Roar Liz Flahive, Alison Brie, Merritt Wever e Cynthia Erivo ci raccontano la nuova serie Apple Tv+

La serie è disponibile con tutti gli episodi da venerdì 15 aprile su Apple Tv+

Roar è una collezione di favole femministe ancorate alla realtà e profondamente sarcastiche. Non è facile descrivere l’antologia Roar, 8 episodi da 30 minuti tutti disponibili su Apple Tv+, un estratto della collezione di 30 racconti pubblicati nel libro omonimo da Cecila Ahern. 

Ci siamo fatti aiutare da una delle autrici dell’adattamento Liz Flahive e da alcune delle protagoniste Cynthia Erivo, Alison Brie, Merritt Wever, Fivel Stewart, durante la conferenza stampa internazionale cui abbiamo avuto modo di partecipare. “Siamo rimaste colpite da queste diverse storie, ci sono elementi di realismo magico, surrealismo, mischiate con l’horror psicologico” ha spiegato Liz Flahive parlando di come è nato il progetto insieme a Carly Mensch con cui, tra le altre cose, aveva già realizzato GLOW.

E dal mondo del wrestling femminile anni ’80, sono passate a queste storie di donne completamente diverse tra loro “cercavamo un’idea per raccontare in modo diverso le donne, senza legarle a temi specifici come gli anni’80 o donne che fanno questa o quest’altra cosa”.

Le metafore che prendono vita

Mi è subito piaciuta l’idea di prender parte a un progetto in cui quelle che normalmente sono metafore, prendono letteralmente vita.

Cynthia Erivo ha spiegato in relazione al suo desiderio di partecipare alla serie, aggiungendo come nel suo episodio si tratta da vicino un tema spesso sottovalutato, delle reazioni avverse al parto delle donne nere. In particolare il suo personaggio dopo aver partorito deve fare i conti con il senso di colpa di voler tornare a lavoro per portare avanti la sua carriera, un aspetto che si manifesta con dei morsi per tutto il corpo.

Si tratta della prima volta in cui adattiamo un lavoro di altri, abbiamo collaborato con altre tre scrittrici. Noi avevamo un’idea dei racconti che volevamo adattare ma abbiamo coinvolto anche loro nella decisione e per esempio quello dell’anatra lo avevamo escluso, invece alla fine è entrato tra gli otto ed è stato straordinario vedere come la storia di una donna che parla con un’anatra si sia trasformata nella metafora di un rapporto malsano e abusivo di coppia.

Ogni episodio è stato gestito come una sorta di mini-prodotto indipendente, con il proprio gruppo di lavoro e con i propri effetti speciali a seconda del contesto e delle necessità. Liz Flahive ha raccontato quanto fosse fondamentale che “l’aspetto magico arrivasse dai personaggi e non da effetti esterni. Così per esempio i morsi sul corpo di Cynthia Erivo erano realistici e si è sottoposta a diverse sedute di prova con il trucco. Nell’episodio con Nicole Kidman, con il suo personaggio che mangia vecchie polaroid, le abbiamo ricreate con marzapane e carta di riso così che avesse qualcosa da ingoiare realmente, aggiungendo poi il suono come effetto speciale.

Merritt Weaver ha raccontato come nel suo episodio in cui deve dialogare con un’anatra, è stato importante per lei avere realmente sul set il doppiatore anche se spesso non era facile evitare di guardare l’uomo invece dell’animale.

Roar
Foto Apple

Racconti femministi fatti da donne

Roar è una serie orgogliosamente femminista, con un team produttivo composto da donne “più vado avanti e più mi viene voglia di avere sempre più donne intorno, registe, sceneggiatrici, per fare in modo che sia sempre più la normalità” ha commentato Flahive.

Ogni episodio ha ispirazioni diverse dal rom-com a Rosemary’s Baby, da True Detective al western, ma il punto di partenza comune era quella voglia di dar vita a aspetti della vita della donna che spesso vengono sottovalutati, come il sentirsi invisibili, il ruolo in famiglia o in una coppia, perchè ci sono dei tratti che, seppur con le dovute differenze, sono comuni ovunque.