La Rai che vedrai è quella già vista, ma anche meglio

Fra nomine più o meno in arrivo, palinsesti estivi da creare idee per i palinsesti del prossimo autunno facciamo il punto sulla Rai che vedrai

di Hit

Il 31 marzo, giorno che si chiude il bilancio consuntivo del precedente esercizio, si è chiusa l’esperienza dall’attuale governance della Rai.  Poiché la Rai non è un’azienda quotata in Borsa ha comunque tempo fino alla fine del prossimo mese di giugno per approvarlo, anche se il tutto dovrebbe essere fatto entro la fine del mese di aprile. Una nota dell’azienda radiotelevisiva pubblica di qualche ora fa,  fa sapere che detto bilancio chiuderà in pareggio. Fra gli adempimenti più impellenti in corso d’opera quello relativo alla procedura elettiva del cosiddetto rappresentante dei lavoratori che siederà nel prossimo Consiglio di amministrazione dell’ente radiotelevisivo pubblico, con avvio delle pratiche, campagna elettorale e relative votazioni in tutte le sedi della Rai, norme queste che sono state portate in delibera nella penultima riunione dell’attuale CDA.

E’ quindi giunto all’ultima pagina il libro della Rai del tandem Marcello Foa-Fabrizio Salini. Anni di luci e di ombre che ora finiranno nelle pagine dei libri degli storici che si occupano delle vicende della maggiore azienda culturale del nostro paese. Inutile dire che quello che accadrà della Rai futura è tutto nelle mani della politica e di Mario Draghi in particolare. L’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri gestirà direttamente  il file che riguarda la Tv di Stato, anche se non è fra le sue priorità, ora c’è la campagna vaccinale da portare avanti.

In realtà però per Draghi quello della Rai non sarà l’unico file di cui si dovrà occupare a proposito di nomine. Sono cinque i dossier su cui dovrà mettere mano a partire da quello più importante e probabilmente quello che conosce meglio, ovvero Cassa Depositi e Prestiti. A seguire FFSS, Alitalia, Ilva e appunto Rai. Sulla Rai si leggono tante indiscrezioni in questi giorni, la verità è che al momento il file non è stato ancora aperto e giace silente nell’hard disk del Presidente del Consiglio. Tutti i nomi che circolano rispetto a futuribili Presidenti e Amministratori delegati sono più che altro dei desiderata di persone che avrebbero piacere che questo o quel nome possa assurgere al settimo piano di viale Mazzini (e piani vicini).

Fra le voci che girano appare abbastanza credibile quella che vorrebbe come sostituto di Fabrizio Salini stavolta un interno Rai: Nicola Claudio, Paolo Del Brocco o Roberto Sergio i nomi che circolano, giusto per essere bruciati. Da non sottovalutare la promozione di una che la Rai la conosce a menadito, Maria Pia Ammirati come Amministratore delegato, con il ritorno di Eleonora Andreatta a Rai Fiction, per altro qualcuno quest’ultima la posiziona anche al settimo piano, poco credibilmente.  L’unica cosa certa al momento è che gli attuali direttori di rete faranno sia i palinsesti estivi che quelli invernali. Anche qui tante voci su qualcosa che ancora non c’è (i palinsesti). Indiscrezioni anche suggestive su ritorni di volti sovranisti nei programmi prossimi venturi, voci per altro poco credibili. Piuttosto appare molto probabile che quello che vedremo, sia in estate che in autunno, sarà da una parte la conferma delle scelte che sono state azzeccate nel corso dell’ultima annata televisiva e dall’altra la sperimentazione di volti assolutamente nuovi e quale periodo migliore per fare questo se non l’estate ? Questo momento particolare poi darà un’iniezione di coraggio agli attuali direttori per provare vie nuove, tanto non hanno più niente da perdere, per il ciclo “ora o mai più“.

Discorsi su rimodulazioni editoriali alla luce di nuovi equilibri politici non ce ne saranno, anzi, eventuali prese di coscienza rispetto a ciò che è successo nei palazzi politici romani in questi ultimi mesi e su ciò che accadrà in Rai con la nuova governance in arrivo in autunno, saranno un incentivo per sottolineare ancora di più la linea editoriale voluta rispettivamente da Stefano Coletta, Ludovico Di Meo e Franco Di Mare e dare il via a idee a cui tengono molto, rimaste inopinatamente ancora nel cassetto. Una linea che andrà a riverberarsi non solo nei palinsesti estivi, ma anche in quelli autunnali ed invernali che verranno confezionati ancora dagli attuali inquilini delle tre principali reti generaliste della televisione pubblica.

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