivo era quella giusta per me, unendo competenza, dedizione e passione autentica.
Ogni giornalista ha un modello a cui si ispira, qualcuno che ha segnato il suo modo di raccontare e interpretare il mestiere. Chi rappresenta per te un punto di riferimento nel giornalismo televisivo e in che modo ti ha influenzata nel tuo stile di conduzione?
Un punto di riferimento per me è sicuramente Enrico Mentana: lo stimo da sempre e lo considero uno dei giornalisti più preparati e autorevoli nel panorama nazionale. La sua capacità di raccontare i fatti con rigore, velocità e chiarezza, unita a una forte personalità davanti alle telecamere, è un esempio straordinario. Dal suo stile ho imparato a essere determinata, a mantenere sempre professionalità e credibilità, e a non temere di affrontare temi difficili o di fare domande scomode, restando fedele alla mia voce e al mio modo di condurre.
Guardando al futuro, puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti professionali o sulle nuove sfide che ti piacerebbe affrontare in televisione?
Mi piacerebbe continuare a crescere nel racconto del calcio, portando più approfondimento e analisi, ma anche aprire nuove strade su temi come il mental coaching degli sportivi, la psicologia dello sport e la comunicazione innovativa. L’obiettivo è sempre coinvolgere il pubblico con storie vere e prospettive diverse, continuando a far evolvere Zona Fontana e i progetti che seguiranno, mantenendo sempre autenticità e passione.