Home Notizie Raoul Bova querela tutti, la cifra (choc) per il danno risarcitorio. “Nella lista anche una conduttrice”

Raoul Bova querela tutti, la cifra (choc) per il danno risarcitorio. “Nella lista anche una conduttrice”

Raoul Bova è pronto a far valere in tribunale le sue ragioni: chi è stato querelato dall’attore dopo la diffusione degli audio privati con Martina Ceretti

9 Agosto 2025 12:00

Le acque continuano ad agitarsi intorno a Raoul Bova. Dopo settimane di clamore mediatico e accesi dibattiti sui social, l’attore romano ha rotto finalmente il silenzio. Non solo, è passato dalle parole ai fatti.

Al centro dello scandalo, la diffusione dei messaggi audio privati (alcuni resi noti nell’ultima puntata di Falsissimo di Fabrizio Corona) che hanno generato un vero polverone mediatico. Bova ha risposto con una maxi querela civile e penale destinata a travolgere più di un protagonista del mondo dello spettacolo e dell’informazione italiani.

Il caso: facciamo un passo indietro

Tutto ha avuto inizio lo scorso 21 luglio, quando Falsissimo, il format satirico e provocatorio di Corona, ha dedicato una puntata interamente a Raoul Bova e alla giovane Martina Ceretti, modella con la quale si ipotizza una relazione.

Gli audio privati diventati virali e rilanciati un po’ ovunque sui social e sulle pagine web, hanno rapidamente perso la loro natura riservata diventando oggetto di satira, meme e, in alcuni casi, vere e proprie strumentalizzazioni commerciali.

A poco è servito il tentativo dell’attore di mantenere il riserbo. L’onda mediatica ha travolto tutto, dai canali social alle trasmissioni televisive, fino alla carta stampata. Alcuni frammenti degli audio sono stati addirittura inseriti in post promozionali e ironici facendo scattare l’ira di Bova che ora si prepara a chiedere un risarcimenti multimilionario.

Le aziende e i personaggi coinvolti

Secondo quanto riportato da Gabriele Parpiglia nella sua newsletter, la querela di Bova coinvolgerebbe un elenco impressionante di soggetti: Meta, Google, YouTube, TikTok, X Corp, oltre a Ryanair, S.S.C. Napoli, Torino F.C. e altri nomi non ancora ufficializzati.

Ma a sorprendere è l’inclusione, tra i destinatari della querela, di una delle figure più riconoscibili della tv italiana, Alba Parietti. L’opinionista e conduttrice, attualmente in vacanza, avrebbe pubblicato un reel Instagram definito “altamente diffamatorio” nei confronti dell’attore, motivando così l’azione legale.

Nel video incriminato Parietti ha affrontato con tono ironico la vicenda legata a Bova, affermando tra le altre cose: “Bova mandando quel messaggio ha mostrato la parte più fragile del suo carattere. No, non è uscito benissimo, soprattutto perché poi è incappato in una donna che ha utilizzato questo messaggio per renderlo pubblico, per diventare famosa”.

raoul bova querele
Raoul Bova passa alle maniere forti. Foto: IG, @raoulbovagram – tvblog.it

In un passaggio successivo, Parietti di è rivolta direttamente all’avvocato di Bova, Annamaria Bernardini De Pace, madre della sua ex moglie Chiara Giordano: “Annamaria non mi fare causa per questo, però posso dare un mio parere, io al posto del tuo ex genero, l’ultima persona al mondo che avrei scelto come avvocato saresti stata tu”.

La strategia legale

L’obiettivo di Bova sarebbe duplice: proteggere la propria reputazione e contrastare una presunta rete di diffusione illegittima di contenuti privati. La accuse sono pesanti: violazione della privacy, diffusione illecita di dati personali, danno all’onorabilità.

Secondo le indiscrezioni il risarcimento richiesto potrebbe ammontare a 20 milioni di euro, considerando il danno d’immagine provocato da una diffusione su larga scala del presunto tradimento ai danni dell’ex compagna di Bova, Rocio Munoz Morales. A ciò si aggiungono le conseguenze personali e familiari, già evidenziate dalla rottura con la compagna e dal coinvolgimento, seppur indiretto, dei figli.

Nonostante il clamore, da parte degli accusati non sono arrivate per ora dichiarazioni ufficiali. Il caso è destinato ad essere ulteriormente sviscerato nelle aule di tribunale, dove si deciderà se davvero ci sono gli estremi per un’azione legale così ampia e severa.